La Tuscia sale sul palco di Roma e lo fa con il volto giovane, preparato e concreto di Maritè, la pasticceria di Bolsena che il 25 marzo ha ricevuto a Palazzo Valentini il premio speciale “Pasticceria Rivelazione del Lazio” nella sesta edizione del Premio DolceRoma e Lazio. Un riconoscimento che supera il successo della singola attività e diventa indicatore di un movimento più ampio: anche fuori dai grandi centri urbani il Lazio costruisce qualità, identità produttiva e nuove economie legate al cibo.
Un premio che dà voce alla Tuscia del lavoro e del gusto
Il valore della vittoria di Maritè sta proprio qui: in un territorio spesso raccontato per il suo patrimonio storico, paesaggistico e agricolo, ma non sempre osservato con la stessa attenzione quando si parla di nuova impresa gastronomica. Il premio assegnato a Bolsena rimette invece al centro una provincia che produce idee, professionalità e visione.
La motivazione letta durante la premiazione da Alessandro Creta ha insistito su questo punto, sottolineando come l’offerta della pasticceria sappia proporre una valida alternativa alle colazioni più convenzionali, con un’impronta che richiama la Francia ma resta profondamente italiana e radicata nelle materie prime locali, in particolare nella nocciola della Tuscia.
Il percorso di Maria Brachini ed Emanuele Terranova
Dietro Maritè ci sono Maria Brachini, classe 1995, ed Emanuele Terranova, classe 1994, coppia nel lavoro e nella vita. Il loro percorso racconta bene una generazione che ha scelto di formarsi seriamente prima di investire sul territorio. Maria arriva da ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana; Emanuele, cuoco passato poi alla pasticceria, si è formato all’Étoile Academy e ha maturato esperienze anche in ristoranti stellati in Italia e all’estero.
È un passaggio decisivo, perché il premio non fotografa soltanto una buona intuizione commerciale, ma la capacità di riportare competenze alte in un contesto provinciale, trasformandole in proposta accessibile e riconoscibile.
Bolsena come modello di qualità fuori dai grandi centri
Il caso Maritè apre anche una riflessione politica e sociale. Quando un’attività giovane riesce a imporsi a livello regionale partendo da Bolsena, si dimostra che la qualità non è monopolio delle capitali del food. Serve formazione, serve tenacia, serve la capacità di leggere il territorio senza ridurlo a cartolina.
Maritè, con la sua piccola pasticceria, intercetta residenti e visitatori, si inserisce nel flusso del lungolago e offre una colazione curata, fatta di cornetti e saccottini farciti al momento con crema, pistacchio, nocciola o ricotta, accanto a prodotti che fondono tecnica francese e anima italiana. È un format che dialoga con il turismo, ma non vive solo di turismo: costruisce una relazione quotidiana con chi quel luogo lo abita.
Il segnale regionale che arriva da Palazzo Valentini
La sesta edizione del Premio DolceRoma e Lazio ha confermato una linea ormai chiara: raccontare l’eccellenza dolciaria regionale in una cornice istituzionale, facendo di Palazzo Valentini un luogo di riconoscimento pubblico per mestieri che tengono insieme artigianato, impresa e identità locale. In questo quadro, il premio a Maritè ha un peso specifico evidente.
Non premia soltanto la qualità del prodotto, ma il coraggio di una realtà giovane che in poco tempo è diventata punto di riferimento del Viterbese. Per la Tuscia è un motivo di orgoglio, ma anche un invito a credere con più decisione nelle energie nuove che nascono lontano dai circuiti più visibili.
