Colleferro, raccolta firme per ripristinare Polfer in stazione: il sindaco Sanna mobilita pendolari e cittadini

Colleferro, raccolta firme per ripristinare Polfer in stazione: il sindaco Sanna mobilita pendolari e cittadini e convoca assemblea lunedì 19 a San Gioacchino
Di Fabio Vergovich
Stazione Ferroviaria Colleferro

A Colleferro la sicurezza della stazione ferroviaria torna al centro del dibattito pubblico con una richiesta netta: riportare un presidio stabile della Polizia ferroviaria. Il sindaco Pierluigi Sanna ha rilanciato una petizione aperta non solo ai residenti, ma anche ai pendolari dei Comuni vicini che ogni giorno passano dallo scalo, invitandoli a firmare per chiedere il ripristino del posto Polfer e, quindi, una presenza costante di agenti nell’area dei binari e degli accessi.

La petizione per la Polizia ferroviaria: firme in stazione e appello ai pendolari

La raccolta firme è stata attivata direttamente in stazione, con un punto indicato dagli organizzatori nei locali del bar dello scalo, così da intercettare l’utenza reale: chi sale e scende dai treni per lavoro, studio o visite sanitarie. La linea è chiara: trasformare una richiesta diffusa in un atto formale da portare sui tavoli del Ministero e della Prefettura, mettendo nero su bianco l’esigenza di un controllo più strutturato e riconoscibile.

Nel messaggio con cui ha promosso l’iniziativa, il sindaco ha insistito su un punto: la sicurezza, in un nodo ferroviario così frequentato, non può restare una formula da conferenze stampa. Serve una presenza che si veda, che intervenga, che conosca il territorio e che lavori in raccordo con le altre forze dell’ordine già operative. È anche un tema di “fiducia”: per molti utenti, sapere che c’è un presidio fisso cambia la percezione del rischio, soprattutto nelle fasce serali e nei momenti in cui la stazione si svuota.

Perché il presidio Polfer viene considerato decisivo nello scalo di Colleferro

La stazione di Colleferro, per posizione e bacino d’utenza, non è solo un punto di transito cittadino: è un riferimento per un’area vasta. Chi la usa racconta spesso le stesse necessità: maggiore controllo in banchina, attenzione ai sottopassi e ai piazzali esterni, interventi rapidi in caso di liti, danneggiamenti, furti o episodi intimidatori. Da qui l’idea di concentrare la richiesta su un presidio dedicato, con personale che abbia come campo d’azione naturale proprio l’ambiente ferroviario.

In queste ore il tema si è intrecciato anche con la sensibilità crescente verso la tutela degli animali in spazi pubblici. Il caso dell’uccisione del gatto “Cesare”, il “gatto della stazione”, ha alimentato indignazione e domande su controlli, videosorveglianza e capacità di prevenzione. L’amministrazione, da parte sua, ha collegato la spinta alla petizione anche a questo clima, sostenendo che episodi del genere rafforzano la richiesta di presenza e attenzione costante nello scalo.

Associazioni animaliste, residenti, utenti: le richieste che salgono dal territorio

Nel confronto locale entrano anche le associazioni animaliste, che chiedono azioni concrete e verificabili: segnalazioni gestite con procedure chiare, spazi monitorati, collaborazione con chi opera sul territorio e, quando serve, interventi tempestivi. Il sindaco ha annunciato l’intenzione di rispondere in modo ufficiale “dati alla mano”, invitando le realtà interessate a partecipare ai progetti che il Comune dice di voler mettere in campo. È un passaggio che punta a spostare la discussione dal piano emotivo a quello operativo: cosa si può fare subito, cosa richiede risorse, quali competenze sono comunali e quali no.

Nel frattempo, la petizione svolge un’altra funzione: misura la partecipazione reale. Perché una raccolta firme, se capace di coinvolgere pendolari e residenti, diventa anche un indicatore politico. E, come spesso accade, attorno ai numeri si accende il confronto fra maggioranza e opposizione: nelle ultime ore, infatti, la campagna ha generato repliche e precisazioni anche sul piano partitico.

L’assemblea pubblica di lunedì: il Comune chiama i pendolari a parlare

Per dare una sede di ascolto alle richieste, è stata annunciata un’assemblea pubblica: lunedì 23 febbraio, alle 19, nei locali parrocchiali della chiesa di San Gioacchino. L’obiettivo dichiarato è ascoltare chi usa la stazione ogni giorno: problemi ricorrenti, orari più esposti, zone che preoccupano, segnalazioni rimaste senza risposta, proposte pratiche. L’amministrazione punta a raccogliere un quadro completo, senza limitarsi al solo tema Polfer, perché attorno allo scalo ruotano anche questioni di servizi, decoro, accessibilità e collegamenti.

Il punto, in definitiva, è tutto qui: se la stazione è uno snodo vitale per il territorio, allora la sicurezza va trattata come infrastruttura quotidiana, non come emergenza occasionale. La petizione vuole mettere pressione istituzionale, l’assemblea vuole trasformare i racconti dei pendolari in una lista di priorità verificabili. E adesso la palla passa ai livelli competenti: Ministero, Prefettura e, più in generale, a chi decide organici e presidi sul sistema ferroviario.

 
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