Caldo estremo nel Lazio per San Pietro e Paolo: Guidonia a 39 gradi, Roma e Monterotondo a 38

La giornata più pesante sarà quella di lunedì 29 giugno. Il primato spetterà a Guidonia Montecelio, con 39 gradi, seguita da Roma e Monterotondo, entrambe indicate a 38
Di Fabio Vergovich
Roma, Rione Monti d'estate
Roma, Rione Monti d'estate

Il fine settimana della festa romana dei Santi Pietro e Paolo porterà nel Lazio una nuova ondata di caldo intenso, con il picco atteso lunedì 29 giugno: Guidonia Montecelio toccherà i 39 gradi, Roma e Monterotondo arriveranno a 38. Un dato che racconta bene l’impatto dell’alta pressione sulla regione e che accende l’attenzione su città, periferie, spostamenti e fasce più esposte della popolazione.

Temperature elevate nel Lazio, il picco arriva il 29 giugno

Dal 27 al 29 giugno il Lazio vivrà tre giornate segnate da massime molto alte, in un quadro che riguarda in modo esteso le città più popolose della regione. La giornata più pesante sarà quella di lunedì 29 giugno, quando il caldo raggiungerà il livello massimo previsto in diversi centri dell’area romana e dell’interno. Il primato spetterà a Guidonia Montecelio, con 39 gradi, seguita da Roma e Monterotondo, entrambe indicate a 38.

La Capitale entrerà nel fine settimana con 36 gradi sabato 27 giugno, salirà a 38 domenica 28 e resterà sullo stesso valore lunedì 29. Un andamento che rende particolarmente delicato il weekend della festa dei patroni di Roma, con una città già sottoposta a grande pressione per traffico, turismo, eventi, spostamenti familiari e permanenza prolungata all’aperto. A Guidonia la progressione sarà ancora più marcata: 36 gradi sabato, 38 domenica, 39 lunedì. Monterotondo seguirà una curva simile, con 36 gradi sabato, 37 domenica e 38 lunedì.

Roma, Guidonia e Monterotondo sul podio delle città più calde

Il dato più evidente è la concentrazione del caldo nell’area metropolitana romana e nei territori urbanizzati a ridosso della Capitale. Guidonia, Roma e Monterotondo formano il podio delle località più esposte, con temperature che sfiorano o raggiungono i 40 gradi. Non si tratta solo di numeri da bollettino meteorologico: valori simili cambiano la vita quotidiana, incidono sugli orari degli spostamenti, sull’uso dei mezzi pubblici, sui consumi elettrici, sul lavoro all’aperto e sulla gestione delle persone anziane o fragili.

Il calore accumulato da asfalto, cemento, grandi superfici impermeabili e continuità urbana rende più difficile il raffreddamento nelle ore serali. Nelle aree molto costruite, la temperatura percepita può restare alta anche dopo il tramonto, soprattutto dove mancano alberature, corridoi verdi e spazi ombreggiati. Per questo il caldo previsto a Roma e nei comuni limitrofi assume un significato che va oltre la singola giornata: mostra quanto il territorio urbanizzato sia vulnerabile quando le ondate di calore si fanno più frequenti e intense.

Le altre città del Lazio: Frosinone e Tivoli fino a 37 gradi, Viterbo a 37

Il caldo non riguarderà soltanto Roma e la sua provincia. Viterbo passerà dai 35 gradi di sabato ai 36 di domenica, fino ai 37 di lunedì. Tivoli avrà 35 gradi il 27 giugno e 37 nelle due giornate successive. Frosinone toccherà 35 gradi sabato, salirà a 37 domenica e resterà a 36 lunedì. Fondi seguirà una traiettoria simile, con 35, 37 e 36 gradi.

Anche Rieti arriverà a 36 gradi domenica e lunedì, mentre Aprilia passerà da 34 a 36 gradi nel corso dei tre giorni. Latina si fermerà a 35 gradi domenica, con un lieve calo lunedì, quando la massima prevista sarà di 34. Velletri e Marino resteranno su valori elevati, fino a 35 gradi. Pomezia arriverà a 35 lunedì, mentre Ladispoli toccherà lo stesso valore nella giornata finale del periodo considerato.

La distribuzione delle temperature conferma una differenza importante: l’interno e le zone più urbanizzate soffriranno di più, mentre il mare garantirà un effetto di contenimento, pur senza cancellare la sensazione di caldo intenso.

Le località costiere resistono meglio, ma le massime restano alte

Le città costiere mostrano valori più contenuti rispetto all’area romana interna. Fiumicino passerà da 31 gradi sabato a 33 lunedì. Civitavecchia avrà 31 gradi il 27 giugno, 32 il 28 e 34 il 29. Anzio e Nettuno resteranno su valori simili, con massime di 32 gradi sabato e 34 nelle giornate successive. Terracina avrà 33 gradi sabato, 34 domenica e 33 lunedì.

Il mare, quindi, attenua in parte il caldo, ma non lo annulla. Le località litoranee potranno contare su temperature inferiori rispetto alle città dell’entroterra, soprattutto nelle ore più calde, grazie alla ventilazione e all’influenza marina. Resta comunque necessario prestare attenzione all’esposizione prolungata al sole, all’idratazione e agli orari di permanenza in spiaggia, specialmente per bambini, anziani e persone con patologie croniche.

Il rischio, durante weekend di questo tipo, è sottovalutare la combinazione di temperatura, umidità, affollamento e traffico. Le giornate festive spingono molti residenti verso il litorale, aumentando gli spostamenti in auto e la permanenza in luoghi scoperti. La prudenza diventa una regola pratica: uscire nelle ore meno calde, bere spesso, evitare attività fisica intensa nelle ore centrali, proteggere la pelle e cercare zone ombreggiate.

Filettino, Leonessa e Marcetelli mostrano il peso di quota e boschi

Il confronto con i comuni di altura e con i territori più verdi aiuta a leggere meglio il fenomeno. Filettino, il comune più alto del Lazio, con una quota intorno ai 1.070 metri, avrà 28 gradi sabato e 30 nelle due giornate successive. Leonessa, nota per le medie annue più basse della regione, registrerà 29 gradi sabato e 31 domenica e lunedì. Marcetelli, comune con una copertura boschiva pari al 98,4%, passerà da 29 a 32 gradi.

Sono numeri lontani da quelli dell’area metropolitana romana. La quota, la presenza di boschi e una minore densità edilizia favoriscono condizioni più sopportabili. Non è un dettaglio marginale: le differenze di temperatura mostrano il ruolo decisivo del territorio nella risposta agli eventi estremi. Dove il suolo è meno consumato e la vegetazione è più presente, il calore si accumula con minore intensità e l’ambiente offre una protezione naturale.

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, collega il nuovo picco di caldo alla crisi climatica e richiama la necessità di ridurre le emissioni, rafforzare le energie rinnovabili, proteggere boschi, parchi, mare e aree naturali. La sua lettura insiste anche su mobilità a zero emissioni, agricoltura e industria più sostenibili, tutela delle infrastrutture verdi e contrasto al consumo di suolo.

Caldo e città, perché il Lazio è più esposto nelle aree urbanizzate

Il caldo previsto dal 27 al 29 giugno arriva in un territorio dove grandi aree urbanizzate, periferie dense, strade trafficate e zone produttive aumentano l’effetto delle ondate di calore. Roma e i comuni vicini pagano una continuità edilizia che riduce la capacità di dispersione termica e rende più difficile respirare nelle ore serali. Questo vale soprattutto nei quartieri con poche alberature, piazze esposte, parcheggi estesi, fermate del trasporto pubblico non ombreggiate e abitazioni poco isolate.

Il tema riguarda la salute pubblica, l’organizzazione dei servizi e la pianificazione urbana. Le temperature vicine ai 40 gradi rendono più pesanti i turni di chi lavora all’aperto, mettono in difficoltà chi vive in case molto calde, aumentano la domanda di energia per raffrescamento e spingono le amministrazioni a rafforzare informazione, assistenza e presidio del territorio. Il caldo estremo non è più un episodio isolato da affrontare solo con raccomandazioni generiche. Richiede città più verdi, suolo meno impermeabilizzato, trasporti meno inquinanti e una maggiore attenzione agli spazi pubblici.

Nel Lazio il fine settimana di San Pietro e Paolo sarà quindi un banco di prova per residenti, turisti e amministrazioni locali. I numeri indicano un quadro netto: il 29 giugno sarà la giornata più calda, Guidonia toccherà il record previsionale regionale, Roma resterà su valori molto alti e l’entroterra soffrirà più delle coste. Nelle aree di montagna e nei comuni con maggiore copertura boschiva il caldo sarà più contenuto, offrendo un segnale chiaro sul valore ambientale dei territori meno cementificati.

 
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