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24 Ottobre 2020

Pubblicato il

Castrocielo, cala il sipario sulla VII edizione del Festival Internazionale della Chitarra

di Redazione

Sulle note del Fado portoghese e il "battesimo" del presidente del Conservatorio di Frosinone è calato il sipario sulla settima edizione del Festival Internazionale della Chitarra di Castrocielo

Sulle note del Fado portoghese e il “battesimo” del presidente del Conservatorio di Frosinone è calato il sipario sulla settima edizione del Festival Internazionale della Chitarra di Castrocielo.
Nonostante la pioggia del tardo pomeriggio l’ultimo appuntamento del festival ha regalato emozioni al numeroso pubblico presente facendo scoprire un’altra parte della trecentesca struttura castrocielese: il concerto si è spostato dall’esterno del chiostro all’interno della ex chiesa di Santa Maria del Monacato di Villa Eucheria.
Qui le sfumature e la musicalità della chitarra portoghese e della chitarra classica di Philippe e Quitò De Sousa hanno fatto immergere il pubblico nelle preziose sonorità del Fado, la musica popolare tipicamente portoghese che si ispira al tipico sentimento portoghese della saudade e racconta temi di emigrazione, di lontananza, di separazione, dolore, sofferenza. Dal più colto fado di Coimbra al popolare fado di Lisbona, regalando ai presenti una serata unica nel suo genere.

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Organizzato dalla Pro Loco di Castrocielo con il patrocinio del conservatorio di Frosinone “Licinio Refice”, dell’assessorato alla Cultura della Regione Lazio e del Comune di Castrocielo, il Festival ha ricevuto la benedizione ufficiale da parte dei vertici del conservatorio di Frosinone, rappresentato dal nuovo presidente Marcello Carlino, dal monsignor Giandomenico Valente membro del consiglio di amministrazione e l’ex presidente Tarcisio Tarquini.
Una pioggia sia metereologica che simbolica come ha evidenziato il presidente Carlino, una pioggia benefica di musica che sta colpendo il territorio provinciale in cui si inserisce fortemente il festival castrocielese.

«Questo festival è un esempio di particolare significato – ha affermato il presidente Carlino –: persiste da una serie di anni e si svolge in un centro che ha una sua tradizione culturale che tutti conosciamo. Inoltre grazie a Becherucci, Vernile, Mirante e alla Pro Loco riesce a rendere particolarmente significativa una settimana di incontri, di relazioni, una settimana di confronto e apertura sulla e con la musica. Ebbene – ha continuato – non posso che salutare con grandissimo affetto e ammirazione questo festival: il conservatorio è particolarmente attento a queste realtà, ha bisogno di queste realtà, la sua vita è la stessa vita di queste realtà. Noi abbiamo bisogno di aprirci, il paese Italia ha bisogno di aprirsi al confronto, al dialogo, ad una serena e giusta dimensione di rapporto con tutta la realtà che ci circonda. Questa esperienza di Castrocielo, così significativa in questo senso, ci ha dato questa speranza».

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Un successo risultato dell’impegno della Pro Loco e delle scelte operate in campo musicale dal direttore artistico Eugenio Becherucci coadiuvato dai consulenti musicali Pompeo Vernile e Angelo Mirante. Altra caratteristica del Festival della Chitarra di Castrocielo è lo spazio dedicato ai giovani. L’ultima serata, seguendo il canovaccio delle precedenti, si è aperto con l’esibizione dei giovani studenti del corso di composizione chitarristica del Maestro Beccherucci e si è concluso con lo spettacolo della “Eko Orchestra” diretta da Angelo Mirante che ha rinnovato l’appuntamento con la prossima edizione della kermesse musicale.

«La settima edizione si è conclusa nel migliore dei modi – ha commentato Gianni Fantaccione, presidente della Pro Loco di Castrocielo –. Siamo entusiasti dell’attenzione posta nei nostri confronti da parte dei vertici del conservatorio “Licinio Refice”, espressione massima in campo musicale della provincia di Frosinone. Nel corso degli anni il festival si è conquistato uno spazio ben preciso nel panorama musicale della provincia. La peculiarità che ci caratterizza rispetto alle altre manifestazioni – ha aggiunto – è che accanto ad artisti di livello internazionale riusciamo a dare spazio a giovani talenti locali che, attraverso il Festival, hanno la possibilità di esibirsi avanti un pubblico così importante».

«Il bilancio di questa manifestazione non può che essere positivo – ha affermato il sindaco di Castrocielo Filippo Materiale –. Per la qualità degli artisti, per i giovani che vi partecipano e perché da a tanti l’opportunità di vivere un’esperienza eccezionale: la bellezza della musica immersa nella storia e lo splendore del monacato. C’è bisogno di eventi come il Festival, importante perché è capace di far vivere la cultura in tutti i suoi aspetti».

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