Era una scena da incubo quella che si è presentata davanti ai soccorritori la sera del 3 novembre alla Torre dei Conti. Un crollo improvviso, macerie ovunque e un uomo sepolto sotto un cumulo di detriti. Gianmarco, un vigile del fuoco con anni di esperienza, era tra coloro che hanno risposto all’emergenza. Il suo racconto è carico di tensione e umanità: “Octay chiedeva acqua, era disperato. Continuavamo a scavare a mano, ma per ogni pietra rimossa ne cadevano due”.
Le difficoltà dell’intervento
L’intervento dei vigili del fuoco alla Torre dei Conti non è stato facile. Le macerie erano instabili e ogni movimento poteva provocare ulteriori crolli, mettendo a rischio sia il soccorso sia la vita dell’operaio intrappolato.
La situazione richiedeva non solo abilità tecnica ma anche sangue freddo e rapidità d’azione. “Sembrava che il tempo si fosse fermato mentre cercavamo di liberare Octay,” ha dichiarato Gianmarco. Questo intervento ha evidenziato ancora una volta quanto sia fondamentale la preparazione continua dei soccorritori per far fronte a simili emergenze.
La tensione crescente
Con il passare delle ore, la preoccupazione cresceva tra i soccorritori impegnati nelle operazioni. Ogni secondo contava, e con il calare della notte le condizioni sono peggiorate ulteriormente. “Octay era cosciente, ma lamentava dolori alle gambe,” ha continuato Santucci nel suo resoconto. Le richieste d’acqua dell’uomo erano costanti e testimoniavano una sofferenza fisica straziante, che aumentava la pressione sui vigili del fuoco.
Le emozioni sul campo
L’operazione di salvataggio non è stata solo una prova fisica; anche emotivamente i soccorritori sono stati messi a dura prova. I volti tesi dei colleghi riflettevano un misto di determinazione e paura. Ogni centimetro guadagnato era una piccola vittoria in una battaglia contro il tempo e contro le macerie in continuo movimento.
Octay non ce l’ha fatta
Dopo ore di lavoro incessante, finalmente Octay è stato estratto dalle macerie. Anche se salvo, l’operaio ha subito diverse ferite ed è stato immediatamente trasportato in ospedale per ricevere le cure necessarie.
Nonostante le lunghe ore di attesa e speranza, nonostante l’impegno encomiabile dei soccorritori, Octay non ce l’ha fatta, è morto all’ospedale Umberto I. La vittima aveva 66 anni, è rimasto 11 ore sotto le macerie in seguito al crollo di parte della Torre dei Conti.