Codice Rosso, D.I.RE: Ora più rischioso per donne denunciare violenza

"Nessuno dei rilievi sollevati nel corso delle audizioni da D.i.Re e da innumerevoli altri/e esperti/e è stato preso in considerazione. Tutti gli emendamenti migliorativi presentati dall'opposizione sono stati rigettati senza alcuna motivazione. Così ora, mentre la maggioranza si pavoneggia con l'ennesima legge ideologica ed emergenziale, per le donne che subiscono violenza denunciare diventa ancora più rischioso".

Non nasconde la propria preoccupazione per l'approvazione senza modifiche del Codice Rosso Lella Palladino, presidente di D.i.Re-Donne in rete contro la violenza, la più grande organizzazione nazionale che si occupa di violenza contro le donne, con riferimento in particolare alle disposizioni che danno al magistrato tre giorni di tempo per sentire la donna e disporre eventuali misure di protezione.

"La denuncia è solo il primo passo di un percorso che per le donne spesso si trasforma nell'ennesimo calvario, come hanno dimostrato i tanti interventi al convegno che abbiamo organizzato oggi: nelle aule dei Tribunali la loro parola non è creduta, la loro vita privata giudicata, la violenza subita non viene presa in considerazione quando si tratta dell'affido dei figli- prosegue Palladino- Tutti questi problemi restano insoluti.

Non si investe un euro per la formazione di forze dell'ordine e personale giudiziario, terribilmente necessaria perché la violenza contro le donne, di cui tutti parlano è un fenomeno che in realtà pochi conoscono davvero", prosegue la presidente. "D'altronde cosa aspettarsi da una norma concepita più per smascherare le false denunce? Già adesso le donne si sentono dire che denunciando la violenza hanno rovinato la famiglia. Per questo governo, è evidente, sono le donne il problema, non gli uomini violenti", conclude Palladino. (Com/Ara/Dire)