20 Ottobre 2021

Pubblicato il

Calo natalità nel Lazio, la richiesta di Ugl al prossimo governatore

di Redazione
Nel 2008 nel Lazio sono venuti al mondo 56.755 bambini, l'ultima rivelazione statistica si ferma a quota 44.250

Se si vuole dare impulso alla natalità nel Lazio c’è una ricetta unica: abbassare la pressione fiscale! Il Segretario Generale dell’UGL Lazio Armando Valiani commenta il recente dato che vede il territorio laziale maglia nera della natalità nazionale. Secondo i dati Istat 2017, nella regione i nuovi nati sono diminuiti del 7%, rispetto al tasso del 2% del resto del paese.

Se nel 2008, nel Lazio, sono venuti al mondo 56.755 bambini l’ultima rilevazione statistica si ferma a quota 44.250: “E’ un aspetto sicuramente preoccupante – sottolinea il Valiani – che trova gran parte delle sue spiegazioni nella pressione fiscale troppo alta che si registra nella nostra regione, la più d’Italia.

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Purtroppo il numero delle famiglie che fa fatica ad arrivare alla terza settimana aumenta e avere un figlio sembra essere ormai un privilegio per pochi, quasi un lusso. Un messaggio che non può più passare ed è per questo che chiediamo al prossimo governatore del Lazio, chiunque esso sia, un impegno ad abbassare le tasse e ridare fiato alle imprese e ai lavoratori affinché la regione che ospita la Capitale possa tornare ad essere il volano dell’economia nazionale”.

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Da tempo l’Ugl Lazio chiede alle istituzioni di ridurre la pressione fiscale. Nel corso del 2016 ci fu una mobilitazione imponente del sindacato che fu presente con dei gazebo nelle piazze di Roma e delle altre province del Lazio per raccogliere firme e chiedere l’abbassamento dell’aliquota sui redditi fino a 55mila euro.

Un’iniziativa che oggi assume un significato ancor più importante: “Il prossimo esecutivo regionale – conclude Valiani – dovrà essere in grado di far ripartire l’economia di un territorio che è leader nei servizi e possiede il secondo polo farmaceutico. Abbassare le tasse significa far ripartire il lavoro e concedere di nuovo una chance alle famiglie di poter avere figli”.

 
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