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14 Agosto 2020

Pubblicato il

Chiusa la stagione venatoria 2014/2015

di Redazione

Pesante il bilancio delle vittime anche tra i cacciatori

La stagione venatoria appena conclusa va in archivio tra polemiche e incidenti vari che hanno portato ad un bilancio delle vittime legate alle “doppiette” che lascia poco spazio all’immaginazione. I dati dell’Associazione vittime della caccia parlano chiaro e si contano 22 morti e 66 feriti.

Tra gli incidenti legati alla stagione venatoria ricordiamo, tra i tanti, quello occorso alla ciclista colpita dai colpi di fucile sparati da cacciatori all’inseguimento della preda di turno mentre era in fase di allenamento su strada o quello del cacciatore ucciso dai compagni perché scambiato per un cinghiale.

Da ricordare, poi, l’ennesima strage compiuta ai danni degli animali compresi quelli che dovrebbero essere protetti. E’ notizia di oggi del ritrovamento di due fenicotteri presi a fucilate.

D'altronde, e da diversi anni, si assiste a qualcosa che con la caccia dei nostri avi ha ben poco a che fare. Si spara a tutto ciò che si muove, per terra e per aria. Ancora ieri, con la stagione ufficialmente chiusa, si udivano chiaramente colpi di fucile alle prime luci dell’alba e a non più di cento metri dalle palazzine e dal centro abitato di quartieri popolosi come quello di Casal Monastero a Roma.

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Chiaro esempio dello spirito ambientalista che viene sbandierato talvolta dalle associazioni legate al mondo della caccia. Un dato da sottolineare per l’ennesima volta, poi, è quello che riguarda l’uso dei cosiddetti “richiami vivi” cui il Governo non ha ancora dato adeguata risposta tanto che l’UE ha inviato una procedura di infrazione al nostro Paese nel merito.

 
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