A Roma nasce il nuovo Centro Sant’Anna, presidio specialistico pubblico della ASL Roma 1 dedicato alla salute della donna. L’inaugurazione si è svolta questa mattina in via Garigliano 55 e segna l’avvio di un modello assistenziale pensato per seguire le pazienti nel tempo, con otto ambulatori già attivi dal 22 giugno.
Centro Sant’Anna a Roma, cosa cambia per la salute femminile nel Lazio
Il nuovo Centro Sant’Anna punta a modificare il modo in cui vengono prese in carico molte condizioni femminili, soprattutto quelle che spesso arrivano tardi alla diagnosi oppure vengono affrontate con visite separate, percorsi poco collegati e lunghi passaggi da uno specialista all’altro. L’impostazione scelta è quella di un presidio di secondo livello, destinato a donne con bisogni complessi indirizzate dalla rete territoriale, dai medici di medicina generale, dai consultori e dagli altri servizi sanitari.
Il cuore del progetto è l’assistenza integrata. La paziente non entra in un percorso limitato a una singola prestazione, perché l’obiettivo è costruire una presa in carico capace di seguire l’evoluzione clinica, collegare le valutazioni specialistiche, ridurre i tempi morti e rendere più semplice l’accesso agli approfondimenti necessari. Una scelta che riguarda l’intero universo femminile, con attenzione alle differenze biologiche, ormonali, metaboliche e psicologiche che possono incidere sulla prevenzione, sulla diagnosi e sulla cura.
All’inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore generale della ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle, il direttore sanitario Gennaro D’Agostino, il direttore amministrativo Francesco Quagliariello e il direttore sanitario del Centro Sant’Anna Mara Bonfiglio. Hanno partecipato anche Carla Vittoria Cacace Maira, presidente di Atena Donna, e Giulio Maira, presidente della Fondazione Atena, già professore ordinario e direttore di Neurochirurgia dell’Università Cattolica Policlinico Gemelli.
Otto ambulatori al via dal 22 giugno nel presidio ASL Roma 1
La prima fase operativa parte con otto ambulatori specialistici: CardioDonna, Ematologia della Donna, Chirurgia Vascolare, HPV Unit multidisciplinare, PMA e Tutela della Fertilità, Ambulatorio del Dolore, Genetica Predittiva e Salute Attiva. La scelta delle prime aree cliniche indica con chiarezza la direzione del nuovo presidio: andare oltre la sola ginecologia e affrontare le patologie femminili in modo più ampio, includendo apparati e condizioni che spesso vengono valutati senza una lettura specifica di genere.
CardioDonna, per esempio, risponde a un bisogno sempre più riconosciuto: le malattie cardiovascolari nelle donne possono presentarsi con sintomi meno tipici e richiedere un’attenzione dedicata. L’Ematologia della Donna consente di intercettare disturbi collegati a fasi diverse della vita, dalla fertilità alla menopausa. L’HPV Unit multidisciplinare rafforza la prevenzione e la gestione dei percorsi diagnostici collegati al papillomavirus. La PMA e la Tutela della Fertilità introducono un’area di consulenza e accompagnamento in una fase spesso delicata per molte pazienti.
L’Ambulatorio del Dolore, la Genetica Predittiva e Salute Attiva completano il primo blocco di servizi con un’impostazione che unisce cura, prevenzione e valutazione del rischio. Il risultato è un presidio che mira a intercettare bisogni diversi, evitando percorsi spezzati e creando una relazione sanitaria più stabile.
Dopo l’estate nuovi servizi per menopausa, neurologia e salute mentale perinatale
Il piano di sviluppo prevede, dopo la pausa estiva, l’apertura del secondo piano del Centro Sant’Anna e l’ampliamento progressivo delle attività. Sono previsti nuovi percorsi dedicati a Metabolismo e Menopausa, NeuroDonna, FarmaDonna, Uro-ginecologia, Pneumologia, Dermatologia, Salute Mentale Perinatale, PsicoDonna, Gastroenterologia, Immunologia e Senologia oncologica.
L’allargamento dei servizi rafforzerà la vocazione multidisciplinare del presidio. Menopausa e metabolismo, ad esempio, rappresentano un passaggio sanitario rilevante per molte donne, con ricadute su peso, rischio cardiovascolare, fragilità ossea e qualità della vita. La neurologia femminile potrà offrire un riferimento per disturbi che richiedono una lettura specialistica in relazione all’età, agli ormoni, alla gravidanza o al post parto. La salute mentale perinatale risponde invece a una necessità spesso rimasta ai margini dell’assistenza ordinaria, pur incidendo in modo significativo sulla vita delle madri e dei nuclei familiari.
Anche l’area oncologica senologica si inserisce in un percorso più ampio, collegato alla prevenzione, al follow-up e al sostegno della paziente. L’intento è ridurre la frammentazione delle cure, offrendo un punto di riferimento pubblico per problemi che richiedono più competenze e una regia clinica riconoscibile.
Cartella di Continuità Assistenziale e case manager: il nuovo percorso digitale
Una delle innovazioni più rilevanti del Centro Sant’Anna è la Cartella di Continuità Assistenziale, ispirata al concetto internazionale di ospedale virtuale. Non si tratta di un semplice archivio sanitario, perché lo strumento digitale è progettato per seguire la paziente lungo il tempo, collegando ReCUP, Fascicolo Sanitario Elettronico e diagnostica aziendale. In questo modo sarà possibile monitorare l’andamento del percorso, utilizzare scale di valutazione e programmare follow-up più ordinati.
La tecnologia serve anche a evitare che la donna si perda nel passaggio da un controllo all’altro. Il modello prevede la figura del case manager infermieristico, professionista che accoglie la paziente, facilita gli appuntamenti, monitora l’aderenza alle terapie e mantiene il collegamento con specialisti e servizi territoriali. È un passaggio organizzativo molto concreto, perché nelle patologie croniche l’abbandono delle cure riguarda oggi una quota stimata fra il 30% e il 50% delle pazienti.
Questa funzione di accompagnamento può incidere su un aspetto spesso sottovalutato: la continuità. Una visita isolata può individuare un problema, un percorso coordinato può seguirne l’evoluzione, valutare i rischi, aggiornare le terapie e riportare la paziente nel circuito sanitario quando serve. Per molte donne significa avere un riferimento più chiaro e meno dispersione.
Fondazione Atena, donazione da oltre 324mila euro per nuove apparecchiature
Il Centro Sant’Anna nasce anche con il sostegno della Fondazione Atena, che ha finanziato l’acquisto di nuove apparecchiature per un valore complessivo di 324.806,67 euro. La dotazione comprende ecocardiografi color doppler, spirometri globali, sistemi urodinamici, elettroencefalografi, elettromiografi per il focus neurologico e di ricerca, dermatoscopi ad alta risoluzione, unità Laser CO2 per la chirurgia ambulatoriale e un defibrillatore.
La disponibilità di strumenti avanzati permette di rafforzare la capacità diagnostica del presidio e di sostenere l’attività degli ambulatori specialistici. La componente tecnologica si affianca all’organizzazione dei percorsi, con una prospettiva che include anche materiali educativi validati per le pazienti e formazione specialistica per il personale sanitario.
Durante la presentazione sono stati illustrati gli aspetti tecnici della Cartella Clinica e della Medicina di Precisione dai responsabili specialistici Arianna Pacchiarotti, Maria Segneri, Sonia Ronchey e Maurizio Simmaco. È un passaggio che chiarisce l’ambizione del nuovo Centro: costruire un presidio pubblico capace di unire competenze, strumenti digitali, diagnostica e accompagnamento clinico. Per Roma e per il Lazio, il Sant’Anna diventa così un punto di riferimento per una sanità femminile più ordinata, più vicina ai bisogni reali e più attenta alle patologie che troppo spesso restano sottotraccia.
