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07 Maggio 2021

Pubblicato il

Dal “Drive in” ad oggi un Gianfranco D’Angelo spumeggiante

di Redazione

Ne sono passati di anni e rivedere un Gianfranco D'Angelo cosi in forma è una cosa che fa piacere all'anima FOTO

Torna a far sorridere il pubblico romano, Gianfranco D'Angelo, insieme al  gruppo musicale i Cerchi Magici, con il suo spettacolo "Il bello dell'Italia" al Teatro Tirso de Molina di Roma.

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Con racconti tradizionali, aneddoti, poesie e canzoni popolari, delle varie regioni d'Italia, Gianfranco D'Angelo traccia il quadro di un' Italia, poco conosciuta e  autentica, ricca di tradizione, di poesia, di valori, e di tanta bellezza.

Per la prima dello spettacolo andata in scena ieri sera, Gianfranco D'Angelo, in brillante forma, sfoggia una giacca storica quella usata per il famoso show televisivo "Drive-in" (come lui dice), dando inizio allo show con un tributo, quasi nostalgico, al grande Domenico Modugno e alla sua indimenticabile Volare.

Attraverso monologhi, intercalati da canzoni popolari, da "Cento Campane" a "Roma non fa la stupida stasera", interpretate da tre cantanti donne Cristiana, Veronica e Francesca mette in scena con la sua pungente ironia le peculiarità e il carattere dell'italiano di ogni regione, dal piemontese al siciliano, dal milanese al romano, dal torinese al sardo, evidenziandone la forza e la bellezza sia nei pregi che nei difetti.

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Durante lo spettacolo Gianfranco D'Angelo ricorda, tra l'altro, il grande Fabrizio De Andrè e due illustri italiani della storia recente che hanno sacrificato la vita per la libertà dell'Italia, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Non manca di parlare delle donne italiane, delle mamme, delle mogli e infine dei padri italiani, passa in rassegna le caratteristiche di un popolo che in realtà sono l'insieme delle peculiarità di tanti popoli, tanti quanti sono le regioni e i paesi della nostra Italia.

E' forse questa la vera forza dell'Italia…. la sua diversità regionale non è una differenza da appiattire ma una risorsa da valorizzare, mettere insieme caratteri e culture diverse affinché, come auspica Gianfranco, dopo 150 anni che l'Italia è stata fatta arrivi il momento che si faccia il popolo italiano, capace di stringersi la mano da Palermo a Milano e di dire finalmente, tutti insieme, un fatidico No.

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