Cimiteri per animali nel Lazio, la proposta avanza: “Una legge di civiltà per chi li considera famiglia”

Il provvedimento nasce per rispondere a un bisogno sempre più presente nelle famiglie: conservare un legame con il proprio animale anche dopo la sua scomparsa
Di Fabio Vergovich
Un padrone prega davanti la tomba del suo animale
Un padrone prega davanti la tomba del suo animale

Il Lazio si prepara a regolamentare la possibilità di realizzare cimiteri per animali d’affezione sul territorio regionale. La proposta di legge promossa da Marika Rotondi, consigliera regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Urbanistica, Politiche Abitative e Rifiuti, ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione regionale Sanità e si avvia ora al passaggio in Consiglio regionale.

Il provvedimento nasce per dare una cornice normativa a un bisogno sempre più presente nelle famiglie: conservare un legame con il proprio animale anche dopo la sua scomparsa, garantendo al tempo stesso regole chiare per tutela ambientale, igiene e salute pubblica.

Sepolture per animali d’affezione nel Lazio: che cosa prevede la proposta

La proposta introduce la possibilità, per i Comuni del Lazio, di realizzare appositi luoghi destinati alla sepoltura delle spoglie degli animali da compagnia e all’accoglienza delle ceneri. Non si tratta di un automatismo imposto agli enti locali, quanto di uno strumento normativo che consente ai territori di dotarsi di spazi ordinati, controllati e rispettosi delle prescrizioni sanitarie.

Il cuore del provvedimento è duplice. Da una parte c’è il riconoscimento del valore affettivo degli animali domestici, ormai considerati da moltissime persone veri componenti della famiglia. Dall’altra c’è l’esigenza di evitare pratiche improvvisate, come seppellimenti non autorizzati, che possono creare problemi sul piano ambientale e sanitario, in particolare per il possibile inquinamento delle falde acquifere.

La proposta disciplina quindi l’approntamento di aree dedicate, le modalità di gestione dei cimiteri per animali, il trasporto delle spoglie, l’inumazione, l’incenerimento e anche i termini per l’eventuale dismissione delle strutture. Un punto importante riguarda il certificato veterinario: la sepoltura o la destinazione delle spoglie sarà possibile solo previa attestazione che escluda la presenza di malattie trasmissibili all’uomo.

Un atto di civiltà legato al ruolo degli animali nelle famiglie

Rotondi ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla consapevolezza del ruolo assunto dagli animali d’affezione nella società contemporanea.

Cani, gatti e altri animali domestici offrono compagnia quotidiana, attenuano la solitudine, aiutano bambini, anziani e persone fragili, diventano presenze capaci di dare stabilità emotiva e affettiva.

Il tema non riguarda soltanto il sentimento privato. Sempre più spesso la presenza degli animali entra anche in percorsi di cura, riabilitazione e sostegno psicologico. In questo quadro, la richiesta di una “ultima dimora” dignitosa per il proprio animale non viene più letta come una sensibilità marginale, bensì come un’esigenza sociale che la normativa regionale può intercettare con equilibrio.

La proposta punta quindi a trasformare un gesto intimo in una procedura regolata. Il ricordo dell’animale, la cura delle sue spoglie, il desiderio di custodirne le ceneri o di avere un luogo in cui tornare diventano parte di un sistema ordinato, capace di rispettare affetti personali e interessi pubblici.

Animali tumulati con il proprietario: la novità della teca separata

Uno degli aspetti più significativi della proposta riguarda la possibilità di tumulare le ceneri dell’animale prediletto nel loculo o nella tomba familiare del proprietario. La norma prevede che ciò possa avvenire per volontà del defunto o dei suoi eredi, previa cremazione dell’animale e con sistemazione in una teca separata.

È una previsione destinata a far discutere, perché tocca un terreno nel quale affetti, cultura funeraria, sensibilità personale e regolamenti pubblici si incontrano. L’impianto scelto dalla proposta cerca di definire confini precisi: nessuna commistione materiale, rispetto delle procedure cimiteriali, necessità di una volontà espressa e ricorso alla cremazione.

Per molte famiglie, questa possibilità avrebbe un valore simbolico molto forte. L’animale che ha condiviso anni di vita domestica potrebbe rimanere vicino al proprio riferimento umano anche dopo la morte, all’interno di una disciplina formale e controllata.

Ambiente, igiene pubblica e regole per i Comuni

La proposta di legge non si limita al piano affettivo. La regolamentazione dei cimiteri per animali viene presentata anche come una misura utile a ridurre comportamenti irregolari e rischi ambientali.

Il seppellimento non autorizzato di animali in terreni privati o in aree non idonee può infatti creare criticità, soprattutto se effettuato senza controlli veterinari o senza criteri tecnici adeguati.

Il testo prevede perciò disposizioni su trasporto, inumazione, incenerimento e gestione delle strutture. Viene delineato un percorso nel quale il Comune, se decide di attivare questo servizio, potrà farlo con una base legislativa regionale, evitando soluzioni frammentarie o lasciate alla sola iniziativa locale.

Sul piano economico, Rotondi ha indicato la possibilità di utilizzare una quota parte delle risorse previste dall’articolo 8 della legge regionale 34 del 21 ottobre 1997, dedicata alla tutela degli animali d’affezione e alla prevenzione del randagismo. La proposta viene quindi presentata senza ulteriori oneri aggiuntivi per le casse regionali.

Una norma che intercetta un cambiamento sociale

Il passaggio in Commissione Sanità rappresenta un primo avanzamento politico e istituzionale. Ora il provvedimento dovrà approdare in Consiglio regionale, dove potrà essere discusso nel merito e arrivare all’approvazione definitiva.

Il tema ha una forte capacità di coinvolgimento perché riguarda la vita quotidiana di migliaia di famiglie del Lazio. In molti casi, la morte di un animale domestico lascia un vuoto reale, soprattutto per persone sole, anziani, bambini e nuclei familiari che hanno costruito negli anni un legame profondo con il proprio cane, gatto o altro animale da compagnia.

 
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