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27 Novembre 2021

Pubblicato il

Chiude Cupinoro, caos rifiuti in 25 Comuni

di Redazione
Decisa la chiusura di Cupinoro. Ladispoli porterà i suoi rifiuti ad Aprilia

Il 1 febbraio chiuderà l'impianto di Cupinoro. Dal 1 febbraio, quindi, Ladispoli utilizzerà l'impianto Rida Ambiente di Aprilia per il conferimento dei rifiuti soldi urbani.
La comunicazione arriva direttamente dal Comune di Ladispoli, riferendo quanto concordato in occasione dell'incontro che si è svolto alla Pisana con l'assessore regionale all'Ambiante, Michele Civita.

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Il problema – sottolinea l'assessore all'Igiene Urbana Claudio Lupi – è che "il conferimento dei rifiuti da Ladispoli ad Aprilia, comporterà costi aggiuntivi, sia per la distanza del sito sia per la tariffa maggiore".
Per questo, il sindaco Crescenzo Paliotta ha sollevato la necessità immediata di realizzare immediatamente impianti di recupero e compostaggio nel territorio". Secondo Paliotta, solo così "la raccolta differenziata potrà realmente essere un'opportunità non solo ambientale ma anche economica".
Così è partita la richiesta a tutti i Comuni che vanno da Santa Marinella,
Cerveteri fino al lago di Bracciano di realizzare insieme a Ladispoli un impianto di moderna concezione.

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La discarica di Cupinoro, comunque, chiuderà in quanto "non più in grado di ricevere i rifiuti dei 25 Comuni del bacino per l'esaurimento dello spazio autorizzato".
Il 22 gennaio, infatti, la Bracciano Ambiente ha comunicato a tutti i Comuni, alla Provincia di Roma ed alla Regione Lazio, di aver esaurito le volumetrie disponibili ad accogliere rifiuti. Inoltre, l'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) non è stata rinnovata per l'invaso esistente: pertanto – sottolinea il comune di Bracciano – "la chiusura del sito è diventata una scelta obbligata".

"A seguito dell'attuale chiusura – si legge ancora nel comunicato del comune di Bracciano – restano aperte problematiche di diversa natura: l'individuazione di un nuovo sito per il trattamento e il conferimento dei rifiuti che la Regione dovrà indicare ad ognuno dei 25 Comuni del bacino con conseguenti inevitabili aumenti dei costi a carico delle popolazioni; la bonifica ambientale e relative operazioni di controllo e monitoraggio sull'attuale sito; i livelli occupazionali ancora garantibili".

Affonda il colpo anche il Comune di Manziana: "La chiusura, preannunciata con una comunicazione della Bracciano Ambiente del 23 gennaio – si legge in un comunicato – comporterà una serie di problematiche organizzative ed economiche: infatti, ogni Comune dovrà individuare un altro sito per il conferimento del rifiuto indifferenziato e, conseguentemente, sostenere costi maggiori per un aumento complessivo che al momento, da una prima stima, si
aggira intorno al 30/40%".
"Durante la riunione di ieri – dichiara il sindaco Bruni – proprio a questo proposito, ho chiesto espressamente in che modo la Regione intendesse aiutare i Comuni a reperire nuovi fondi per garantire la copertura economica totale del servizio: purtroppo è stato comunicato che, al momento, non sono previsti degli aiuti economici regionali e che quindi ogni Comune dovrà fare fronte da solo e a proprie spese all'emergenza. La Regione ha poi suggerito tre stabilimenti nel Lazio in grado di trattare la tipologia di rifiuto indifferenziato, lasciando però ai Comuni l'onere di verificare la concreta e reale disponibilità degli stessi. A questo proposito il Comune di Manziana si è già attivato per cercare di individuare la soluzione che sia meno gravosa da un punto di vista economico e più funzionale all'espletamento del servizio".

 
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