Crans-Montana, incendio Capodanno: Roma in ansia per i ragazzi dispersi e per il 16enne ricoverato

Incendio a Crans-Montana nella notte di Capodanno: giovani romani coinvolti, un 16enne al Niguarda e un amico ancora disperso
Di Lina Gelsi
Crans Montana, Sky Tg24
Crans Montana, Sky Tg24

Ore che non passano mai, telefoni in mano, aggiornamenti frammentati, speranze appese all’identificazione dei feriti. A Roma e nel Lazio cresce l’apprensione dopo l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno (1 gennaio 2026) nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana, nota località sciistica svizzera, dove si trovavano anche gruppi di giovani italiani. Le autorità elvetiche stanno lavorando senza sosta per riconoscere vittime e superstiti: le ustioni e le condizioni cliniche di diversi ricoverati rendono il percorso complesso e, per molte famiglie, ancora privo di risposte definitive.

Crans-Montana, incendio nel locale di Capodanno: cosa dicono le prime verifiche

Secondo quanto ricostruito da fonti investigative riportate da agenzie internazionali, le fiamme sarebbero partite durante i festeggiamenti, con l’ipotesi di candele pirotecniche o “fontane” su bottiglie di champagne avvicinate al soffitto: un contatto che avrebbe innescato materiali presenti nella parte alta del locale e favorito una propagazione rapidissima. Gli inquirenti stanno verificando anche aspetti legati alla sicurezza, ai materiali utilizzati e alla gestione degli accessi e delle uscite.

Crans-Montana, incendio nel locale di Capodanno: il caso dei due 16enni romani

Nelle ultime ore è emersa la vicenda di due amici sedicenni di Roma, parte di una comitiva arrivata in Svizzera per festeggiare il Capodanno. Riccardo Minghetti risulta al momento tra i dispersi: non ci sono notizie certe sul suo stato e i familiari, giunti sul posto, attendono riscontri dalle procedure di identificazione. Il coetaneo Manfredi Marcucci, invece, è stato trasferito al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, struttura attivata per accogliere feriti con ustioni estese: le sue condizioni vengono descritte come serie ma stabili.

Crans-Montana, incendio nel locale di Capodanno: il soccorso immediato e la corsa in ospedale

Nella sequenza drammatica dei soccorsi, un dettaglio pesa come un racconto familiare, prima ancora che pubblico: il padre del ragazzo ferito, che si trovava in vacanza non lontano dal locale, ha raggiunto la zona dopo aver ricevuto notizie concitate. Avrebbe trovato il figlio all’esterno, già ustionato, insieme ad altri due giovani in condizioni gravi, portandoli verso l’ospedale di Sion per le prime cure. Da lì, per Manfredi Marcucci, è scattato il trasferimento in Italia, al Niguarda, mentre in Svizzera e negli ospedali coinvolti proseguono verifiche, liste, controlli incrociati, riconoscimenti.

Crans-Montana, incendio nel locale di Capodanno: Farnesina e autorità al lavoro sui dispersi

Sul fronte istituzionale resta centrale il coordinamento con la rete consolare e con le autorità svizzere. I numeri variano con l’aggiornamento delle segnalazioni e con l’avanzare delle identificazioni: in queste ore si parla di più connazionali ancora non rintracciati, mentre diversi feriti sono stati trasferiti in centri specializzati anche fuori dalla Svizzera. In parallelo, l’indagine punta a chiarire cause e responsabilità, con l’attenzione concentrata su eventuali violazioni delle regole di sicurezza e sulla dinamica che ha trasformato una festa in una strage.

Crans-Montana, incendio nel locale di Capodanno: la vicinanza di Roma e il messaggio del sindaco

Da Roma è arrivata la presa di posizione del sindaco Roberto Gualtieri, che ha espresso cordoglio e vicinanza a familiari di vittime e feriti e a chi, in queste ore, attende notizie, ringraziando anche le autorità impegnate nei soccorsi e nelle difficili operazioni di identificazione. Parole istituzionali, misurate, che intercettano il sentimento di una città che si scopre vulnerabile quando i propri ragazzi sono lontani e l’unica certezza è l’incertezza.

Crans-Montana, incendio nel locale di Capodanno: la sicurezza nei locali e i viaggi dei minorenni

La tragedia riapre una domanda che non riguarda solo la Svizzera: quanto sono preparati i locali a gestire il rischio incendio durante eventi affollati? E quanto pesa, nella percezione di sicurezza, l’abitudine a “ritrovi di vacanza” frequentati da adolescenti, spesso in località considerate protette? Le risposte, adesso, non possono essere emotive: servono esiti investigativi, verifiche tecniche, responsabilità accertate. Per le famiglie romane e laziali coinvolte, però, la priorità ha un nome solo: trovare i dispersi, riconoscere i feriti, riportare a casa chi può tornare.

 
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