Cimiteri di Roma, Ama licenzia 7 dipendenti e ne sospende 4: cosa è stato scoperto a Prima Porta e Maccarese

Pesanti le conseguenze dei controlli avviati da Ama sulle attività di alcune squadre di operatori nei cimiteri Flaminio e Maccarese
Di Fabio Vergovich
Cimitero Flaminio
Cimitero Flaminio

Sette dipendenti licenziati, altri quattro sospesi dal servizio e gli atti trasmessi all’Autorità giudiziaria. Sono pesanti le conseguenze dei controlli avviati da Ama sulle attività di alcune squadre di operatori nei cimiteri Flaminio e Maccarese, dove sarebbero emerse irregolarità nelle operazioni effettuate sulle salme.

I procedimenti disciplinari aperti dall’azienda si sono conclusi con sanzioni differenziate sulla base delle responsabilità individuate: per sette lavoratori è arrivato il licenziamento, mentre per altri quattro è stata disposta la sospensione.

Salme ridotte in cassette ossario prima della completa mineralizzazione

Il punto più delicato degli accertamenti riguarda alcune operazioni di riduzione delle salme in cassette ossario.

Secondo quanto comunicato da Ama, in determinati casi la riduzione sarebbe stata effettuata nonostante non fosse ancora completato il processo di mineralizzazione del corpo.

La mineralizzazione rappresenta la fase attraverso la quale, dopo la decomposizione dei tessuti, rimangono prevalentemente le componenti ossee. Soltanto a quel punto è possibile procedere alla cosiddetta riduzione, trasferendo i resti in una cassetta ossario di dimensioni molto inferiori rispetto allo spazio occupato dalla precedente sepoltura.

Quando, invece, il processo non è ancora terminato, devono essere eseguite differenti operazioni cimiteriali, seguendo procedure specifiche.

Perché la riduzione della salma comporta anche conseguenze economiche

La vicenda non riguarda soltanto il rispetto delle procedure previste per il trattamento dei resti mortali.

La riduzione in cassetta ossario permette infatti alla famiglia di liberare il posto precedentemente occupato dalla salma, evitando i costi legati al mantenimento della precedente sistemazione e scegliendo una collocazione differente dei resti.

Proprio per questo le procedure devono rispettare condizioni e tempi precisi. Ama, dopo le verifiche interne, ha ritenuto che quanto accertato giustificasse l’avvio dei procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti.

Sette licenziamenti e quattro sospensioni

L’azienda ha precisato di avere valutato singolarmente le posizioni degli operatori interessati, distinguendo i diversi livelli di responsabilità.

Il risultato è stato il licenziamento di sette lavoratori e la sospensione dal servizio di altri quattro dipendenti.

Una decisione che evidenzia la rilevanza attribuita dall’azienda alle violazioni riscontrate, considerando la particolare delicatezza delle operazioni effettuate all’interno dei cimiteri e il rapporto con le famiglie dei defunti.

Gli atti trasmessi all’Autorità giudiziaria

La vicenda, tuttavia, non si esaurisce sul piano disciplinare.

Ama ha annunciato che gli atti relativi agli accertamenti saranno trasmessi anche all’Autorità giudiziaria e al sindaco di Roma, secondo quanto previsto dal Regolamento di Polizia Mortuaria.

Spetterà dunque alla magistratura valutare se dai comportamenti contestati possano emergere ulteriori profili di responsabilità.

Gli accertamenti interni dell’azienda hanno già prodotto conseguenze rilevanti. Adesso l’attenzione si sposta sugli eventuali sviluppi giudiziari di una vicenda che coinvolge un settore particolarmente sensibile, nel quale il rispetto delle procedure rappresenta una garanzia indispensabile per i cittadini e per le famiglie.

 
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