Castro dei Volsci racconta la Ciociaria con il passo lento dei borghi antichi e l’energia di un paese che non vive soltanto di memoria. Nel centro che diede i natali a Nino Manfredi, le botteghe artigiane, i sapori locali, gli appuntamenti culturali e la passione per il Frosinone Calcio compongono un ritratto vivo, capace di parlare ai visitatori e alle nuove generazioni.
Castro dei Volsci, il paese di Nino Manfredi che custodisce storia e identità ciociara
Il nome porta già dentro una parte importante della sua storia. Castro deriva da “castrum”, accampamento fortificato, richiamo diretto all’origine difensiva del centro. L’aggiunta “dei Volsci” arrivò per distinguere il borgo da altri luoghi con denominazione simile e per legarlo all’antico popolo presente in quest’area del Lazio meridionale. Una radice che non è solo etimologia, perché ancora oggi Castro dei Volsci conserva l’impronta di un paese arroccato, raccolto, nato per dominare il paesaggio e proteggere la propria gente.
Il borgo è inserito fra i centri più suggestivi d’Italia e la sua forza sta proprio nella capacità di tenere insieme bellezza, memoria e vita quotidiana. Le strade del centro storico non sono una scenografia immobile: ogni domenica si animano grazie alle botteghe artigiane aperte lungo la via del Civita, dove si ritrovano orafi, tessitori, tornitori, produttori locali e custodi di lavorazioni antiche. È un modo concreto per far vedere ai visitatori come si costruiva, si filava, si modellava e si tramandava un mestiere quando la manualità era ancora il cuore dell’economia familiare.
Da circa otto anni il progetto legato alla Regina Camilla ha restituito continuità a questa idea di borgo abitato dai saperi. Il visitatore può entrare nelle botteghe, osservare strumenti tradizionali, ascoltare racconti, assaggiare prodotti del territorio. In programma c’è anche l’apertura di uno spazio dedicato alla carta medievale, con la possibilità di vedere da vicino tecniche di lavorazione ispirate a quelle di un tempo. Accanto alle attività manuali, il paese guarda pure a soluzioni innovative: il giro del borgo può essere vissuto anche attraverso un drone con visore, seduti, seguendo dall’alto vicoli, tetti, scorci e panorami.

Dal monumento alla Mamma Ciociara alla Torre dell’Orologio: i luoghi simbolo del borgo
Uno dei punti più intensi di Castro dei Volsci è la Rocca, dove si trova il monumento alla Mamma Ciociara. L’opera richiama una ferita profonda della storia locale e rende omaggio alle donne che subirono violenze e alle madri che cercarono di proteggere le figlie. Da lassù lo sguardo si apre su un panorama ampio, capace di abbracciare buona parte della Ciociaria. È uno di quei luoghi in cui paesaggio e memoria si tengono insieme senza bisogno di grandi spiegazioni.
Castro dei Volsci è anche il paese di Nino Manfredi. L’attore nacque in una stradina del borgo e da bambino visse qui prima del trasferimento a Roma e della carriera che lo avrebbe portato nel cuore del cinema italiano. Il legame con il paese non si è mai dissolto. Manfredi tornò più volte, in occasioni pubbliche e private, lasciando un ricordo affettuoso nella memoria degli abitanti.
A lui sono dedicati un bassorilievo e la Torre dell’Orologio, oggi spazio polifunzionale che ospita una mostra permanente sulla sua figura e iniziative culturali di vario tipo. In questo periodo, per esempio, la torre accoglie abiti medievali e rinascimentali realizzati da artigiani locali, un lavoro che richiama la vocazione del borgo per la cura del dettaglio e per la ricostruzione storica. Fra i protagonisti di queste attività ci sono anche artigiani che utilizzano strumenti antichi, come un telaio del Seicento, segno di una tradizione che non vuole restare chiusa nelle teche.
Castro dei Volsci, Frosinone, la Casa natale di Nino Manfredi
Sapori di Castro dei Volsci: lachena, salsiccia castrese e piatti della memoria
La visita a Castro dei Volsci passa anche dalla cucina. Fra i piatti più rappresentativi c’è la làchena, pasta fatta a mano che ricorda le fettuccine e che deriva il nome dal laganaro, il mattarello utilizzato nella lavorazione. È una preparazione semplice, legata alla manualità domestica, alle tavole di famiglia e alle ricette tramandate senza clamore.
Un altro prodotto identitario è la salsiccia castrese, caratterizzata dalla carne tagliata a punta di coltello e da aromi che la rendono riconoscibile: buccia d’arancio e peperoncino. A differenza di altre zone, dove domina il finocchietto, qui il profumo agrumato dà alla preparazione un’impronta precisa. È un dettaglio gastronomico, ma anche culturale, perché racconta come ogni paese della Ciociaria abbia costruito nel tempo una propria firma a tavola.
Nel patrimonio culinario locale trovano posto anche i fini fini con i ritagli di pollo e la pecora al sugo, piatti robusti, nati da una cucina di sostanza, dove nulla veniva sprecato e ogni preparazione aveva una funzione familiare prima ancora che turistica. Oggi questi sapori diventano un elemento di richiamo per chi arriva nel borgo durante le domeniche artigiane o in occasione degli eventi.

Franco De Angelis con il nostro Fabio Mancini
Franco De Angelis e Lucia Rossi, le voci che tengono vivo il borgo
A guidare questo viaggio dentro Castro dei Volsci è Franco De Angelis, memoria storica del borgo ciociaro e figura che conosce in profondità vicoli, tradizioni, nomi, passaggi amministrativi e identità del paese. Vecchio amministratore pubblico, De Angelis rappresenta quel tipo di testimone prezioso che non si limita a indicare monumenti e date, ma ricompone il senso dei luoghi attraverso ricordi, spiegazioni e dettagli tramandati nel tempo. Il suo racconto restituisce al visitatore un borgo vivo, fatto di etimologie antiche, famiglie, artigiani, sapori, feste popolari e legami profondi con la Ciociaria.
Accanto a questa opera di memoria personale si inserisce il lavoro di Lucia Rossi, dell’Ufficio Cultura del Comune di Castro dei Volsci e presidente dell’associazione “La Scarana”, impegnata nella valorizzazione del centro storico attraverso iniziative capaci di riportare persone, attività e attenzione nelle strade del paese. Le botteghe aperte, gli eventi, le rievocazioni, il recupero delle lavorazioni tradizionali e la promozione del patrimonio locale nascono anche da questa visione: fare del borgo non soltanto un luogo da visitare, ma uno spazio da vivere, riconoscere e tramandare.
Lucia Rossi, Presidente Associazione “La Scarana” per la valorizzazione del Borgo
Eventi nel borgo: rievocazioni storiche, poesia e botteghe aperte
Il calendario di Castro dei Volsci mostra un paese che lavora per dare continuità alle proprie iniziative. Il primo giugno si è svolto “Borgo in Festa”, appuntamento con artisti di strada, musica, botteghe aperte e degustazioni dei piatti tipici. Il 26 luglio sarà la volta della rievocazione storica legata ai Colonna, con un corteo dedicato a un passaggio importante della vita amministrativa del territorio.
La rappresentazione di quest’anno richiama Filippo I Colonna e l’istituzione dei primi sindaci, quando i vecchi sistemi di amministrazione affidati ai Massari lasciarono spazio a una nuova organizzazione dei comuni. Il racconto storico riporta Castro dei Volsci dentro un quadro più ampio, legato ai feudi, allo Stato Pontificio e alla riorganizzazione dei territori con capoluoghi come Genazzano e Pofi.
Il 30 agosto è prevista la premiazione della terza edizione del concorso internazionale di poesia “Rime dal borgo. I vicoli raccontano”. Le poesie, inviate dal primo marzo al 30 giugno, sono ora al vaglio della giuria. La premiazione offrirà un altro momento di incontro nel centro storico, confermando la volontà di affiancare alla rievocazione storica anche la parola poetica, la lettura e la partecipazione culturale.

Castro dei Volsci e Frosinone Calcio: tifosi, giovani e senso di appartenenza
Accanto alla memoria di Nino Manfredi e alla valorizzazione del borgo, Castro dei Volsci vive con intensità anche il rapporto con il Frosinone Calcio. La vicinanza con il capoluogo rende naturale l’attenzione verso la squadra giallazzurra, seguita da molti tifosi del paese. Il ritorno nella massima serie ha rafforzato l’orgoglio di un territorio che riconosce nel calcio un veicolo di appartenenza, soprattutto per i più giovani.
Nel borgo non mancano ragazzi inseriti nei percorsi giovanili legati al Frosinone Calcio e alla scuola calcio Frosinone 2000. È un dato importante perché significa occuparsi della crescita dei giovani andando oltre il tifo della domenica. Qui il pallone diventa occasione di formazione, disciplina, movimento e relazione con una realtà professionistica che rappresenta l’intera provincia.
Per un paese come Castro dei Volsci, il Frosinone non è soltanto la squadra del capoluogo. È il simbolo di una Ciociaria che riesce a farsi vedere anche fuori dai propri confini, portando negli stadi il nome di un territorio spesso raccontato solo per la sua storia o per i suoi borghi. La passione giallazzurra convive così con le botteghe artigiane, con la cucina tradizionale, con la memoria cinematografica di Manfredi e con il profilo severo della Rocca.
Il risultato è un’immagine autentica di Castro dei Volsci: un borgo antico che non rinuncia al proprio passato, ma continua a costruire occasioni di incontro. La domenica delle botteghe, le rievocazioni, il concorso di poesia, la Torre dell’Orologio dedicata a Manfredi, i ragazzi che inseguono il sogno del calcio raccontano lo stesso desiderio di restare vivi, riconoscibili, presenti. E in questa trama la Ciociaria mostra una delle sue forme migliori: quella dei paesi che non si limitano a custodire ricordi, ma li trasformano in racconto, lavoro, sport e futuro.

