Colle di Fuori, la Sagra del Fungo Porcino chiude un’edizione da record: ultimo weekend 18-20 settembre

Ultimo weekend per la Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori: dal 18 al 20 settembre si chiude un’edizione da record tra cucina, bosco e grandi novità
Di Francesco Vergovich
Sagra fungo porcino

Tre lunghi fine settimana, migliaia di persone arrivate da Roma, dai Castelli Romani e da molte altre zone del Lazio, cinque cucine, tre cantine, un’area allestita sotto gli alberi del Parco dei Castelli Romani e una formula organizzativa profondamente rinnovata. La 32ª Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori, frazione di Rocca Priora, entra da venerdì 18 a domenica 20 settembre nel suo terzo e ultimo weekend dopo le giornate del 4, 5 e 6 e quelle dell’11, 12 e 13 settembre. Il bilancio maturato finora racconta una delle edizioni più partecipate e apprezzate nella lunga storia della manifestazione organizzata dall’Associazione Pietro Pericoli, capace quest’anno di compiere un salto di qualità soprattutto nell’accoglienza e nei servizi destinati al pubblico.

Una Sagra del Fungo Porcino diventata più semplice da vivere

La crescita della manifestazione non riguarda soltanto il numero dei visitatori. La novità più evidente dell’edizione 2026 è stata la capacità di intervenire su alcuni degli aspetti che, nelle grandi sagre popolari, possono condizionare l’esperienza del pubblico: accessi, parcheggi, tempi di attesa, disponibilità dei tavoli e gestione degli ordini.

L’area di Colle di Fuori dispone di migliaia di posti a sedere sistemati sotto castagni e querce, permettendo di pranzare e cenare immersi nel verde anche nelle ore centrali della giornata. Il potenziamento dei parcheggi, insieme alla presenza della navetta collegata a una delle aree di sosta di via San Cesareo, ha consentito di assorbire un afflusso molto consistente senza snaturare la dimensione della frazione.

La novità che probabilmente resterà maggiormente legata alla 32ª edizione è però il QR code disponibile ai tavoli. Una volta trovato posto, il visitatore può consultare le proposte, effettuare l’ordine e pagare direttamente attraverso lo smartphone, limitando gli spostamenti alle cucine al momento del ritiro. Un sistema semplice che ha ridotto una parte importante delle file e ha consentito soprattutto alle famiglie e ai gruppi numerosi di vivere con maggiore tranquillità le ore trascorse alla sagra.

La tecnologia non ha sostituito il carattere popolare della manifestazione, ma è stata utilizzata per renderlo più facilmente fruibile. È probabilmente questo uno degli aspetti che meglio spiegano l’apprezzamento registrato nelle prime due settimane: l’atmosfera è rimasta quella di una grande festa di paese, mentre l’organizzazione ha assunto dimensioni adeguate alla quantità di persone che ormai raggiungono Colle di Fuori nel mese di settembre.

Cinque cucine e una proposta gastronomica molto più ampia

Naturalmente il motivo principale per raggiungere Colle di Fuori rimane il fungo porcino, attorno al quale è costruita gran parte dell’offerta gastronomica.

La scelta di affidarsi a più realtà della ristorazione ha permesso di evitare un menu unico e di offrire interpretazioni differenti dello stesso protagonista. Nell’edizione 2026 hanno partecipato Prati di Lariano, Zì Righetto, Love Truffles, Pizzeria der Colle e Bottega Pezzali, componendo un’offerta capace di andare oltre la tradizionale impostazione della sagra.

Fettuccine e altre paste condite con i porcini convivono con proposte dedicate al tartufo, carne, pinsa e numerose preparazioni della cucina laziale. Il visitatore può quindi costruire il proprio pranzo o la propria cena passando da una cucina all’altra, con il fungo che resta il filo conduttore della manifestazione senza trasformare il menu in una ripetizione dello stesso piatto.

A completare l’offerta ci sono le tre cantine, con una selezione vinicola che accompagna la ristorazione, oltre ai numerosi banchi dedicati ai prodotti tipici, all’artigianato e alle specialità del territorio. La presenza delle bancarelle ha contribuito a prolungare il tempo trascorso all’interno dell’area della festa, trasformando la visita in qualcosa di diverso rispetto al semplice arrivo per pranzo o cena.

Il bosco è rimasto l’altro grande protagonista

Uno degli elementi più interessanti della Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori continua a essere il luogo nel quale viene organizzata.

Il fungo non è portato in una piazza completamente separata dal proprio ambiente naturale, perché attorno alla manifestazione rimane il bosco dei Castelli Romani, con i castagni, le querce, i sentieri e le aree verdi che caratterizzano questa parte del territorio di Rocca Priora.

Durante i tre fine settimana sono state infatti organizzate passeggiate naturalistiche verso Fonte Formali e Fonte La Tegola, consentendo a gruppi di visitatori di conoscere sentieri che normalmente rimangono fuori dai principali circuiti turistici. Gastronomia e natura hanno così continuato a procedere insieme, rafforzando un’identità che distingue Colle di Fuori da molte altre manifestazioni dedicate al porcino.

Il bosco non svolge soltanto una funzione scenografica. Offre ombra alle migliaia di persone sedute ai tavoli, accompagna le passeggiate, rappresenta il paesaggio storico della frazione e richiama direttamente quel rapporto con il sottobosco dal quale nasce la cultura del fungo porcino.

Una sagra cresciuta senza perdere Colle di Fuori

Dietro una manifestazione arrivata alla 32ª edizione rimane soprattutto il lavoro dell’Associazione Pietro Pericoli, che dal 1994 porta avanti un appuntamento cresciuto progressivamente fino a raggiungere dimensioni molto significative.

L’edizione 2026 ha mostrato quanto una sagra popolare possa diventare grande senza necessariamente trasformarsi in un evento estraneo al luogo che la ospita. La quantità dei servizi è aumentata, l’organizzazione dei parcheggi è stata potenziata, la tecnologia ha alleggerito le attese e la proposta gastronomica si è ampliata, ma Colle di Fuori continua a essere riconoscibile in ogni parte della manifestazione.

Rimangono il bosco, la cucina, le passeggiate, la musica, l’artigianato, le attività per i bambini, i momenti di incontro tra persone che tornano ogni anno e quelli vissuti da chi scopre la frazione per la prima volta.

La partecipazione registrata lungo le prime due settimane, con un afflusso complessivo nell’ordine delle decine di migliaia di visitatori, conferma quanto la sagra abbia ormai superato una dimensione strettamente locale. La sua forza, tuttavia, deriva proprio dal fatto che la crescita non ha cancellato l’identità originaria della festa.

Dal 18 al 20 settembre l’ultimo grande weekend

Adesso rimangono tre giornate.

Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre rappresentano l’ultima possibilità del 2026 per partecipare alla Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori, con gli stand gastronomici aperti a pranzo e a cena e un programma che continuerà a unire gastronomia, musica, natura e intrattenimento.

Sabato mattina è prevista la passeggiata naturalistica verso Fonte Formali, mentre domenica sarà possibile percorrere l’itinerario verso Fonte La Tegola e partecipare anche all’appuntamento pomeridiano alla scoperta di Fonte Formali. Nel corso del weekend continueranno gli intrattenimenti musicali, i tornei, le attività per le famiglie e gli appuntamenti dedicati ai più piccoli.

Si chiuderanno così nove giornate distribuite nell’arco di tre fine settimana che hanno dato alla 32ª edizione una dimensione particolare. L’organizzazione ha dimostrato di poter gestire grandi numeri migliorando contemporaneamente la qualità dell’esperienza, mentre cucine e cantine hanno sostenuto un’offerta gastronomica capace di soddisfare pubblici differenti.

Più che cercare una graduatoria fra le tante manifestazioni italiane dedicate al fungo porcino, Colle di Fuori può rivendicare un risultato concreto: avere costruito una delle formule più complete, comode e riconoscibili, nella quale la qualità di ciò che arriva a tavola convive con un’organizzazione moderna e con un ambiente naturale che rappresenta parte integrante della festa.

Per chi non è ancora arrivato a Colle di Fuori, il 18, 19 e 20 settembre sono dunque le ultime tre giornate disponibili. Per chi invece ha già partecipato a uno dei primi due weekend, l’ultimo appuntamento può diventare l’occasione per tornare e chiudere insieme all’Associazione Pietro Pericoli una 32ª edizione destinata a essere ricordata come una delle più riuscite nella storia della Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori.

 
CATEGORIA

Cucina

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista