Il confronto politico nel quadrante lepino torna ad accendersi. Questa volta lo scontro vede protagonisti due sindaci, colleghi ma storicamente rivali: Pierluigi Sanna, primo cittadino di Colleferro, e Silvano Moffa, oggi sindaco di Segni ed ex volto di riferimento della politica colleferrina e nazionale. Tutto nasce da un post su Facebook pubblicato da Sanna, che ha scelto di rispondere con una lunga riflessione alle accuse e alle tensioni intorno alla denominazione del Pantano con il nome di “Sacriporto”. Una questione che, sebbene possa sembrare meramente toponomastica, ha aperto un fronte politico fatto di accuse, repliche, richiami alla storia e persino minacce di nuove querele.
Sanna contro Moffa: il diritto di critica e le querele archiviate
Il sindaco di Colleferro non ha usato giri di parole: “Da Moffa sono stato querelato due volte, entrambe archiviate. La verità non è reato e in Italia il diritto di critica è ancora garantito”. Sanna ha sottolineato come, a differenza del collega, non abbia mai sporto querela, preferendo affidarsi al confronto politico, anche acceso, piuttosto che alle aule giudiziarie.
La polemica, dunque, non si limita al tema Sacriporto ma si estende a un modo diverso di intendere la politica: da un lato chi, come Sanna, rivendica un approccio basato sullo scontro di idee, dall’altro chi viene accusato di non tollerare il dissenso.
Il caso Sacriporto: Prefettura e pareri contrari
Il cuore del dibattito è la contestata denominazione del Pantano con il nome di “Sacriporto”. La Prefettura di Roma, con una nota ufficiale del 13 dicembre 2023, non ha autorizzato il cambio, ritenendo fondato il parere contrario della Società Romana di Storia Patria. Secondo gli storici, infatti, il sito della battaglia dell’82 a.C. tra Silla e Mario il Giovane non si troverebbe nell’area indicata da Segni, bensì tra Colleferro e Paliano.
Per Sanna, dunque, gli atti parlano chiaro: “Non è un nome che si può attribuire arbitrariamente. Non bastano cartelli stradali o pareri non vincolanti: la storia e le leggi hanno un peso”. Una presa di posizione che ha spinto il sindaco a ventilare la possibilità di un esposto agli organi competenti, inclusa la Corte dei Conti.
Le accuse reciproche e il richiamo alle opere pubbliche
Lo scontro non si è fermato alla toponomastica. Sanna ha rilanciato, accusando l’amministrazione di Segni di immobilismo sull’opera della nuova fermata Cotral in via Scienza e Tecnica, finanziata da anni ma ancora ferma: “Ogni giorno 2000 studenti rischiano la sicurezza per colpa dei ritardi. Altro che marketing con i cartelli”.
Una stoccata che amplia il fronte polemico e che intende riportare il dibattito sul piano delle opere concrete. Per il sindaco di Colleferro, i cittadini meritano risposte pratiche, non dispute simboliche.
Segni e Colleferro: rivalità storica ma legami profondi
Nonostante i toni duri, Sanna ha ribadito la propria vicinanza a Segni e alla sua comunità: “Non sono segnino, come Moffa del resto, ma Segni ha un posto speciale nel mio cuore. Mai ho mancato di rispetto a quella comunità antica e fiera”.
Parole che mirano a rafforzare il legame istituzionale e umano tra due territori spesso contrapposti ma inevitabilmente connessi, non solo per la storia ma anche per i progetti di sviluppo condivisi.
La politica locale tra memoria e futuro
La vicenda Sacriporto appare dunque come il simbolo di una più ampia frattura tra visioni diverse della politica. Da un lato il richiamo al rispetto della storia e delle procedure istituzionali, dall’altro la volontà di affermare un’identità territoriale attraverso scelte simboliche.
In questo scontro, inevitabilmente, si intrecciano anche le storie personali dei due sindaci, con un passato di rivalità politica mai sopita e un presente che continua a produrre scintille.
La replica di Sanna sembra non chiudere la vicenda ma, al contrario, aprire un nuovo capitolo di tensioni. Le possibili azioni legali, le accuse di immobilismo, le divergenze interpretative sulla storia antica e sul presente amministrativo sono destinate ad alimentare ancora il dibattito.