Si chiude oggi, domenica 20 settembre, la 32ª edizione della Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori, a Rocca Priora. Tre lunghi fine settimana, dal 4 al 6, dall’11 al 13 e infine dal 18 al 20 settembre, hanno trasformato la frazione dei Castelli Romani in uno dei principali punti di richiamo gastronomico del mese, con migliaia e migliaia di persone arrivate per mangiare, passeggiare nel verde, acquistare prodotti tipici e trascorrere alcune ore nel bosco del Parco dei Castelli Romani. Il sito ufficiale della manifestazione indica in oltre 50 mila i visitatori che ogni anno raggiungono Colle di Fuori, un dato che restituisce le dimensioni assunte ormai dalla sagra.
L’edizione 2026 lascia soprattutto l’impressione di una manifestazione cresciuta nella capacità di accogliere il pubblico. Non soltanto molta gente, dunque, ma una gestione dell’afflusso che ha permesso di raggiungere Colle di Fuori, parcheggiare e arrivare nell’area della sagra senza trasformare la giornata in una lunga attesa. Per quest’anno sono stati incrementati i parcheggi lungo via San Cesareo ed è stata prevista anche una navetta dal parcheggio al civico 78. Nell’area della festa sono stati allestiti 2.500 posti a sedere sotto gli alberi del Parco dei Castelli Romani.
Il successo dell’organizzazione, dal parcheggio al tavolo
Per una manifestazione di queste dimensioni, il giudizio del pubblico passa anche da aspetti apparentemente secondari. Trovare posto per l’auto, raggiungere agevolmente gli stand, sedersi senza difficoltà e riuscire a ordinare in tempi ragionevoli sono elementi che possono cambiare completamente l’esperienza di una giornata.
A Colle di Fuori quest’anno l’organizzazione ha lavorato proprio su questi passaggi. Le file, quando si sono formate nei momenti di maggiore affluenza, sono rimaste generalmente contenute e il sistema di gestione degli ordini ha rappresentato una delle novità più apprezzabili dell’edizione.
Il QR code disponibile ai tavoli consente ancora oggi di consultare le proposte, ordinare e pagare direttamente dallo smartphone, per poi ritirare quanto scelto presso la cucina. La formula è stata presentata dagli organizzatori con un messaggio molto semplice, “meno fila, più sagra”, e ha permesso di ridurre gli spostamenti inutili e di rendere più comodo soprattutto il pranzo delle famiglie e dei gruppi numerosi.
È una piccola innovazione tecnologica inserita dentro una festa profondamente tradizionale, ma proprio questo equilibrio ha funzionato: non cambiare l’anima della sagra, rendendola però più semplice da vivere.
Mangiare nel bosco resta l’immagine più bella della sagra
L’immagine che probabilmente resterà di questa 32ª edizione è quella delle tavolate piene sotto gli alberi. Famiglie, comitive di amici, bambini e visitatori arrivati anche da fuori provincia hanno pranzato e cenato immersi nel verde, con il bosco del Parco dei Castelli Romani che non rappresenta soltanto lo sfondo della festa, ma una parte integrante della sua identità.
Il fungo porcino, protagonista assoluto, viene proposto attraverso numerose preparazioni. Fettuccine, gnocchi, polenta, risotti, carne, bruschette, supplì e pizza compongono un’offerta molto più ampia rispetto al classico menu di una sagra, affiancata da vini delle cantine laziali e da proposte senza glutine.
Nel corso dei tre weekend il pubblico ha potuto scegliere tra più cucine e diversi punti di somministrazione, accompagnati dalle cantine e dagli stand dedicati ai prodotti del territorio. La possibilità di mangiare sia a pranzo sia a cena ha contribuito a distribuire meglio l’afflusso e a trasformare la manifestazione in un appuntamento che può occupare buona parte della giornata.
Non solo porcini: prodotti tipici, artigianato e attività per le famiglie
Attorno alla parte gastronomica si è sviluppato un piccolo percorso fatto di bancarelle, produttori, artigianato e specialità da acquistare e portare a casa. Prodotti enogastronomici, lavorazioni artigianali e proposte pensate anche per i bambini hanno ampliato l’esperienza della visita, evitando che tutto si esaurisse nel tempo necessario per sedersi a tavola.
La 32ª edizione ha previsto infatti musica dal vivo a pranzo e a cena, piano bar, DJ set, tornei sportivi, mostra micologica, mostra fotografica, artigianato, parco bimbi e giostre. Nel corso dei tre weekend sono stati inoltre organizzati percorsi naturalistici verso Fonte Formali e Fonte La Tegola, con prenotazione gratuita e gruppi fino a 80 partecipanti. Anche oggi, ultimo giorno, sono previsti gli appuntamenti domenicali dedicati alla scoperta del territorio.
Una formula che ha fatto della sagra qualcosa di più di un appuntamento gastronomico e che ha rafforzato il rapporto fra Colle di Fuori, il bosco e il pubblico.
Oggi l’ultima occasione: si pranza e si cena
Dopo tre settimane di tavoli pieni e un’affluenza che ha confermato la forza della manifestazione, oggi è l’ultimo giorno della Sagra del Fungo Porcino 2026. Gli stand sono aperti sia a pranzo sia a cena, offrendo un’ultima occasione a chi non è ancora riuscito a raggiungere Colle di Fuori e anche a chi, dopo aver partecipato a uno dei primi due weekend, ha deciso di tornare.
Il bilancio di questa edizione può essere letto soprattutto attraverso la soddisfazione del pubblico e la qualità dell’organizzazione. La sagra ha gestito un numero molto elevato di visitatori senza rinunciare alla comodità, ha introdotto strumenti che hanno ridotto i tempi di attesa e ha mantenuto una proposta gastronomica ampia, con numerose possibilità di scelta.
Il risultato è una manifestazione che, dopo 32 edizioni, continua a crescere senza perdere il rapporto con il luogo nel quale è nata. Colle di Fuori ha dimostrato che una festa popolare può diventare molto frequentata senza necessariamente diventare caotica, e che una buona organizzazione può rendere ancora più piacevole ciò che già funziona: mangiare bene, stare insieme e trascorrere una giornata nel verde.
Per chi manca ancora all’appello, dunque, oggi è davvero l’ultima occasione del 2026. Pranzo e cena nel bosco, porcini, vino, passeggiate, bancarelle e quella dimensione conviviale che per tre weekend ha riempito Colle di Fuori di persone.
