Un’ondata di caldo mortale colpisce la provincia di Frosinone
Il caldo torrido non accenna a dare tregua e in pochi giorni ha provocato la morte di tre lavoratori nel Frusinate. Tra il 1 e il 4 luglio, le temperature hanno superato i 30 gradi già all’alba, trasformando le giornate di lavoro in trappole letali. Le località colpite sono Giuliano di Roma, Atina e un tratto dell’autostrada A1 nei pressi del casello di Frosinone.
Operaio muore in cantiere a Giuliano di Roma
La mattina del 1 luglio si è aperta con una tragedia a Giuliano di Roma. Domenico Radici, un operaio cinquantasettenne originario di Pofi, è morto nel cantiere di ristrutturazione dove lavorava. Appena giunto sul posto, dentro il suo furgone per prendere dell’acqua, si è accasciato improvvisamente. Nonostante i rapidi soccorsi dei colleghi, per lui non c’è stato nulla da fare. Le cause del decesso sono state attribuite a un malore naturale, ma il caldo intenso potrebbe aver giocato un ruolo cruciale. Domenico lascia una moglie e due figlie.
Camionista perde la vita sull’A1
Pochi giorni dopo, il 4 luglio, l’autostrada A1 è stata teatro di un’altra tragedia. Un camionista ha accusato un malore mentre guidava nei pressi del casello di Frosinone. Fermatosi a bordo strada poco prima dell’ora di pranzo, si è accasciato al suolo accanto al suo veicolo. Anche se trasportato d’urgenza in ospedale ancora vivo, ogni tentativo dei medici per salvarlo è risultato vano.
Tragedia in cantiere ad Atina
Nelle stesse ore, ad Atina, vicino Cassino, un altro dramma ha colpito un cantiere dove si stavano posando cavi per la fibra ottica. Un operaio cinquantottenne residente a Pomigliano d’Arco ma nato a New York è stato stroncato da un malore intorno alle 10 del mattino. Nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, l’uomo è deceduto sul posto. Anche qui il caldo soffocante potrebbe essere stato determinante.
Sindacati chiedono misure urgenti
I tragici eventi hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Giuseppe Massafra della Cgil Frosinone e Latina ha sottolineato l’urgenza di interventi concreti sia nella prevenzione che nei controlli. “Dall’inizio dell’anno – afferma – ci sono stati almeno sette decessi sul lavoro nella provincia”.
Anche Natale Di Cola della Cgil regionale mette in guardia dai rischi del caldo estremo: “Gli effetti possono manifestarsi anche a distanza dall’esposizione”, avverte Di Cola. “È necessaria la massima attenzione per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori”.