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Crollo alla Torre dei Conti ai Fori Imperiali: operaio intrappolato salvato dopo dieci ore

Crollo alla Torre dei Conti, vicino ai Fori Imperiali: un 66enne romeno estratto vivo dopo dieci ore. Indaga la Procura di Roma per disastro colposo
Di Alessandra Monti
Crollo Torre dei Conti Vigili del fuoco
Crollo Torre dei Conti

Un boato improvviso, poi la nuvola di polvere che ha avvolto largo Corrado Ricci, nel cuore di Roma. Poco dopo le 11.20 di lunedì 3 novembre, parte della Torre dei Conti — uno dei monumenti medievali più noti della Capitale — è crollata durante i lavori di ristrutturazione, scatenando panico tra turisti e residenti.

Terrore a pochi passi dai Fori Imperiali: un boato, la polvere e le sirene

Cinque operai si trovavano al lavoro nel cantiere: quattro sono riusciti a mettersi in salvo quasi subito, ma un quinto, un operaio di 66 anni, di nazionalità romena, è rimasto intrappolato sotto le macerie per oltre dieci ore.
Solo in serata, grazie a un’operazione di soccorso lunga, complessa e pericolosa, i vigili del fuoco del gruppo Saf (speleo-alpino-fluviale) sono riusciti a estrarlo vivo. È ferito, ma non in pericolo di vita.

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L’intervento dei soccorsi: “Scavavano anche a mani nude per salvarlo”

Il salvataggio del lavoratore è stato un miracolo di tenacia e professionalità. Gli operatori del 118, i vigili del fuoco e la polizia hanno lavorato senza sosta, tra detriti instabili e il rischio costante di nuovi cedimenti.

«L’uomo ci rispondeva, era cosciente e collaborava con noi» ha spiegato uno dei pompieri Saf, raccontando le ore passate sotto la Torre. Per raggiungerlo, i soccorritori hanno scavato anche a mani nude, temendo che le vibrazioni delle attrezzature potessero far crollare ulteriori porzioni della struttura.

L’operaio, che lavora per una ditta di costruzioni con sede nel quartiere Prati, è stato portato d’urgenza in ospedale dopo il recupero. Durante tutta l’attesa è rimasto lucido e comunicativo, aiutando i vigili a localizzarlo. Un comportamento che, secondo chi era sul posto, ha fatto la differenza tra la vita e la morte.

Il crollo della Torre dei Conti: la paura, i testimoni e la seconda frana

Testimoni parlano di momenti di puro terrore. Una cameriera di un ristorante in via del Colosseo racconta: «Ho sentito un rumore fortissimo, poi ho visto un operaio cadere. Non riuscivo a credere ai miei occhi».
Nel giro di pochi minuti, la zona è stata completamente chiusa dalle forze dell’ordine, mentre decine di turisti si sono fermati increduli a pochi metri dal luogo del disastro.

Poco dopo le 13, sotto gli occhi dei soccorritori, si è verificato un secondo cedimento di parte della muratura. Nessuno è rimasto ferito, ma l’episodio ha rallentato le operazioni di salvataggio e ha spinto i tecnici a ridefinire il perimetro di sicurezza.

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L’area di largo Corrado Ricci, tra il Colosseo e via Cavour, è rimasta bloccata per l’intera giornata. Solo in tarda serata è stato possibile rimuovere parte delle transenne per consentire il passaggio dei mezzi d’emergenza.

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Un monumento fragile e già segnato dal tempo

La Torre dei Conti, costruita nel XIII secolo per volere di Innocenzo III, è uno dei più significativi esempi dell’architettura fortificata medievale di Roma. Alta originariamente oltre 50 metri, nei secoli è stata ridimensionata da crolli e restauri successivi.
Negli ultimi anni era oggetto di un intervento di consolidamento finanziato dal Comune di Roma e dalla Sovrintendenza, volto a mettere in sicurezza le parti più instabili.

Nonostante ciò, la struttura aveva già mostrato segni di degrado: infiltrazioni, crepe e materiali deteriorati. In passato l’area era stata teatro anche di sgomberi di occupazioni abusive, segno della difficoltà di gestire un edificio così antico nel pieno centro archeologico della città.

Il nuovo crollo riapre ora il dibattito sulla fragilità del patrimonio architettonico romano e sulla necessità di interventi più rigorosi di monitoraggio e manutenzione.

L’inchiesta della Procura di Roma: ipotesi di disastro colposo

La Procura di Roma ha aperto un’indagine immediata. Il fascicolo, inizialmente per lesioni colpose, è stato esteso al reato di disastro colposo.
Il pm Mario Dovinola si è recato sul posto insieme alla polizia giudiziaria della sezione infortuni sul lavoro per un primo sopralluogo.
Gli inquirenti intendono accertare le cause tecniche del cedimento, verificare il rispetto delle norme di sicurezza e analizzare la documentazione del cantiere.

Secondo le prime ipotesi, non si esclude un cedimento strutturale legato alle vibrazioni o a una porzione di muratura già compromessa. Ma solo la consulenza tecnica, che sarà disposta nei prossimi giorni, potrà chiarire con precisione le responsabilità.

“Serve più sicurezza nei cantieri della Capitale”

Dopo il crollo, sono arrivate le prime reazioni istituzionali. Il sindaco di Roma ha espresso “vicinanza all’operaio ferito e gratitudine ai soccorritori che non hanno mai smesso di cercarlo”, annunciando una verifica su tutti i cantieri attivi in edifici storici.

Anche i sindacati edili hanno chiesto “piena chiarezza” e denunciato “una situazione di rischio diffuso nei lavori di restauro nel centro storico, dove spesso si lavora in condizioni complesse e con strutture fragili”.

Intanto, gli abitanti della zona raccontano una giornata di paura: «È stato come un terremoto, il pavimento tremava. Abbiamo pensato al peggio», dice una residente di via Cavour.

Roma e la fragilità dei suoi monumenti

La vicenda della Torre dei Conti lascia dietro di sé un ferito grave ma vivo, e una città ancora una volta scossa da un incidente che tocca uno dei suoi simboli.
Il crollo, oltre a porre interrogativi sulla sicurezza dei cantieri e sulla manutenzione del patrimonio, diventa il simbolo di una Roma che fatica a proteggere la propria storia.

 
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Cronaca

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