Vuoi la tua pubblicità qui?
27 Settembre 2020

Pubblicato il

Blitz in piazza del Popolo, “Italia alza la testa”

di Redazione

Fumogeni e striscioni, l'azione di Roma Nord

Piazza del Popolo, il cuore di Roma, torna ad essere il palcoscenico incandescente della protesta anticrisi. Stavolta non ci sono solo i Tricolori di Calvani e i suoi, ma le luci scintillanti delle torce dei ragazzi di Roma Nord, comunità militante che con questo gesto di grande impatto ha voluto prendere le distanze dai “Forconi d’Italia” su modalità e progettualità della protesta, pur condividendone i motivi.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Italia alza la testa” è lo slogan dello striscione calato dalla balaustra del plesso scultoreo, con cui i militanti di Roma Nord hanno voluto risvegliare le coscienze dei passanti di nuovo anestetizzate dalle compere natalizie. “Vogliamo lanciare un messaggio di lotta forte, differente” – spiegano i promotori dell’iniziativa, che non hanno aderito alla protesta dei “Forconi d’Italia” perché “noi facciamo militanza politica, lottiamo e ci ribelliamo nel quotidiano e siamo certi che senza un progetto politico ed una militanza quotidiana non si possa sperare di scuotere le coscienze e auspicare i cambiamenti radicali che vogliamo”.

“Con il blitz di oggi – prosegue la nota – vogliamo ribadire il nostro essere liberi e ribelli, la nostra voglia di cambiare lo status quo e non arrenderci alla speculazione, all’usura delle banche ed al sistema liberal capitalista che sta implodendo e sta affamando l’Europa ed il mondo”.

Anche i militanti di Roma Nord non vogliono arrendersi allo strozzinaggio della BCE, ed alla classe politica che si è dimostrata incapace di tutelare gli interessi nazionali, ma nel farlo rivendicano il ruolo necessario che spetta alla politica, intesa appunto come impegno quotidiano e stile di vita, e non mera reazione populista.

“Chi vuole lottare per la giustizia e per l’onore del Paese, chi vuole operare per la sua terra, chi vuole sacrificarsi accanto a noi, venga con noi!” – così la nota si chiude, con un riferimento a Corneliu Zelea Codreanu, soldato politico che forgiò con la lotta una Guardia di Ferro, in risposta al periodo di grande depressione attraversato dalla società rumena durante la prima metà del Novecento.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento