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01 Dicembre 2020

Pubblicato il

Badanti come fidarsi?

Badante infedele finge rapina con fratello complice nella casa degli assistiti

di Redazione

Ha simulato un'aggressione alla badante, sorella e complice, tenendola sotto minaccia di una pistola, fingendo un accento dell'est Europa

badante infedele
Badante con assistita

La badante è una figura professionale divenuta essenziale per sopperire alle esigenze di molte famiglie italiane. La badante che assiste gli anziani in modo onesto e affidabile è un fenomeno in espansione. Altra cosa è la badante infedele, che devia dal comportamento improntato sulla rettitudine. E’ il caso della 56enne romana e del fratello complice.

La disavventura di una coppia 75enne, vittima di una badante infedele

Ha approfittato della sua mansione di badante notturna presso la casa di due coniugi 75enni, entrambi con problemi di salute, ricoprendo il ruolo di mandante e basista, segnalando a suo fratello quando entrare in casa per poi rubare 2000 euro in contanti.

I fatti risalgono al mese di gennaio scorso, quando la donna, una 56enne romana ha indicato al fratello, di 44 anni, tramite ripetuti contatti telefonici, il momento opportuno per entrare in azione e asportare il denaro contante.

Quando è entrato in casa parlava con cadenza dell’est Europa, ha simulato un’aggressione alla sorella complice e tenendola sotto minaccia di una pistola, ha costretto i due anziani a indicare dove erano custoditi i loro risparmi.

Dopo il primo intervento, il sopralluogo e i rilievi tecnici, i Carabinieri della Stazione di Roma Casalotti, grazie ad un’articolata e complessa attività d’indagine sono riusciti a smascherare la colf badante ed il suo complice.

Con dovizia di particolari, sono riusciti a ricostruire il piano criminale di fratello e sorella, accertando i loro ruoli sulla scena del crimine.

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La Procura della Repubblica di Roma, concordando con le risultanze investigative dei Carabinieri, ha richiesto ed ottenuto un’ordinanza che dispone misure cautelari dal Gip del Tribunale di Roma. Così i Carabinieri di Casalotti hanno arrestato i due fratelli, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari.

Il fenomeno delle badanti, come comportarsi

Il fenomeno delle badanti è sempre più in espansione, tanto che si stima sarà il mestiere più richiesto nei prossimi anni. In Italia sono sempre di più gli anziani che vengono affidati a una badante, generalmente straniera, ma anche italiana. Così come straniera, nella maggior parte dei casi, è la colf, la donna di servizio che si occupa delle pulizie di casa.

Queste persone vivono a stretto contatto con noi e sono ampiamente inserite nella nostra società. Ma cosa fare se non ci fidiamo (più) di loro? Tenere sotto controllo badanti e colf è possibile (e anche legittimo, se si prendono alcuni accorgimenti).

Il controllo di una badante infedele è possibile

Secondo una indagine a carattere nazionale, anche se 1 famiglia italiana su 10 è “badante-dipendente”, le badanti (e colf) sono spesso inaffidabili. E’ questa la triste realtà emersa dall’inchiesta.

La colf può sottrarre denaro o cose da casa oppure non pulire casa, o lasciata sola può anche andare via prima dell’orario stabilito. La badante succede che maltratti l’anziana che dovrebbe assistere oppure che cerca di sedurre l’anziano per impossessarsi dell’eredità. Quante volte abbiamo ascoltato il racconto o anche fatto esperienza diretta di una disavventura di questo tipo.

Controllo badante e privacy: cosa dice la legge

La prima cosa da fare, se si hanno dei sospetti sull’infedeltà della badante, è installare un sistema di videosorveglianza con telecamere a circuito chiuso. In ambito di videosorveglianza e privacy però la giurisprudenza è dubbia.

Bisogna infatti chiarire che: la normativa sulla privacy vieta esplicitamente l’uso di impianti di videosorveglianza dei propri dipendenti, se questi non ne sono informati.

Ma in presenza di fondati sospetti sulla fedeltà dei propri dipendenti, il datore di lavoro può installare telecamere nascoste per sorvegliarne la condotta.

In caso di dubbi sulla badante o sulla colf, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un’agenzia di investigazione privata.

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(Red/ Dire)

 
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