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29 Novembre 2021

Pubblicato il

#avvoltoidellamalasanità, è guerra tra medici e avvocati

di Redazione
Uno spot tv dei medici definisce "avvoltoi" gli avvocati. La replica delle associazioni forensi è durissima

Altro che guerra fredda, quella tra avvocati e medici ha raggiunto ormai livelli massimi di tensione. Uno spot tv dei medici italiani, un’iniziativa che ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute e che è stata lanciata da Amami (Associazione medici accusati ingiustamente di malpractice), ha definito gli avvocato come degli avvoltoi che speculano sulla carriera dei medici e sulla salute dei pazienti.

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MEDICI: "ARCHIVIATE 99% CAUSE CONTRO DI NOI" I medici sostengono infatti, sulla scia dei dati forniti da una ricerca della Procura di Roma e del Policlinico Gemelli, che il 99% delle cause intentate contro la loro categoria viene archiviata già nella fase delle indagini preliminari. 

CODICI: "E' UNO SCANDALO" Le reazioni degli organismi forensi non sono mancate e sono state durissime. L’associazione Codici ha parlato di scandalo, l’Osservatorio Sanità ha minacciato di querelare la stessa Amami, il Consiglio Nazionale Forense ha annunciato una diffida per “ottenere il ritiro dello spot dal web e dalle televisioni (lo spot è andato in onda anche su Canale 5.

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L'OUA: "SERVE UN CONFRONTO" Il presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Nicola Marino, prende posizione sulle polemiche scaturite dallo spot contro le troppe denunce di cui sono vittime i medici, prodotto dall’associazione Amami e altri sindacati e organizzazioni dei camici bianchi: «Invece di contrapposizioni abbiamo bisogno di collaborazione tra professionisti per isolare le “mele marce” che si annidano in ogni settore professionale. Medici e avvocati, assieme, devono collaborare per arginare il mercato delle denunce facili e, allo stesso tempo, per ottenere giustizia quando i cittadini sono vittime di un abuso o di un errore. Purtroppo in questi anni, per effetto della diffusione di una cultura pseudo-liberista, troppe società di servizi (al cui interno lavorano sia medici che avvocati) fanno concorrenza con ogni mezzo ai legali e alimentano artificiosamente questo problema, il tutto a scapito dei cittadini, del sistema giustizia, sempre più ingolfato, dei medici e dello stesso Ssn. Facciamo un appello – conclude Marino – alla Fnomceo, ai sindacati medici, affinché si apra un confronto su questi temi, al fine di lavorare su un terreno comune: la tutela reale dei diritti dei cittadini. Allo stesso modo crediamo che gli autori (Amami in testa) dello spot, dovrebbero riflettere sulle sterili polemiche di questi giorni e aggiustare il tiro, altrimenti, come giustamente intimato dal Cnf, non si potrà che ricorrere ad altre strade».

IL MOVIMENTO FORENSE: "BASTA GIOCO AL MASSACRO"  Il Presidente Massimiliano Cesali esige le scuse dei medici: "Esprimo il più fermo disappunto a proposito del video prodotto dall'associazione di medici Amami in cui gli avvocati sono paragonati agli avvoltoi. Non mi importa che non vengano mai citati gli avvocati, come afferma l'associazione, il riferimento e' chiaro e grave e la nostra categoria esige le scuse formali anche se nessun comunicato potrà mai riparare i danni prodotti da quel video. E' come se io invitassi cittadini a diffidare di chi, promettendo guarigioni miracolose, li spinge all'assistenza medica a pagamento per guadagnare sulle disgrazie e malattie dei pazienti, magari senza citare i medici espressamente. Sarebbe grave generalizzare così come e' grave paragonare gli avvocati a degli avvoltoi. Certamente ci sono le mele marce ovunque ma dobbiamo opporci fermamente al gioco al massacro e rammentare il ruolo sociale che la nostra categoria svolge. Se vogliamo contribuire a far ripartire l'Italia occorre dare il buon esempio, bisogna utilizzare professionisti come i medici e gli avvocati quale metro di paragone positivo".

Mai nella storia la tensione tra due categorie professionali così importanti, come quelle di medici e avvocati, aveva raggiunto livelli di tensione così alti. La speranza è che i toni si possano presto abbassare, trovando soluzioni di buon senso nel rispetto di tutti.

 
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