Cucinapoli 2026 al Caruso Belmond, Massimiliano Isaia: “La bellezza richiede tempo e può cambiare una vita”

Al Caruso Belmond di Ravello Massimiliano Isaia indica la rotta della Fondazione: formazione, sartoria sociale e memoria di Gaetano Bove
Di Francesco Vergovich
Cucinapoli 2026 al Caruso Belmond, Ravello

Cucinapoli Summer Dream 2026 ha segnato il passaggio di consegne alla guida della Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo, affidata a Massimiliano Isaia. Nella cornice del Caruso, A Belmond Hotel, Amalfi Coast, il nuovo presidente ha costruito il suo intervento attorno a tre momenti: il tempo necessario per creare bellezza, il progetto sartoriale ideato da Barbara Isaia e il ricordo del produttore Gaetano Bove. Tre passaggi capaci di spiegare quale direzione seguirà l’ente nel lavoro per l’inclusione sociale e contro la dispersione scolastica.

Tommaso D’Alterio, Gianluca Isaia, Massimiliano Isaia

Massimiliano Isaia indica la nuova rotta della Fondazione

La General Manager del Caruso Belmond, Iolanda Mansi, ha sottolineato il valore di ospitare per il secondo anno Cucinapoli Summer Dream, un appuntamento coerente con una visione dell’ospitalità fondata sul legame con il territorio, sulla valorizzazione dei talenti e sulla condivisione. La collaborazione con la Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo rafforza inoltre un progetto capace di mettere insieme alta cucina, formazione e impegno sociale, dando spazio alle professionalità e alle tradizioni della Campania.

Cucinapoli Summer Dream è tornato per il secondo anno al Caruso con una serata dedicata all’alta cucina campana, all’artigianato e alla responsabilità sociale delle imprese. Il cambio alla presidenza della Fondazione ha dato all’appuntamento un significato ulteriore: Gianluca Isaia ha lasciato l’incarico a Massimiliano Isaia, forte di circa trent’anni di esperienza nella direzione industriale del gruppo.

Il nuovo presidente non ha scelto una presentazione formale del proprio mandato. Ha preferito partire da una frase semplice e concreta: «La bellezza richiede tempo». Un concetto legato direttamente alla sartoria napoletana, dove una giacca richiede circa 310 passaggi, oltre il 65 per cento dei quali eseguiti a mano, e almeno 15 ore di lavorazione.

Quel dato descrive un metodo. La qualità nasce dalla pazienza, dalla preparazione e dalla presenza quotidiana. Lo stesso vale per i programmi destinati ai ragazzi che rischiano di lasciare la scuola, alle persone detenute impegnate in percorsi professionali e a chi prova a ricostruire il proprio futuro attraverso un mestiere.

La Fondazione porta avanti progetti come il percorso IeFP di Scampia, Adotta una Scuola, FOSTEM, Restart e le collaborazioni con ITS MIA Moda. Attività diverse, unite dalla volontà di conservare e trasmettere i saperi campani, dalla sartoria all’enogastronomia, dalla ricerca storica alla valorizzazione dei beni culturali.

Massimiliano Isaia ha insistito sulla necessità di non limitare l’impegno alla durata di una manifestazione. La formazione richiede continuità, risorse, insegnanti, aziende disponibili e persone capaci di accompagnare gli allievi anche nei momenti più difficili. L’entusiasmo iniziale può accendere un progetto; solo il lavoro quotidiano permette di farlo durare.

La tavola di Barbara Isaia diventa un progetto di rinascita

Il secondo passaggio dell’intervento ha riguardato Barbara Isaia e l’architetto Francesca Maione, autrici di un allestimento realizzato appositamente per Cucinapoli Summer Dream 2026.

I tessuti d’archivio dell’azienda sono stati recuperati e trasformati in portatovaglioli prodotti all’interno della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Anche le divise indossate dagli chef durante la serata sono state confezionate nei laboratori sartoriali del penitenziario, grazie alla collaborazione con la direttrice Donatella Rotundo e con le sarte impegnate nel percorso.

Il progetto mostra in maniera immediata quale funzione possa assumere il lavoro manuale. Imparare a cucire, misurare, tagliare e rifinire un oggetto significa acquisire competenze spendibili anche dopo la detenzione. Significa inoltre recuperare disciplina, fiducia e rispetto dei tempi produttivi.

L’allestimento rappresenta il primo passo di un’iniziativa destinata a svilupparsi, mettendo in relazione design, sartoria e riuso dei materiali. La carta dei menu, realizzata con una componente vicina al 20 per cento di fibre ottenute dagli scarti tessili, ha completato questa impostazione.

La manualità è stata richiamata anche dal professor Derrick de Kerckhove. Il sociologo ha spiegato che l’intelligenza artificiale può sostenere lo sviluppo, purché venga governata e utilizzata come strumento. La capacità delle mani conserva un valore decisivo perché racchiude esperienza, sensibilità e conoscenze maturate nel tempo.

L’omaggio a Gaetano Bove, il passaggio più intenso della serata

Il terzo intervento di Massimiliano Isaia ha cambiato il tono della serata. Il nuovo presidente ha ricordato Gaetano Bove, produttore legato alla Fondazione, scomparso dopo avere dedicato la propria vita alle vigne, al vino e alla tutela dell’identità della Costa d’Amalfi.

Bove era presente alla precedente edizione di Cucinapoli Summer Dream. Il suo nome è legato a vigneti ultracentenari, alcuni risalenti a tre o quattro secoli, coltivati come un patrimonio da proteggere e consegnare alle generazioni successive.

Isaia ne ha ricordato la competenza, la sensibilità e il rapporto profondo con la famiglia. Un richiamo particolare è stato dedicato a “Per Eva”, il vino creato in omaggio alla moglie e, attraverso di lei, alle donne che hanno accompagnato la sua storia personale e professionale.

Il momento più toccante è arrivato con il saluto a Eva e alla figlia Raffaella Bove, oggi chiamata a proseguire il lavoro avviato dal padre. Nel passaggio dalle mani di Gaetano a quelle di Raffaella si ritrova lo stesso significato indicato dall’intera serata: un sapere resta vivo quando qualcuno decide di farsene carico, custodendolo e rendendolo utile al presente.

Alta cucina campana al servizio dei progetti sociali

Accanto agli interventi, Cucinapoli Summer Dream ha proposto un percorso gastronomico con alcuni dei nomi più rappresentativi della cucina campana. Agli aperitivi firmati da Armando Aristarco, Salvatore Avallone, Alfonso Crescenzo, Giuseppe Stanzione e Alessandro Tormolino è seguita la cena curata da Gennaro Esposito, Domenico Candela e dallo stesso Aristarco.

La parte dedicata alla pasticceria ha coinvolto Andrea Pansa, Giuseppe Pepe e Sal De Riso. I piatti sono stati accompagnati dalle etichette di Marisa Cuomo, Luigi Maffini, Tenuta San Francesco e Feudi di San Gregorio, presentate da Tommaso Luongo, presidente di AIS Campania.

Il valore della serata, però, non si è esaurito nel menu. Chef, produttori, artigiani, aziende e operatori della formazione hanno messo a disposizione tempo e competenze per sostenere programmi rivolti a ragazzi, detenuti e persone che hanno bisogno di una seconda possibilità.

Con il passaggio della presidenza a Massimiliano Isaia, la Fondazione conferma una linea precisa: difendere i saperi campani significa trasformarli in opportunità formative e professionali. La bellezza di cui ha parlato il nuovo presidente non riguarda soltanto un abito, una tavola o un piatto. È il risultato di un lavoro lungo, fatto di gesti ripetuti, responsabilità e persone che scelgono di non lasciare nessuno senza una possibilità.

 
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Cucina

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