Befana con freddo e neve a bassa quota: prima perturbazione il 4 gennaio, poi fase più intensa fino al 7

Le previsioni indicano ancora pioggia e un abbassamento progressivo delle temperature, con valori in calo fino a metà settimana
Di Lina Gelsi
Maltempo
Maltempo (Foto di repertorio)

Dopo giorni a due velocità, con Nord spesso più stabile e Centro-Sud alle prese con piogge, l’Italia entra nella prima vera fase invernale del 2026. La giornata di domenica 4 gennaio porta la prima perturbazione con precipitazioni diffuse al Centro e neve in Appennino, poi l’avvio della settimana apre uno scenario più severo: correnti artiche in discesa dal Nord Europa e possibile formazione di un ciclone mediterraneo, con maltempo e un calo termico sensibile, soprattutto fra Epifania e mercoledì 7 gennaio.

Befana con freddo e neve a bassa quota: nel Lazio pioggia e calo termico

Per il Lazio la giornata di domenica 4 gennaio, si presenta già instabile con piogge e rovesci, mentre martedì 6 si entra nella fase più delicata in coincidenza con l’Epifania: le previsioni indicano ancora pioggia e un abbassamento progressivo delle temperature, con valori in calo fino a metà settimana.

Su Roma, ad esempio, le stime mostrano piogge domenica e martedì, poi un ulteriore raffreddamento con minime prossime allo zero fra mercoledì 7 e giovedì 8.

Nel quadro degli avvisi meteo, risultano segnalazioni di allerta per pioggia e temporali in regione, un elemento che richiama prudenza su viabilità, sottopassi, tratti soggetti ad allagamenti e alberature già stressate dal vento.

Befana con freddo e neve a bassa quota: perché cambia tutto e cosa può succedere sulle reti di trasporto

Il passaggio chiave, spiegano le analisi, è l’ingresso di aria più fredda e instabile dal Nord Europa: non solo piogge, ma un calo termico capace di trasformare la quota neve, abbassandola anche in modo marcato quando la ventilazione ruota e l’aria fredda riesce a infiltrarsi nei bassi strati.

Per il Lazio l’attenzione si concentra sui rilievi appenninici e sulle zone interne, dove la neve può diventare un tema concreto in montagna e, in caso di intensificazione, anche a quote collinari.

In questi scenari le conseguenze più immediate riguardano le strade secondarie, i collegamenti verso i centri alti e l’operatività dei servizi locali: spargisale, mezzi in pronta uscita, gestione delle emergenze su tratti esposti.

Befana con freddo e neve a bassa quota: reazioni e raccomandazioni operative per famiglie

Il primo banco di prova arriva con le partenze e i rientri del ponte dell’Epifania, quando molte famiglie si spostano su gomma. I Comuni, in particolare quelli dell’area montana, puntano su prevenzione e comunicazione: aggiornamenti costanti, monitoraggio delle criticità note, coordinamento con la Protezione civile per eventuali interventi rapidi.

Per i cittadini le indicazioni restano pratiche: controllare gli avvisi ufficiali, valutare percorsi alternativi, dotazioni invernali in auto dove richieste e attenzione ai fenomeni intensi, perché il mix di pioggia, vento e temperature in calo è spesso quello che genera i disagi più diffusi anche lontano dalle cime.

 
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