Un dramma che scuote profondamente le comunità locali dei Monti Lepini, dove la recente decisione della Regione Lazio di classificare alcuni animali come “fauna inselvatichita” ha portato a un’ondata di abbattimenti.
Animali liberi abbattuti a Carpineto e Montelanico
Questa misura, pensata per tutelare le attività agricole e la sicurezza stradale, ha messo nel mirino bovini, cavalli e suini liberi, suscitando indignazione tra attivisti e cittadini.
La controversa ordinanza regionale
La scintilla che ha acceso il fuoco delle polemiche è stata l’ordinanza del commissario regionale per la fauna selvatica, sostenuta dall’assessore all’Agricoltura Giancarlo Righini. Firmata a giugno, questa disposizione autorizza i comuni a intervenire drasticamente sugli animali considerati “inselvatichiti”, anche se si trovano in aree urbane o nei loro habitat naturali.
Reazioni degli attivisti
Patrizia Prestipino, garante dei diritti degli animali di Roma capitale, descrive quanto sta avvenendo come un’ecatombe. Ha presentato un’interrogazione in Senato per discutere della situazione nei comuni di Carpineto Romano e Montelanico. Anche Piera Rosati, presidente della Lndc (Lega nazionale per la difesa del cane) Animal Protection, si esprime con durezza definendo la situazione una “barbarie istituzionalizzata”.
Le comunità di Carpineto e Montelanico
Nel cuore dei Monti Lepini, le località di Carpineto e Montelanico vivono con preoccupazione queste operazioni. Secondo le associazioni animaliste, si tratta di una mattanza che vede coinvolti anche privati cittadini non sempre esperti. La situazione è resa ancora più delicata dall’impossibilità di avere dati chiari sul numero degli animali abbattuti.
Finanziamenti regionali e utilizzo dei fondi pubblici
A settembre, la Regione Lazio ha erogato 120 mila euro ai comuni di Carpineto Romano e Montelanico per “interventi mirati alla gestione delle criticità”. Questa decisione ha sollevato ulteriori critiche da parte degli attivisti che chiedono trasparenza nell’uso dei fondi pubblici, come riporta Repubblica.it. Piera Rosati sottolinea come siano impiegate risorse pubbliche non per salvaguardare ma per eliminare animali innocenti.
La questione animale
L’abbandono e il bracconaggio sono fenomeni reali che contribuiscono al problema degli animali liberi nei campi. Tuttavia, gli abbattimenti sollevano interrogativi sulla responsabilità delle istituzioni nel trovare soluzioni umane e sostenibili. Ciò che viene presentato come un’azione di “contenimento” è percepito da molti come una strage sotto mentite spoglie.