Tre bombe carta sono esplose nella notte di lunedì 29 giugno a Roma, colpendo due palazzi in zone diverse della città: San Giorgio di Acilia, alle porte di Ostia, e via Tommaso Smith, a Casal Bruciato. Due episodi distinti, entrambi con il profilo dell’intimidazione, hanno provocato danni ingenti agli edifici e il ferimento di un residente.
Ordigni nei palazzi a Roma: la notte delle intimidazioni
La sequenza degli attentati ha acceso l’attenzione su una modalità violenta e diretta: colpire gli androni dei palazzi, luoghi di passaggio quotidiano, trasformandoli in bersagli capaci di generare paura e mettere a rischio persone estranee a qualunque regolamento di conti. Non si è trattato di semplici danneggiamenti. Gli ordigni sono stati collocati all’interno degli edifici, in spazi condominiali frequentati dagli inquilini, con conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi.
A San Giorgio di Acilia la bomba carta è stata piazzata in via Rosselli, all’interno dell’androne di un palazzo. L’esplosione ha fatto saltare il portone, danneggiato il pianoterra, divelto parti di intonaco e raggiunto anche le porte degli appartamenti. Il boato, arrivato nel cuore della notte, è stato avvertito a distanza. Gli autori sono entrati poco prima delle due, hanno sistemato l’ordigno in un angolo del sottoscala e si sono allontanati prima della deflagrazione.
Il palazzo ha retto, ma il segno lasciato dall’esplosione è rimasto evidente al mattino: ingresso devastato, detriti, porte lesionate, residenti costretti a fare i conti con una scena insolita e pesante. Alcuni inquilini hanno preferito non parlare, altri hanno raccontato una notte interrotta dal rumore e dalla tensione. Nessuno, in via Rosselli, è rimasto ferito, ma il danno alla struttura ha richiesto verifiche e messa in sicurezza.
San Giorgio di Acilia e il possibile legame con lo spaccio
L’ipotesi investigativa più forte, per l’episodio di Acilia, porta al giro dello spaccio di droga nella zona di San Giorgio. La bomba carta appare come un messaggio diretto, inserito in un contesto già segnato da precedenti intimidazioni. Al centro degli accertamenti ci sarebbe anche la posizione di una persona già colpita in passato da avvertimenti violenti: circa un mese fa la sua auto era stata data alle fiamme e danneggiata con scritte e insulti.
Questo dettaglio dà una lettura più precisa dell’accaduto. Non un’esplosione casuale, non una bravata notturna, ma un gesto costruito per farsi vedere e sentire. Il palazzo diventa così il luogo scelto per amplificare il messaggio, coinvolgendo di fatto residenti che vivono nello stesso stabile e che, nel giro di pochi secondi, si sono ritrovati dentro una vicenda di criminalità urbana.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del X Distretto di Polizia, mentre la Polizia Locale, con le pattuglie del Gpit, del Gssu e del gruppo X Mare, ha lavorato per mettere in sicurezza l’area. I Vigili del Fuoco hanno verificato l’agibilità dell’edificio, passaggio decisivo per consentire ai residenti di rientrare e capire l’entità reale dei danni. Le indagini puntano ora a ricostruire tempi, movimenti e possibili collegamenti con episodi precedenti.
Casal Bruciato, due bombe carta in via Tommaso Smith
Poco prima delle due, un altro palazzo è stato colpito in via Tommaso Smith 46, a Casal Bruciato. In questo caso gli ordigni sono stati due. Due persone con il volto coperto da un cappuccio sono entrate nello stabile e hanno piazzato una bomba carta nell’androne e un’altra sulle scale, all’altezza del pianerottolo del primo piano. Le esplosioni hanno provocato danni alla plafoniera in neon, alle porte degli appartamenti e a una finestra condominiale.
La deflagrazione ha svegliato gli inquilini. Un residente, allarmato dal rumore, si è affacciato dalla porta di casa ed è stato raggiunto da schegge di vetro partite dalla finestra andata in frantumi. È rimasto ferito in un contesto di grande confusione, mentre lo stabile veniva attraversato da rumori, odore di bruciato e frammenti sparsi negli spazi condominiali.
Anche qui il bersaglio scelto è significativo: un edificio abitato, colpito nel pieno della notte, quando la presenza delle persone nelle abitazioni rende ogni gesto ancora più pericoloso. I danni materiali sono rilevanti, ma l’elemento più grave resta il rischio corso dagli inquilini. Basta l’apertura di una porta, un passo sulle scale, un movimento istintivo dopo il boato per trasformare un’intimidazione in una tragedia.
Indagini aperte su due episodi distinti
Gli investigatori lavorano su due episodi separati, avvenuti a breve distanza temporale ma in quartieri lontani. La coincidenza dell’orario e l’uso di bombe carta impongono verifiche accurate, anche per capire se esistano analogie operative oppure se le due azioni siano nate in ambienti diversi con finalità diverse. Per Acilia il possibile legame con lo spaccio appare centrale. Per Casal Bruciato resta da definire il movente preciso e il destinatario dell’avvertimento.
La notte del 29 giugno consegna alla Capitale un segnale pesante: la violenza intimidatoria non resta confinata in luoghi isolati, ma può arrivare dentro i palazzi, negli spazi comuni, davanti alle porte di casa. Per i residenti significa convivere con danni, timori e domande aperte. Per chi indaga, invece, la priorità è individuare gli autori e impedire che simili gesti diventino una forma di pressione ordinaria nei quartieri.
