Bollette, autunno da stangata nel Lazio: fino a +35,7%. Eni taglia le tariffe, Enel risponde: voi cambierete gestore?

Bollette luce e gas verso forti rincari nel Lazio. Frosinone arriva al +35,7%. Eni e Enel si muovono sulle tariffe: cosa conviene controllare
Di Luigi Sette
Caro energia, caro bollette

Le bollette tornano a fare paura. E questa volta l’aumento rischia di essere abbastanza consistente da spingere molte famiglie a riaprire un contratto che spesso finisce dimenticato in un cassetto o nell’area personale del proprio fornitore. Quanto paghiamo davvero per un kilowattora? La tariffa è ancora conveniente? È meglio restare con il proprio gestore oppure cambiare prima dell’inverno?

Domande che nelle prossime settimane potrebbero diventare molto concrete. Secondo le elaborazioni di Facile.it basate sui prezzi forward dell’energia, tra settembre e dicembre 2026 una famiglia tipo con un contratto nel mercato libero a prezzo indicizzato potrebbe spendere, a livello nazionale, circa 982 euro tra elettricità e gas, vale a dire 270 euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le stime indicano un PUN, riferimento del mercato elettrico all’ingrosso, in aumento del 65% su base annua e un PSV del gas addirittura del 113%.

Nel Lazio Frosinone rischia il conto più pesante

Per chi vive nel Lazio i numeri sono particolarmente interessanti. Le proiezioni indicano aumenti compresi tra il 34,5% e il 35,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La provincia dove la spesa prevista è maggiore è Frosinone, con circa 839 euro tra luce e gas da settembre a dicembre, pari a un aumento del 35,7%. Seguono Latina, con 814 euro e un incremento del 34,9%, Roma con 752 euro e +34,7%, Rieti con 747 euro e +35,3%. Viterbo chiude con una previsione di 729 euro, comunque superiore del 34,5% rispetto all’anno precedente.

Percentuali che meritano una precisazione: si tratta di stime riferite a famiglie tipo con contratti del mercato libero a prezzo indicizzato, non di un aumento automatico identico per tutti. Chi ha sottoscritto un contratto a prezzo fisso può trovarsi in una situazione molto diversa, così come incidono consumi, potenza impegnata, condizioni contrattuali e durata dell’offerta.

Il punto, però, resta: se i prezzi all’ingrosso si manterranno sui livelli previsti, l’ultima parte dell’anno potrebbe diventare sensibilmente più costosa per una parte importante delle famiglie.

Eni Plenitude mette sul tavolo lo sconto del 30%

Ed è proprio mentre cresce l’allarme sulle bollette che si muovono i grandi operatori.

Eni ha annunciato attraverso Plenitude una nuova iniziativa che prevede uno sconto del 30% rispetto alle proprie tariffe standard fisse di luce e gas, con prezzi ridotti bloccati per due anni. L’offerta è prevista dal 1° al 24 ottobre e, secondo quanto indicato dall’azienda, per chi sottoscrive sia luce sia gas il beneficio medio può arrivare a circa 200 euro l’anno.

Un intervento che arriva in una fase nella quale il costo dell’energia è tornato in primo piano e che inevitabilmente aumenta la pressione competitiva sull’intero mercato.

Enel punta su prezzo fisso e formule con un tetto

Anche Enel Energia presenta diverse formule per provare a intercettare la preoccupazione dei consumatori. Tra quelle disponibili figurano offerte a prezzo fisso e soluzioni nelle quali il costo della materia energia viene collegato agli indici di mercato prevedendo però un limite massimo.

Nelle condizioni attualmente pubblicate da Enel, una delle proposte abbinate luce e gas indica per l’elettricità 0,166 euro/kWh con addebito diretto e prezzo fisso per 24 mesi, mentre per il gas il riferimento è 0,690 euro/Smc, sempre al netto di IVA e imposte e con specifiche condizioni contrattuali. La quota fissa indicata è di 156 euro annui per ciascuna fornitura.

Esistono poi formule indicizzate con un tetto massimo al prezzo della componente energia. Il confronto, quindi, non può fermarsi allo slogan dello sconto: bisogna verificare prezzo al kWh, quota fissa, durata, eventuali obblighi di domiciliazione bancaria, condizioni legate all’abbinamento luce-gas e cosa succede al termine del periodo promozionale.

Il vero confronto si fa sulla bolletta, non sulla percentuale di sconto

È probabilmente questo l’aspetto più importante per i consumatori. Un’offerta che promette uno sconto del 20 o del 30% non è necessariamente più economica di un’altra che pubblicizza una riduzione inferiore. Dipende dal prezzo sul quale quello sconto viene applicato, dalle quote fisse e dal profilo di consumo della famiglia.

Per questo, prima di cambiare operatore, conviene prendere l’ultima bolletta e controllare almeno il consumo annuo, il prezzo effettivamente applicato alla materia energia e i costi fissi di commercializzazione.

C’è anche un’altra distinzione da tenere presente. Il mercato libero non va confuso con la Maggior Tutela, che oggi riguarda soltanto determinate categorie di clienti vulnerabili. ARERA ricorda infatti che dal luglio 2024 la Maggior Tutela dell’elettricità può essere scelta dai clienti domestici vulnerabili, mentre per gli altri consumatori valgono il mercato libero o, per chi vi è confluito, il Servizio a Tutele Graduali fino al 31 marzo 2027.

E proprio il prossimo inverno potrebbe trasformare questa materia, finora considerata da molti troppo tecnica, in una delle questioni domestiche più discusse.

Perché quando un aumento supera il 30%, non si parla più soltanto di qualche euro in più. Si parla di centinaia di euro che possono uscire dal bilancio familiare in pochi mesi.

E voi? Sapete quanto pagate oggi un kWh di energia elettrica? Davanti a rincari di questa entità restereste con il vostro attuale gestore oppure siete pronti a cambiare fornitore?

 
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