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27 Settembre 2021

Pubblicato il

Cessione del quinto: leggi, normative, requisiti per la richiesta

di Redazione
La cessione del quinto è un finanziamento non finalizzato, non è necessario specificare il motivo per cui si richiede

La cessione del quinto è un particolare tipo di finanziamento personale la cui rata mensile, come suggerisce il nome, ha un importo massimo uguale alla quinta parte dello stipendio percepito dal richiedente. Sebbene questa forma di prestito sia utilizzata ormai da diversi decenni dai dipendenti del settore pubblico, la sua popolarità è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, e con la finanziaria del 2005 sono state introdotte numerose novità, a cominciare dall'estensione della possibilità di richiedere la cessione del quinto anche ai dipendenti privati ed ai pensionati (sia del settore privato che del settore pubblico).

La cessione del quinto è un tipo di finanziamento non finalizzato, e non è dunque necessario specificare il motivo per il quale lo si richiede; il prestito è a tasso fisso, e l'ammontare della rata mensile resta pertanto uguale per tutta la durata del finanziamento. Ciò che fa della cessione del quinto una soluzione particolarmente apprezzata è probabilmente in primo luogo la sua semplicità: una volta accordato il finanziamento, infatti, il cliente non dovrà più preoccuparsi di nulla: il rimborso delle rate deve infatti essere effettuato dal datore di lavoro, o, nel caso di pensionati, dall'istituto previdenziale; il lavoratore percepirà quindi una busta paga (o una pensione) decurtata della cifra corrispondente alla rata mensile, fino ad un massimo del 20% (un quinto, appunto); va inoltre precisato che il datore di lavoro non può rifiutarsi di accettare la pratica.

La garanzia per il finanziatore è costituita principalmente dall'impiego del richiedente e dal suo TFR (o pensione), ma al momento della stipula del contratto è necessario sottoscrivere un'assicurazione obbligatoria per il rischio vita e perdita dell'impiego. In caso di morte o di grave invalidità permanente, l'istituto assicurativo salda il debito nei confronti della banca per intero, senza che esso ricada sui familiari; in caso di perdita del posto di lavoro il debito sarà saldato dalla liquidazione del lavoratore e per la parte restante dalla compagnia assicurativa; nel caso di momentanea interruzione del rapporto di lavoro, la compagnia assicurativa sostituirà temporaneamente il cliente nel rimborso delle rate; tuttavia, in questi ultimi due casi, la compagnia assicurativa ha il diritto di essere rimborsata in seguito dal cliente.
Grazie a queste garanzie, l'istituto bancario che eroga il finanziamento si sente abbastanza tutelato, e di norma è quindi disponibile a concedere la cessione del quinto anche a chi è stato in passato segnalato come cattivo pagatore, e che potrebbe dunque avere qualche difficoltà a vedersi accordati altri tipi di finanziamento.

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La cessione del quinto può essere sottoscritta da dipendenti pubblici o privati e da pensionati. Per i lavoratori dipendenti è necessario un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato ma della durata superiore al periodo interessato dal finanziamento. Solitamente è anche richiesta un'anzianità minima della durata di alcuni mesi e l'azienda presso la quale il richiedente lavora deve rispettare a sua volta alcuni requisiti. Per ulteriori dettagli sul funzionamento, modalità di richiesta ed erogazione per un prestito cessione del quinto per dipendenti statali, pubblici e privati è possibile visitare l'apposita sezione del sito Facile.it e consultare le guide, news, faq e confrontare direttamente online i migliori prestiti.

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La cessione del quinto rientra nella categoria del 'prestito personale', ed in quanto tale è disciplinata dall'Art. 1260 del Codice Civile; il finanziamento viene erogato tramite assegni non trasferibili o bonifici bancari intestati al cliente; per quanto riguarda l'importo massimo che è possibile richiedere, esso dipende sostanzialmente dall'importo della propria retribuzione o pensione (dato che le rate non possono eccedere il 20% di tale cifra), e dall'anzianità lavorativa maturata: da essa dipende infatti l'ammontare del proprio TFR, che come abbiamo visto costituisce a sua volta una garanzia nei confronti dell'istituto bancario, che a fronte di un TFR più alto sarà disponibile a concedere importi maggiori.

 
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