Il paese di Capena, noto per il suo pittoresco festival dell’uva e del vino, quest’anno ha visto macchiarsi la sua centesima edizione con un episodio tragico. Stefano Luigi Cena, un giostraio di 64 anni, è morto dopo essere stato brutalmente picchiato da un gruppo di giovani. L’uomo, insieme alla sua famiglia, lavorava instancabilmente per garantire che i festeggiamenti si svolgessero senza intoppi. Tuttavia, una richiesta legittima di pagamento del biglietto ha scatenato una furia inaspettata.
L’aggressione fatale del giostraio a Capena
L’aggressione è avvenuta tra la folla radunata in piazza Civitucola. Cena ha chiesto a un gruppo di ragazzi di pagare per salire sulle giostre o di lasciare l’attrazione. Un gesto normale e professionale che purtroppo ha portato a una reazione violenta e spropositata. Secondo testimoni oculari e il racconto di uno dei figli della vittima, altri giovani sono intervenuti nell’immediato, trasformando una semplice discussione in una rissa selvaggia e letale.
Le indagini e le conseguenze legali dell’aggresione a Capena
A seguito dell’aggressione, le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le indagini, coordinati dalla Procura di Tivoli. Nove persone sono già state denunciate, ma si stanno cercando ancora altri responsabili. Analisi dettagliate dei filmati delle telecamere presenti sulla piazza forniranno sicuramente ulteriori elementi utili a capire l’esatta dinamica dei fatti.
Capena è sotto shock per quanto accaduto; questa pacifica cittadina non era mai stata teatro di un evento così cruento. La scomparsa di Stefano Cena lascia un vuoto profondo nella vita della sua famiglia: la moglie e i tre figli che lo piangono disperati.
Alla luce degli eventi recenti, si solleva un dibattito sulla sicurezza durante le manifestazioni pubbliche. Gli organizzatori della Sagra dovranno probabilmente rivedere le misure di controllo per evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro.