Tre milioni di euro per sostenere la nascita e la crescita dell’imprenditoria femminile nel Lazio, con contributi a fondo perduto destinati a investimenti produttivi, innovazione e digitalizzazione. È questa la dotazione del nuovo bando “Donne e Impresa 2026”, presentato oggi, 6 marzo 2026, a WEGIL, a Roma, dalla Regione Lazio insieme a Lazio Innova.
La misura punta a rafforzare la competitività delle attività guidate da donne e introduce anche una riserva territoriale significativa: almeno il 10% delle risorse sarà destinato al Quarticciolo, quartiere al centro di un più ampio percorso di riqualificazione urbana, sociale ed economica.
Donne e Impresa 2026, il bando della Regione Lazio per far crescere le aziende femminili
La presentazione pubblica si è svolta presso WEGIL con la partecipazione della vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, insieme a Claudia Cattani della Fondazione Bellisario per il Lazio, al presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini e al vicepresidente della Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale Daniele Maura.
L’impostazione del bando è chiara: offrire uno strumento concreto alle imprese femminili del territorio, con un’attenzione dichiarata all’innovazione come leva per rendere più solide e competitive le attività esistenti e favorire nuove iniziative imprenditoriali.
Nel commentare la misura, Angelilli ha sottolineato che il bando vuole sostenere gli investimenti produttivi delle imprese guidate da donne e rafforzarne la competitività. La scelta politica, quindi, non riguarda soltanto l’avvio di nuove attività, ma anche il consolidamento di imprese già presenti che hanno bisogno di strumenti per aggiornarsi, innovare e reggere meglio il confronto sul mercato.
Contributi a fondo perduto fino a 100 mila euro, come funziona la misura
Il bando, finanziato con risorse del Programma FESR Lazio 2021-2027 e gestito da Lazio Innova, prevede contributi a fondo perduto fino a 100 mila euro per impresa. L’intensità dell’aiuto varia dal 50% al 70% dei costi ammissibili, nell’ambito del regime de minimis. Si tratta di una formula che può incidere in modo concreto sui piani di investimento, perché riduce il peso economico iniziale per chi vuole acquistare beni strumentali o avviare un processo di modernizzazione aziendale.
Sono finanziabili spese per macchinari, attrezzature, software e digitalizzazione, oltre a costi di personale e spese generali. A questo si aggiunge un contributo ulteriore di circa 5 mila euro per l’adozione di nuovi sistemi di digital commerce, segnale preciso della volontà di accompagnare le imprese femminili anche sul terreno della vendita online e dei nuovi modelli commerciali.
Quarticciolo, almeno 300mila euro riservati al quartiere del Municipio V
Uno degli aspetti più rilevanti della misura è la quota riservata al Quarticciolo. La Regione ha deciso di destinare almeno il 10% delle risorse complessive, cioè almeno 300 mila euro, alla nascita e all’insediamento di nuove attività economiche nel quartiere romano del Municipio V. Secondo quanto illustrato alla presentazione, questa dote dovrebbe consentire di sostenere da 10 a 15 imprese o lavoratrici autonome intenzionate ad avviare o ampliare la propria attività nell’area.
La scelta si inserisce in un quadro più ampio di interventi istituzionali rivolti al Quarticciolo, dove Governo, Regione Lazio e Roma Capitale stanno portando avanti un percorso di riqualificazione che comprende anche il miglioramento degli spazi pubblici e il recupero del patrimonio abitativo. In questo senso il bando non viene proposto come misura isolata, ma come parte di una strategia che usa il lavoro e l’impresa come strumenti di rilancio urbano e sociale.
Chi può partecipare e perché il bando può incidere davvero
Possono accedere alle agevolazioni le imprese che rientrano nella definizione di impresa femminile, comprese le lavoratrici autonome, le imprese individuali a titolarità femminile, le società di persone, le cooperative e gli studi associati con presenza femminile almeno pari al 60%, oltre alle società di capitali con partecipazione e governance femminile qualificata.
È un perimetro piuttosto ampio, pensato per intercettare forme diverse di attività economica e non limitarsi soltanto alle realtà già strutturate.
Il valore del bando sta proprio qui: non soltanto un sostegno simbolico, ma una misura che prova a intervenire su uno dei nodi più concreti per chi fa impresa, cioè la disponibilità di risorse per investire. Macchinari, software, commercio digitale, personale: sono voci che incidono davvero sulla vita di un’azienda e che spesso determinano la possibilità o meno di crescere, assumere, consolidare una presenza sul territorio.
Per molte attività guidate da donne, soprattutto nelle fasi iniziali o di espansione, il punto non è solo avere un’idea valida, ma poterla sostenere economicamente in modo credibile.
Pubblicazione a fine marzo e domande da metà aprile
La tabella di marcia indicata dalla Regione e da Lazio Innova prevede la pubblicazione del bando entro la fine di marzo 2026, con apertura delle domande attesa per la metà di aprile. Tutte le informazioni operative, le modalità di partecipazione e la modulistica saranno rese disponibili sui portali di Lazio Innova e Lazio Europa. È da quei passaggi che si misurerà anche la capacità del provvedimento di trasformarsi rapidamente in opportunità reale per il tessuto produttivo femminile del Lazio.
Per la Regione, “Donne e Impresa 2026” rappresenta quindi un doppio messaggio: da un lato sostenere le imprese femminili con una leva economica immediata, dall’altro orientare parte delle risorse verso aree dove il rilancio passa anche dall’apertura di nuove attività. Adesso l’attenzione si sposta sulla pubblicazione ufficiale dell’avviso e sulla risposta del territorio, che dirà quanto questo strumento saprà intercettare bisogni, progetti e voglia di fare impresa.
