Una sala piena, il foyer del Teatro D’Annunzio di Latina, e un messaggio politico-amministrativo netto: i lavori della Bretella Cisterna-Valmontone entrano nella fase operativa. Alla presentazione dell’avvio dei cantieri hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’ingegnere Antonio Mallamo, commissario straordinario dell’intervento, chiamato a guidare un’infrastruttura considerata strategica per la mobilità del Lazio meridionale.
Bretella Cisterna-Valmontone, progetto rivisto e cambio di categoria
Nel corso dell’incontro Mallamo ha illustrato le ultime revisioni progettuali, con un punto che incide in modo diretto sul dibattito pubblico: riduzione del consumo di suolo e piattaforma stradale ridimensionata, da 25 a 22 metri. La modifica ha portato anche a un cambio di classificazione, dal modello di autostrada a pedaggio di tipo A a una strada extraurbana gratuita di tipo B, scelta che intercetta una delle domande più ricorrenti del territorio: collegarsi meglio senza nuovi costi in barriera.
Collegamento Pontina-A1, numeri dell’opera e tracciato principale
Il disegno complessivo prevede un asse principale di circa 33 chilometri, affiancato da una tangenziale di Lariano di circa 4 chilometri. Sul percorso sono previsti 18 viadotti per un’estensione complessiva di circa 5 chilometri e tre gallerie, Castel Ginnetti, Casale Malatesta e Giulianello, per circa 3 chilometri.
Gli svincoli indicati collegano la Statale Pontina, Campoverde, Cisterna di Latina, Lariano-Artena-Cori e l’interconnessione con l’A1 Milano-Napoli: in sostanza, un corridoio pensato per alleggerire i tempi di spostamento e dare un’alternativa più ordinata ai flussi che oggi si concentrano su assi già sotto pressione.
Primo lotto e mitigazioni, il tratto che apre i lavori
L’opera è suddivisa in 14 lotti. Il primo, lungo 10,352 chilometri, unirà la S.S. 148 Pontina in area Campoverde con la S.S. 7 Appia in località Le Castella. Nel tratto che interessa Cisterna sono previste opere di mitigazione ambientale e barriere acustiche, interventi che diventano centrali per chi vive a ridosso del tracciato e chiede da anni garanzie su rumore, polveri e impatto paesaggistico.
In questo quadro viene segnalata anche la salvaguardia del monumento ai Martiri di Pratolungo, indicato come elemento non mappato in precedenza e potenzialmente a rischio.
“Anche con ricorsi l’opera si farà”, tempi annunciati e cantieri entro fine 2026
Il commissario ha rivendicato la tenuta dell’intervento anche in presenza di ricorsi, assicurando che il percorso non verrà fermato. L’obiettivo indicato è l’inaugurazione del cantiere a Campoverde entro fine 2026, una data che diventa ora il riferimento per amministrazioni, imprese e cittadini che attendono da anni un passaggio definitivo dalla progettazione ai mezzi in strada.
Nel suo intervento Mallamo ha ringraziato le famiglie coinvolte dagli espropri, i comitati contrari e la Soprintendenza per la collaborazione, un passaggio che fotografa quanto questa infrastruttura sia, insieme, tecnica e sociale: cantieri, sì, ma anche equilibri territoriali delicati.
Cisterna al centro: logistica, turismo e Appia Regina Viarum
Sul piano istituzionale locale è intervenuto anche il sindaco di Cisterna Valentino Mantini, che ha definito la bretella un’opera strategica capace di mettere la città al centro della logistica grazie al polo industriale, ma anche di valorizzare la vocazione turistica legata all’Appia Regina Viarum e al sito archeologico di Tres Tabernae.
Mantini ha salutato con favore l’annuncio dell’avvio della realizzazione, chiedendo anche un riconoscimento esplicito al lavoro degli amministratori che, negli ultimi 25 anni, hanno sostenuto il percorso, citando in particolare l’ex sindaco Mauro Carturan.
Nel Lazio pontino, dove la mobilità incide su tempi di vita e competitività economica, la Bretella Cisterna-Valmontone torna dunque al centro con un passaggio formale e operativo: progetto rivisto, gratuità confermata, primi lotti pronti a partire. Ora il terreno di prova sarà uno solo: la capacità di trasformare gli annunci in cantieri visibili, gestiti con attenzione su impatti e sicurezza, in modo che l’opera promessa diventi un’infrastruttura davvero utilizzabile.
