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16 Aprile 2021

Pubblicato il

Con il “Gruppo Giovanile ‘92” visitiamo San Ginesio, il “balcone dei Sibillini”

di Redazione

Uno dei più bei borghi d’Italia a tre anni dal terremoto

Paesi incantati e magici non esistono solo nelle favole. Noi ne abbiamo visitato uno domenica 20 ottobre grazie al “Gruppo Giovanile ‘92” che da tre anni raccoglie fondi per aiutare i Sanginesini colpiti dal terremoto del 30 agosto 2016. Durante la festa organizzata quest’estate nella sede del Gruppo a S.Giudico a Valmontone, in occasione della la visita del Sindaco Giuliano Ciabocco e del Comandante della Polizia locale Marisa Fagiani, il primo cittadino invitò i convenuti a trascorrere una giornata come loro ospiti a San Ginesio, nelle Marche. Così è stato. Il Presidente Pierino Proietti ed i suoi Angeli (collaboratori), hanno organizzato il viaggio per circa 50 persone a San Ginesio.

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La giornata è splendida, calda ed assolata e ad accoglierci sono il Sindaco, il Comandante Marisa, Matteo Porfiri, Adriano che ci fa da guida, la Protezione Civile, le cui divise sono state acquistate con i soldi raccolti dai benefattori di Pierino. Mai ci saremmo aspettati che la visita fosse così coinvolgente ed emozionante e soprattutto che San Ginesio, uno dei borghi più belli d’Italia, insignito della bandiera arancione, fosse così monumentale per le sue "cento" chiese, piazze, slarghi ed al tempo stesso così pittoresco per le sue viuzze pulite, fiorite ed il suo invidiabile panorama che spazia sulla catena dei monti Sibillini, fino al Gran Sasso e al Monte Conero. Possenti mura del XV racchiudono l’impianto urbano ricco di storia, arte e tradizioni che purtroppo sono state scalfite dal terremoto di tre anni fa. Accanto alle mura si staglia il Parco della Rimembranza con effigi in pietra riconducibili all’Altare della Patria. Varcate le mura attraverso la Porta Picena, ecco l’Ospedale dei Pellegrini, con la facciata intatta, poi una delle cento chiese, la più emblematica, la Pieve Collegiata che sorge sulla piazza centrale. Purtroppo la parte superiore è imbrigliata nelle impalcature metalliche, però nella parte sottostante possiamo ammirare il bassorilievo che ritrae San Ginesio, attore, imitatore, musico, suonatore, martirizzato da Diocleziano nel 303 d.Ch. Nemmeno il Teatro Comunale intitolato a Giacomo Leopardi è visitabile, a detta della nostra guida era ricco di preziose dorature in oro zecchino. La piazza principale è dominata dalla statua dell’illustre giurista e umanista Alberico Gentili, costretto a fuggire in Inghilterra per motivi religiosi, dove Enrico VIII lo nominò ‘Regius Professor of Civil Law’.

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Insieme ai fedeli ascoltiamo la Santa Messa officiata da Padre Antonio e resa indimenticabile dalla Corale “Bonagiunta”. Al termine prende la parola anche il Presidente Pierino che ricorda la fortunosa casualità nell’essersi soffermato cinque anni fa a San Ginesio, un gioiello di paese da far invidia, di cui si è innamorato, per cui ha chiesto informazioni subito dopo il terremoto. Il Sindaco Ciabotto parla di simpatia ed empatia reciproche, di ringraziamenti al “Gruppo” la cui delegazione è composta da Paolo Germani, Domenico e Roberto Migliori, Stefania Angelini, Andrea Scaccia, Fabio Tofani, Cristina Ceracchi, Manolo Bucci. Poi polemizza sugli aiuti promessi da ogni Governo, ma fino ad ora disattesi per cui i giovani abbandonano il paese essendo i servizi e la viabilità carenti. Subito dopo, a nome della comunità, dona un leggio simile a quello della Chiesetta che ci ha accolto, realizzato nella parte superiore in legno bianco che indica la purezza della parola di Dio e nella parte inferiore in legno scuro con vernice mescolata all’incenso di un pellegrinaggio a Gerusalemme.

Il Sindaco e il Comandante ci accompagnano nell’attuale sede del Comune restaurata a prova antisimica, poi, terminando il giro con la visita alla chiesa della Confraternita degli Incappati con un affresco di San Ginesio musico, ci accolgono le cuoche nella struttura dove gustiamo un ottimo pranzo e per finire, dopo tanti brindisi e canzoni suonate dagli Angeli di Pierino, le torte con il logo del “Gruppo”, lo stemma comunale e la foto della visita a Santo Giudico. Prima dei saluti, molto cordiali, Pierino dona tre taglieri al Sindaco, Marisa e Matteo con i prodotti tipici di Valmontone. La bellissima giornata termina, ci affrettiamo ad affrontare il viaggio di ritorno con una punta di malinconia perché le ore sono trascorse in fretta, ma con un bagaglio di emozioni che difficilmente ci abbandoneranno. 

 
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