Autovelox, Salvini firma il decreto: cosa cambia per le multe nel Lazio

Nel Lazio i controlli elettronici della velocità hanno prodotto un numero elevato di multe e un contenzioso diventato sempre più frequente
Di Lina Gelsi
Autovelox
Autovelox (da Odissea Quotidiana)

Il decreto sugli autovelox è stato firmato e apre una fase nuova anche nel Lazio, dove migliaia di automobilisti hanno ricevuto verbali per eccesso di velocità da dispositivi finiti spesso al centro di ricorsi, sentenze e dubbi sulla piena validità tecnica.

Autovelox nel Lazio, perché il decreto cambia il quadro delle sanzioni

La firma del ministro Matteo Salvini sul decreto dedicato alle procedure di omologazione degli autovelox prova a mettere ordine in un settore rimasto per anni esposto a interpretazioni diverse. Il tema non riguarda soltanto i grandi assi stradali nazionali, ma anche le arterie regionali, provinciali e comunali del Lazio, dove i controlli elettronici della velocità hanno prodotto un numero elevato di multe e un contenzioso diventato sempre più frequente.

Il nodo principale è noto: per molto tempo l’approvazione ministeriale degli strumenti è stata considerata sufficiente da numerosi enti locali per utilizzare gli apparecchi e notificare le sanzioni. Una lunga serie di pronunce giudiziarie ha però distinto approvazione e omologazione, aprendo la strada all’annullamento di verbali emessi con dispositivi privi dell’omologazione richiesta.

Il nuovo decreto interviene proprio su questo passaggio, fissando procedure tecniche per il riconoscimento iniziale degli apparecchi e per le verifiche successive.

Omologazione e taratura degli autovelox: le novità per Comuni e automobilisti

Il provvedimento prevede un percorso definito per omologare gli strumenti destinati al controllo della velocità. Non basta più un quadro generico: servono test, controlli, documentazione tecnica, tarature e verifiche periodiche. L’obiettivo dichiarato dal ministro è tenere insieme sicurezza stradale e tutela dei cittadini, evitando che il rilevamento automatico diventi soltanto un meccanismo di incasso.

Nel Lazio la ricaduta può essere significativa, perché molte strade sono attraversate ogni giorno da pendolari, mezzi commerciali, residenti dei piccoli centri e turisti.

Autovelox installati su consolari, raccordi, strade provinciali e accessi urbani hanno spesso inciso sulle abitudini di guida, ma hanno anche alimentato il sospetto di postazioni collocate in punti percepiti come più redditizi che realmente utili alla sicurezza. Il decreto non cancella la funzione dei controlli, ma impone una cornice più precisa.

Una distinzione centrale riguarda la data del 2017. Gli autovelox approvati dal ministero prima di quell’anno dovranno seguire la procedura prevista per ottenere l’omologazione definitiva. Quelli successivi vengono considerati conformi alla normativa più recente sulla taratura, in base al percorso già avviato con il precedente decreto del marzo 2025.

Per i Comuni significa verificare lo stato dei dispositivi, completare gli adempimenti e, in alcuni casi, attendere prima di rimettere in funzione apparecchi spenti o sospesi.

Multe già arrivate: quando il verbale può essere contestato

La domanda che interessa di più gli automobilisti è semplice: le multe già prese saranno cancellate? La risposta è più complessa. Il decreto vale per il futuro, cioè per i verbali emessi dopo la sua entrata in vigore. Prima dovrà passare il controllo della Corte dei Conti, poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e infine il termine di 15 giorni necessario per la piena efficacia.

Le sanzioni del passato, quindi, non spariscono in automatico. Chi ha ricevuto una multa può però valutare un ricorso se ritiene che il dispositivo usato non fosse omologato. In quel caso diventa decisivo l’accesso agli atti, perché l’automobilista deve dimostrare il difetto dell’apparecchio o la mancanza dei requisiti richiesti. La sola convinzione che l’autovelox non fosse regolare non basta: servono documenti, date, schede tecniche e provvedimenti riferiti a quel preciso strumento.

Per questo motivo il nuovo scenario interessa anche gli avvocati e gli uffici comunali. Da un lato i cittadini cercheranno di capire se i verbali ricevuti siano ancora contestabili nei termini previsti. Dall’altro gli enti dovranno evitare nuovi errori, perché ogni sanzione emessa con un dispositivo non conforme rischia di alimentare altri ricorsi, con costi amministrativi e perdita di credibilità.

Sicurezza stradale e controlli: cosa cambia sulle strade del Lazio

Nel Lazio il tema degli autovelox si intreccia con la sicurezza su strade ad alto traffico, percorsi urbani congestionati e collegamenti provinciali dove gli incidenti restano una preoccupazione reale. Un apparecchio regolare, ben segnalato e collocato in un punto sensibile può ridurre la velocità e prevenire condotte pericolose. Un dispositivo poco chiaro o percepito come una trappola produce invece sfiducia, proteste e ricorsi.

La nuova disciplina può quindi diventare un passaggio utile solo se accompagnata da scelte amministrative trasparenti. I cittadini chiedono controlli seri, cartelli visibili, limiti coerenti con il tipo di strada e strumenti verificati. I Comuni, da parte loro, avranno bisogno di aggiornare procedure e documentazione, evitando che la gestione dei dispositivi venga lasciata a prassi superate.

Per chi guida, la regola pratica resta una: rispettare i limiti e non dare per scontato che ogni multa sia nulla. Allo stesso tempo, chi ha ricevuto un verbale da un autovelox sospetto può verificare gli atti e capire se ci siano i presupposti per contestarlo. Il decreto Salvini non azzera il passato, ma prova a chiudere una stagione di incertezza che in Italia è durata oltre trent’anni.

 
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