Due interventi in poche ore, in contesti diversi ma con un denominatore comune: l’urgenza di agire in fretta, in ambiente montano e impervio, con procedure rigorose e un lavoro di squadra che coinvolge più enti. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Servizio Regionale Lazio è stato impegnato nel fine settimana in un doppio soccorso, prima a Campocatino, nel territorio di Guarcino, nel Frusinate, poi nel territorio di Tolfa (Rm), nell’area dei Bagnarelli o Bagnarello (un piccolo bagno termale gratuito alle porte di Tolfa).
In entrambi i casi sono stati attivati elisoccorso e sanitari del 118, con operazioni condotte secondo i protocolli di stabilizzazione e trasporto in sicurezza.
Soccorso alpino a Campocatino: incidente sugli sci e sospetto trauma alla colonna
Il primo intervento è scattato nel tardo pomeriggio di sabato 28 febbraio a Campocatino (FR). I tecnici del CNSAS Lazio sono stati allertati per un incidente lungo una pista da sci che ha coinvolto una ragazza di 19 anni, residente a Latina. Secondo la ricostruzione fornita dal soccorso, la giovane avrebbe perso il controllo degli sci, finendo contro un albero. L’impatto ha fatto temere conseguenze importanti: è stato riferito un sospetto trauma alla colonna vertebrale e la possibile frattura di un arto superiore.
In situazioni come questa la priorità è ridurre ogni rischio ulteriore, evitando movimenti non necessari e garantendo la massima immobilizzazione. Per questo è stato attivato l’elisoccorso: sul posto sono intervenuti il tecnico di elisoccorso del CNSAS e l’equipe sanitaria del 118. La paziente è stata stabilizzata direttamente in pista, immobilizzata secondo le procedure sanitarie e quindi trasferita in elicottero all’ospedale di Latina, dove sono stati predisposti accertamenti e cure.
Intervento a Tolfa: escursionista cade in un fosso nei pressi dei Bagnarelli
Il secondo intervento si è svolto nella tarda mattinata di oggi nel territorio di Tolfa, nei pressi della località Bagnarelli, un’area che può presentare tratti difficili da raggiungere e dislivelli improvvisi. A cadere è stata un’escursionista cinquantenne, finita all’interno di un fosso e rimasta ferita a un arto inferiore. A lanciare l’allarme è stata la compagna di escursione, che ha contattato i soccorsi attivando la macchina operativa.

La Centrale Operativa ha disposto l’invio dell’elisoccorso e di una squadra di terra del CNSAS. Una volta raggiunta la donna, i tecnici hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area e alla prima valutazione sanitaria, procedendo quindi all’immobilizzazione e all’imbarellamento.
Passaggio delicato, perché in un contesto scosceso ogni manovra va pianificata al centimetro: è stata individuata e predisposta un’area idonea per il recupero mediante verricello, operazione svolta con il supporto del personale dei Vigili del Fuoco.
Terminata l’evacuazione, la donna è stata trasportata all’ospedale di Civitavecchia per le cure necessarie.
Elisoccorso, 118 e Vigili del Fuoco: il coordinamento che fa la differenza
I due interventi raccontano, nei fatti, cosa significa operare in ambiente montano e impervio: non basta arrivare sul posto, bisogna farlo con mezzi adeguati, competenze specifiche e una catena di decisioni rapida, ma controllata. A Campocatino la presenza del tecnico CNSAS sull’elisoccorso e dell’equipe 118 ha permesso di trattare la paziente già in fase di soccorso, limitando i rischi legati a possibili lesioni vertebrali.
A Tolfa, dove la caduta in un fosso ha reso necessario un recupero dall’alto, la sinergia fra CNSAS e Vigili del Fuoco ha garantito un’operazione con verricello in condizioni di sicurezza per soccorritori e infortunata.
Sul posto, per l’intervento di Tolfa, erano presenti anche i sanitari del 118 e i militari dell’Arma dei Carabinieri, a supporto delle attività e per gli adempimenti di competenza.
Frequentare montagna e sentieri nel Lazio: attenzione e prudenza quando cambia il terreno
Il bilancio del weekend, per il CNSAS Lazio, è quello di un’attività intensa che richiama ancora una volta l’importanza della prudenza. Piste da sci e sentieri possono cambiare in pochi metri: un dosso, un tratto ghiacciato, un appoggio instabile o una distrazione possono trasformare una giornata all’aperto in un’emergenza.
La risposta dei soccorsi, come mostrano Campocatino e Tolfa, è fatta di tempi rapidi, protocolli sanitari e coordinamento operativo. Ma la prima protezione resta sempre la prevenzione: attrezzatura adeguata, scelta dei percorsi in base a condizioni fisiche e meteo, e capacità di valutare quando fermarsi.
