Basta morti bianche: Colleferro e Artena in piazza il 7 febbraio, corteo e assemblea

Colleferro e Artena chiamano cittadini, sindaci e lavoratori: il 7 febbraio 2026 corteo e assemblea contro le morti sul lavoro e per la sicurezza
Di Alessandra Monti
Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro
Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro

“Non si può più uscire di casa per lavorare e non rientrare”. Con queste parole il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, insieme alla sindaca di Artena Silvia Carocci, lancia un appello pubblico per una manifestazione contro il fenomeno delle morti sul lavoro: appuntamento sabato 7 febbraio 2026 a Colleferro, con corteo e assemblea.

Silvia Carocci, sindaco di Artena

Basta morti bianche: l’appello dei sindaci di Colleferro e Artena

La richiesta è netta: aderire, condividere, aiutare l’organizzazione e partecipare. L’iniziativa nasce da un comunicato congiunto dei due Comuni, che invitano non solo la cittadinanza, ma anche colleghi sindaci, lavoratrici e lavoratori, sindacati, associazioni e autorità di ogni ordine e grado. Il traguardo dichiarato è trasformare l’indignazione in impegni concreti: prevenzione degli infortuni, formazione continua, controlli efficaci, una cultura della sicurezza più diffusa e consapevole.

Il 7 febbraio a Colleferro: corteo e assemblea pubblica contro le morti sul lavoro

Una manifestazione pubblica con corteo e assemblea nel territorio di Colleferro. La scelta della data non è casuale: i promotori collegano l’iniziativa al “Giorno dei Caduti del ’29”, ricorrenza legata al primo scoppio che costò la vita a quattro operai – Francesco Borla, Giuseppe Fontana, Giovanni Girardi, Tobia Talone – e che resta una ferita aperta nella memoria industriale locale.

Le morti recenti a Colleferro: i nomi che chiedono risposte

Il richiamo al 1929 si lega alla cronaca di queste settimane. I sindaci di Colleferro e Artena ricordano le recenti morti di due operai avvenute a Colleferro: Sergio Albanese, originario di Colleferro, ed Erri Talone, originario di Artena. Due nomi che riportano al centro un dato spesso rimosso finché non diventa tragedia: il lavoro può trasformarsi in rischio mortale, anche in attività considerate ordinarie.

Sanna e Carocci sottolineano che ricordare chi ha perso la vita svolgendo il proprio dovere significa rendere omaggio alle famiglie e ribadire un principio di civiltà: nessun obiettivo produttivo può venire prima di dignità, salute, incolumità. Nel corso degli anni, il territorio ha conosciuto altri lutti come Roberto Pignalberi e Giuseppe Sinibaldi, a testimonianza di una scia che non può essere archiviata come fatalità.

Sicurezza sul lavoro: istituzioni, imprese, sindacati chiamati a responsabilità

La manifestazione del 7 febbraio punta a mettere insieme responsabilità e soluzioni. Alle istituzioni viene chiesto di rafforzare presìdi e verifiche, di sostenere percorsi formativi e di pretendere l’applicazione rigorosa delle norme, senza deroghe di fatto. Alle imprese si chiede di investire davvero in prevenzione, dispositivi, procedure, organizzazione dei turni e tutela psicofisica, senza scorciatoie dettate da tempi o costi. Ai sindacati e alle rappresentanze dei lavoratori viene riconosciuto un ruolo decisivo nel segnalare criticità, far emergere situazioni a rischio e contrattare tutele concrete, anche nei subappalti e nelle esternalizzazioni.

Il messaggio politico e sociale è semplice: la sicurezza non è un modulo da firmare, ma un patto quotidiano che riguarda l’intera filiera produttiva e la vita cittadina. Un patto che, nelle intenzioni dei promotori, deve tradursi in azioni verificabili: procedure rispettate, dispositivi adeguati, turni sostenibili, formazione reale e non soltanto “di carta”, attenzione costante anche nelle lavorazioni ritenute meno pericolose.

Come aderire all’appello di Colleferro e Artena per il 7 febbraio

Si può formalizzare l’adesione anche via mail. I riferimenti sono: ufficioprotocollo@comune.colleferro.rm.it per Colleferro e affarigenerali@comune.artena.rm.it per Artena. In chiusura, i due primi cittadini porgono saluti istituzionali e rinnovano le condoglianze alle famiglie delle vittime.

Sabato 7 febbraio, a Colleferro, la piazza diventa il luogo in cui il dolore si traduce in una richiesta pubblica di responsabilità: tornare a casa dal lavoro deve essere la normalità, non un privilegio.

 
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Cronaca

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