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16 Maggio 2021

Pubblicato il

Calcio. Nicchi apre alla moviola, ma con riserva

di Redazione

Il presidente dell'AIA parla anche dei presunti errori arbitrali Juventus-Roma

A prendere la parola, ad una settimana di distanza dalla partita tra Roma e Juventus è il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi che, a Radio Anch’io lo sport, su RadioRai, prende le difese di Rocchi. “Io sono tranquillo, Rocchi è tranquillo, si sta allenando e, ad oggi, le immagini direbbero che non ha sbagliato niente in Juve-Roma – afferma – Dubbi? Quando l'arbitro prende una decisione è certo, poi deve andare avanti con le proprie certezze”.

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“Tutti sanno che Rocchi è uno dei primi cinque arbitri europei – aggiunge Nicchi – In un altro Paese non si sarebbe probabilmente neppure parlato del suo arbitraggio. Se mettiamo in dubbio le capacità di Rocchi, cadiamo nel ridicolo: bisogna accettare con più serenità gli errori di arbitri e giocatori. Quando dei professionisti gestiscono uno spettacolo visto da tutti, bisogna avere comportamenti consoni. Rocchi dirà cos'ha provato, vissuto e sperimentato, in un'intervista che abbiamo già concordato”. E poi aggiunge: “ Juve-Roma, in altre nazioni, è stata fondamentalmente giudicata normale”.

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Secondo Nicchi, inoltre, “gli arbitri vanno in campo senza preconcetti, lo stesso avverrà nelle partite di queste due squadre. Ma è importante che i protagonisti non li mettano in difficoltà. Non c'è nessun fardello che ci portiamo dietro da Calciopoli, questi sono nuovi dirigenti e abbiamo fatto tesoro degli errori del passato”.

Nicchi apre anche alla moviola: “Tavecchio mi ha chiesto di sperimentare la moviola e io ho detto subito sì. Ma, una cosa è la tecnologia, una cosa la moviola. Siamo disponibili a ogni sperimentazione, anche se non è questa la risoluzione dei problemi. Poi, ci sono i costi: vale la pena per uno o due episodi installare 28 telecamere in un'area di rigore?”. Ma, parlando dell'introduzione della tecnologia sui campi di calcio, ammette: “Arbitrare facendo il confronto uomo-macchina è terrificante. Non vorrei che la Serie A diventasse una Playstation”.

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