Castel di Tora (Ri), torna la Festa del Polentone: il 22 febbraio pranzo “di magro” sul Lago del Turano

La polenta viene servita con un ragù ricco, preparato con aringa, tonno, baccalà e alici, una scelta legata alla tradizione quaresimale
Di Fabio Vergovich
Festa del Polentone
Festa del Polentone

Castel di Tora, in provincia di Rieti, si prepara a vivere una delle giornate più attese dell’inverno: domenica 22 febbraio 2026, in occasione della Prima Domenica di Quaresima, torna la Festa del Polentone, appuntamento di tradizione secolare che richiama visitatori e curiosi sulle rive del Lago del Turano. Il cuore dell’evento è un pranzo popolare che unisce cucina “di magro” e sapori decisi, con un rito collettivo capace di trasformare un borgo in una grande tavolata, dalle 12 fino al pomeriggio.

Festa del Polentone a Castel di Tora, una tradizione che richiama il Turano

Non è solo una sagra: per Castel di Tora la Festa del Polentone è un pezzo di identità. Arriva nel calendario quando la Quaresima impone regole e ricette sobrie, e il paese risponde con l’intelligenza della cucina contadina: pochi ingredienti, lavorati bene, con un risultato che sa di memoria e convivialità. L’ambientazione fa il resto.

Il borgo, appoggiato come una cartolina sul lago, offre vicoli in pietra e scorci medievali che amplificano la sensazione di essere dentro un racconto: quello dei paesi che resistono al tempo puntando su ciò che conoscono meglio, cioè accogliere.

Polenta “di magro” ma saporita, il ragù con aringa, tonno, baccalà e alici

Il dettaglio che rende unica la festa sta nel condimento. Qui il “magro” non è sinonimo di piatto povero o senza carattere: la polenta viene servita con un ragù ricco, preparato con aringa, tonno, baccalà e alici. Una scelta legata alla tradizione quaresimale, quando la carne lascia spazio al pesce, ma anche a una cultura gastronomica che non rinuncia al gusto.

È un sugo pieno, sapido, pensato per accompagnare una polenta calda e generosa, e per raccontare come le regole di un tempo siano diventate, negli anni, un tratto distintivo della festa.

Dietro questa ricetta c’è una logica precisa: valorizzare ciò che si aveva a disposizione e farlo diventare un simbolo. Il risultato è un piatto semplice solo in apparenza, perché mette insieme ingredienti dal profilo diverso e li fa dialogare in modo netto, senza fronzoli. È anche il motivo per cui molti arrivano apposta: per assaggiare “quel” ragù, che altrove non si trova, e capire perché Castel di Tora lo difende come un marchio di casa.

Il programma del 22 febbraio: “Il Polentone è servito” dalle 12 e festa fino alle 17

Il momento cloù scatta alle ore 12.00, quando parte l’annuncio più atteso: “il Polentone è servito!”. Da lì la giornata prende ritmo con pranzo, tavolate e un clima da festa di paese, accompagnato da intrattenimenti folkloristici e musicali che proseguono fino al pomeriggio.

I pasti verranno serviti al coperto presso il Parcheggio A. Massimi: un dettaglio pratico che conta, perché consente di partecipare senza dipendere dal meteo e rende l’evento adatto a famiglie, gruppi di amici e anche a chi arriva da fuori per una gita di un giorno.

La distribuzione è garantita fino a esaurimento scorte: un’indicazione che, in queste manifestazioni, è quasi un invito implicito a non ridursi all’ultimo momento. La chiusura della manifestazione è prevista per le ore 17:00, quando il borgo torna ai suoi ritmi, lasciando però addosso quella sensazione tipica delle feste riuscite: l’idea di aver condiviso qualcosa, non solo di aver mangiato bene.

Perché questa festa piace: convivialità, turismo di giornata e sapori che raccontano il paese

Il successo della Festa del Polentone si spiega anche con ciò che accade intorno al piatto. Per un territorio come quello reatino, eventi del genere hanno un valore concreto: portano persone, creano movimento, fanno lavorare servizi e attività, accendono i riflettori su un borgo che molti scoprono proprio in queste occasioni.

Non serve inventare grandi attrazioni: bastano una ricetta forte, un’organizzazione chiara e un luogo capace di emozionare con discrezione.

Le reazioni, di solito, sono immediate e molto simili: c’è chi torna ogni anno e chi arriva per la prima volta attirato dalle immagini del Lago del Turano e dalla curiosità per quel ragù “di magro” che, a sentirlo raccontare, sembra tutt’altro che leggero. E poi c’è l’effetto più prezioso: la festa diventa un motivo per fermarsi, parlare con i residenti, scoprire la storia del paese, fare una passeggiata che completa l’esperienza.

Dopo il pranzo, passeggiata nel borgo e vista lago: Castel di Tora in versione invernale

Finito il piatto, Castel di Tora continua a fare la sua parte. L’inverno sul Turano ha un fascino particolare: il lago è più silenzioso, i colori sono morbidi, l’aria invoglia a camminare senza fretta. È il contesto perfetto per allungare la giornata con un giro nei vicoli, qualche foto dai punti panoramici e una sosta che permetta di guardare il paese dall’alto, con l’acqua a fare da cornice.

Per chi arriva da Roma o da altre zone del Lazio, la Festa del Polentone può diventare una gita completa: pranzo tipico, musica, atmosfera popolare e poi un pomeriggio dedicato al territorio. Un modo semplice per cambiare scenario senza complicazioni, e per scoprire un angolo di provincia che, quando decide di fare festa, lo fa sul serio.

Navetta attiva e informazioni utili: come partecipare alla Festa del Polentone

Per rendere più comodo l’arrivo e la partecipazione all’evento, durante la giornata sarà attivo un servizio di bus navetta. È un supporto importante, soprattutto quando l’afflusso cresce e la gestione dei parcheggi diventa decisiva per la buona riuscita della manifestazione.

Informazioni principali:
Data: 22 febbraio 2026
Località: Castel di Tora (Rieti)
Info: sms al 340 8505381

 
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