Dagli ulivi centenari del Parco archeologico del Colosseo nasce l’olio Evo “Palatinum”

Di Alessandra Monti
Ulivi Parco archeologico del Colosseo
Ulivi Parco archeologico del Colosseo (Foto Pagina Facebook del Parco)

Nel cuore simbolico della Capitale, dove storia e paesaggio convivono da secoli, prende nuova forza un progetto che lega tutela del patrimonio, agricoltura e cultura alimentare. Il Parco archeologico del Colosseo e Coldiretti Lazio hanno rinnovato la convenzione per proseguire “Olio del Parco del Colosseo”, da cui nasce l’olio extravergine “Palatinum” a marchio IGP Olio di Roma.

A sottoscrivere l’accordo il direttore del Parco, Simone Quilici, e il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, confermando una collaborazione avviata nel 2020 con l’obiettivo di unire conservazione, cura del verde storico e divulgazione della cultura dell’olio.

“Palatinum” e olio EVO del Colosseo: un modello di valorizzazione del patrimonio

L’operazione ha un valore che va oltre la produzione: riguarda l’idea di un sito archeologico che non è solo pietra e monumenti, ma anche paesaggio, biodiversità e memoria agricola. Nel Parco sono censiti 189 olivi, con esemplari di epoche diverse, inseriti in un contesto in cui l’olivicoltura era parte naturale della vita romana.

La scelta di trasformare la gestione degli alberi in un percorso produttivo e didattico mira a restituire senso a un patrimonio verde spesso percepito come “sfondo”, rendendolo invece elemento attivo della narrazione pubblica.

Dalla cura degli olivi all’etichetta IGP: cosa prevede la convenzione

Il rinnovo definisce attività puntuali: manutenzione e gestione degli olivi, raccolta delle olive, trasformazione in olio extravergine, imbottigliamento, etichettatura e iniziative divulgative rivolte a cittadini e scuole. La cornice IGP “Olio di Roma” richiama un disciplinare e un percorso di tracciabilità che, nelle intenzioni dei firmatari, deve garantire qualità e riconoscibilità, valorizzando una filiera regionale che cerca sbocchi e reputazione anche attraverso luoghi simbolo.

Il ruolo di Unaprol, Evoo School e Op Latium: filiera e formazione

Coldiretti Lazio coinvolge Unaprol, Consorzio Olivicolo Italiano, con un programma informativo sulla produzione dell’olio, la sua evoluzione storica e le tecniche di coltivazione, in collaborazione con la Scuola Italiana dell’Olio di oliva “Evoo School”.

Unaprol seguirà anche aspetti tecnico-amministrativi legati al fascicolo aziendale per l’iscrizione al disciplinare IGP. Sul versante operativo interviene la Società Cooperativa Agricola Op Latium, chiamata a mettere competenze agronomiche e professionali nella cura degli olivi e nella produzione dell’olio.

Politiche pubbliche, turismo e identità: perché l’olio del Colosseo parla al Lazio

Nelle parole di David Granieri, il progetto rafforza un “modello virtuoso” centrato su qualità, sostenibilità e trasmissione di conoscenze alle nuove generazioni, con un messaggio che intercetta anche i temi sociali del presente: educazione alimentare, Dieta Mediterranea, filiere locali e Made in Italy come fattori di identità e sviluppo.

In una fase in cui Roma cerca un equilibrio nuovo nel rapporto con il turismo e con i suoi spazi, l’olio “Palatinum” diventa anche un gesto politico-culturale: far parlare un luogo universale attraverso un prodotto del territorio, con regole, lavoro e conoscenza.

 
DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista