Roma Capitale ha affidato ufficialmente a Zètema la gestione dell’Ippodromo delle Capannelle. La decisione chiude mesi di incertezza sull’impianto romano e apre una fase nuova per le corse, per i lavoratori rimasti sospesi dopo l’uscita di Hippogroup e per uno degli spazi sportivi più grandi e delicati della città.
Ippodromo delle Capannelle, perché Roma Capitale ha scelto Zétema
La gestione dell’Ippodromo delle Capannelle passa alla società in house di Roma Capitale, una scelta maturata dopo il mancato consolidamento delle soluzioni uscite dal percorso avviato per garantire continuità all’impianto nel 2026. Capannelle, per anni simbolo dell’ippica romana e nazionale, arriva a questo passaggio dopo una stagione segnata da contenziosi, debiti, procedure amministrative non concluse e timori occupazionali.
La decisione del Campidoglio punta ora a tenere insieme tre esigenze: far ripartire le attività, rimettere ordine nella gestione e non disperdere professionalità già presenti dentro l’ippodromo.
L’elemento che ha accelerato l’affidamento a Zètema riguarda la posizione della società Caroli, seconda classificata nella procedura temporanea. Il Masaf ha comunicato che, allo stato attuale, non risultano presenti tutte le condizioni idonee per procedere con il riconoscimento della società di corse per la gestione dell’impianto romano.
A quel punto il Campidoglio ha scelto di attivare la soluzione interna, già valutata nei mesi precedenti, evitando un nuovo vuoto gestionale in una struttura che non può restare senza guida operativa.
Dopo Hippogroup, il nodo del bando temporaneo e della firma mancata
La vicenda nasce dalla fine del rapporto con Hippogroup, ex concessionario gravato da un contenzioso molto pesante per morosità. Il Campidoglio aveva avviato una gara ponte per individuare un soggetto pronto a subentrare nel 2026, in attesa di una prospettiva più stabile per il futuro dell’impianto. La procedura era stata formalizzata a favore di Marsicana Srl, società abruzzese, con un valore della concessione stimato in 5,15 milioni di euro al netto dell’Iva per l’annualità 2026.
Il contratto, però, non è stato firmato nei tempi previsti dopo l’assegnazione. Marsicana aveva legato la stipula alla disponibilità di documentazione ritenuta necessaria per assumere la gestione in condizioni di piena regolarità, con richieste riguardanti certificazioni di agibilità, aspetti assicurativi, antinfortunistici e antincendio. Il confronto non ha prodotto l’esito atteso e l’impianto è rimasto al centro di una fase amministrativa complessa, con il rischio di compromettere la programmazione sportiva e la tenuta occupazionale.
La mancata firma ha avuto un peso notevole anche sul piano istituzionale. Roma Capitale aveva bisogno di una soluzione praticabile in tempi rapidi, capace di garantire continuità senza riaprire da capo un percorso lungo e incerto. Da qui il ricorso a Zètema, società già controllata dal Campidoglio, chiamata a svolgere un ruolo operativo in una fase che richiede presidio, capacità organizzativa e coordinamento con gli uffici competenti.
Zétema a Capannelle, cosa cambia per corse, impianto e calendario
L’ingresso di Zètema non riguarda solo il nome del nuovo gestore. La scelta apre una fase di verifica concreta sull’impianto, sulle attività necessarie alla ripartenza e sui passaggi tecnici da affrontare per restituire all’ippodromo una gestione ordinata.
Capannelle non è un semplice spazio sportivo: è un’area estesa, con piste, scuderie, tribune, servizi, aree per il pubblico, impianti da mantenere e regole di sicurezza da rispettare. Ogni decisione sulla gestione incide sulle corse, sugli operatori, sugli allenatori, sui proprietari dei cavalli e su tutto l’indotto.
Per Roma, Capannelle resta un pezzo di storia sportiva e urbana. L’ippodromo ha ospitato per decenni appuntamenti ippici di rilievo, eventi e manifestazioni, diventando un riferimento riconoscibile anche fuori dal settore. La sua gestione richiede competenze specifiche e una visione capace di riportare funzionalità in una struttura che negli ultimi anni ha accumulato problemi economici e amministrativi.
Il passaggio a Zètema viene presentato come una mossa di riordino, con un obiettivo immediato: impedire che il cambio di fase si traduca in blocco operativo.
Il calendario delle attività dovrà ora essere ricostruito con attenzione, tenendo conto delle autorizzazioni, delle condizioni dell’impianto e dei rapporti con il mondo dell’ippica. La ripartenza non si misura solo con l’apertura dei cancelli. Servono personale, manutenzioni, responsabilità definite, interlocuzioni con il Ministero e garanzie per chi lavora ogni giorno nel comparto. La scelta di una società in house permette al Campidoglio un controllo più diretto, almeno in questa fase, sulle priorità da affrontare.
Lavoratori Capannelle, tavolo tecnico e prime assunzioni
Uno dei passaggi più importanti riguarda il personale dell’ex concessionario. Il Campidoglio ha convocato un tavolo tecnico con i sindacati, i dirigenti di Zètema e il direttore generale di Roma Capitale, Albino Ruberti, per avviare una prima fase di assorbimento. Il percorso riguarda inizialmente 14 lavoratori: 11 operai e 3 amministrativi.
Non si tratta di un dettaglio secondario, perché l’ippodromo ha bisogno di competenze già formate, conoscenza degli spazi, esperienza nella manutenzione e capacità di gestire le attività ordinarie senza perdere tempo prezioso.
Il tema occupazionale era diventato uno dei nodi più delicati dopo l’uscita di Hippogroup e le procedure avviate sui dipendenti. Per molti lavoratori Capannelle non è solo un luogo di impiego, è una struttura conosciuta nei suoi meccanismi quotidiani, nelle urgenze tecniche, nei tempi delle corse, nelle esigenze degli animali e degli operatori.
La prima tranche di assunzioni indica la volontà di recuperare almeno una parte di quel patrimonio professionale, ritenuto necessario per far funzionare l’impianto.
Il tavolo dovrà definire tempi, modalità e ulteriori passaggi. La partita non può considerarsi esaurita con le prime 14 posizioni, perché resta da capire quale sarà il perimetro complessivo della gestione, quali funzioni saranno internalizzate, quali servizi verranno attivati e come sarà organizzata la ripartenza. In questa fase, la tutela dei lavoratori procede insieme alla necessità di garantire continuità sportiva e amministrativa.
Capannelle e Roma, una scelta che pesa sul futuro dell’ippica
L’affidamento a Zètema segna un cambio di passo nella gestione dell’Ippodromo delle Capannelle. Dopo venticinque anni segnati da un rapporto difficile con l’ex concessionario e da un debito indicato in oltre 20 milioni di euro, Roma Capitale imbocca una strada più diretta. Il messaggio politico e amministrativo è chiaro: l’impianto deve tornare sotto un controllo più stringente, con regole certe e responsabilità riconoscibili.
Resta ora la prova dei fatti. Capannelle ha bisogno di un progetto che non si limiti alla gestione dell’emergenza. Servono manutenzione, programmazione, rapporti chiari con il mondo ippico, attenzione agli spazi e una prospettiva capace di tenere insieme sport, lavoro e uso pubblico di un’area strategica. La decisione su Zètema risolve il vuoto immediato, poi arriverà la parte più impegnativa: trasformare l’affidamento in una ripartenza visibile.
Per Roma, l’ippodromo rappresenta un patrimonio difficile da replicare. La sua posizione, la sua storia e la sua dimensione lo rendono un impianto con potenzialità superiori alla sola attività ordinaria. Ogni intervento dovrà però partire da una base semplice: Capannelle deve funzionare, rispettare le norme, garantire lavoro regolare e tornare credibile per il settore. La scelta di Roma Capitale mette fine alla fase sospesa.
Ora il futuro dell’ippica romana passa dalla capacità di Zètema di rimettere in moto una macchina complessa, molto osservata e decisiva per un intero comparto.
