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Decreto sicurezza, al via i controlli su droga e alcol nei cantieri e luoghi di lavoro

Il decreto sicurezza introduce test su droga e alcol nei luoghi di lavoro. La sicurezza di tutti inizia dal corretto rispetto delle regole
Di Alessandra Monti
Casco di un operaio in cantiere

Il nuovo decreto sicurezza del governo Meloni porta una novità che farà discutere: arrivano i controlli per droga e alcol nei luoghi di lavoro.
Un provvedimento che punta a rafforzare la tutela della salute e a ridurre gli infortuni, ma che introduce anche una dimensione etica e di responsabilità collettiva dentro le aziende.
Una misura che trova tra i suoi promotori più convinti Mauro D’Ambrogio, Presidente della Commissione Fiscalità locale e Federalismo fiscale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, che da tempo si batte per interventi concreti a sostegno delle imprese e dei loro titolari.

Mauro D’Ambrogio: “La sicurezza è anche una questione di rispetto verso chi lavora”

D’Ambrogio, volto noto al pubblico romano per la sua trasmissione “Il fisco sereno” su Radio Radio, aveva già lanciato un appello nei mesi scorsi: “Serve un sistema che tuteli le aziende serie e chi lavora con responsabilità. Il tema di alcol e droga nei luoghi di lavoro non va ignorato, perché parliamo di sicurezza, di vita, ma anche di rispetto per chi ogni giorno si impegna”.

Il suo intervento, seguito da imprenditori e professionisti del Lazio, aveva trovato ampio riscontro tra le categorie produttive. “Non è una caccia alle streghe — aveva aggiunto — ma una misura di civiltà. Le imprese non possono permettersi infortuni causati da comportamenti alterati: costano caro in termini umani ed economici”.

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Non è un caso che proprio D’Ambrogio sia stato tra i primi a sostenere pubblicamente la linea del Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, per l’introduzione delle visite mediche mirate in caso di sospetto uso di sostanze o alcol.

Cosa prevede il nuovo decreto sicurezza del governo Meloni

Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri rafforza il sistema dei controlli sanitari nei luoghi di lavoro. Le principali novità riguardano:

  • Visite mediche mirate: il medico competente potrà disporre controlli per alcol o droga quando esiste un “ragionevole dubbio” sullo stato del lavoratore, anche prima o durante il turno di lavoro.
  • Mansioni a rischio: il provvedimento si applica in particolare a settori dove la lucidità è fondamentale – edilizia, trasporti, logistica, industria e pubblici servizi.
  • Risorse per la prevenzione: i proventi delle sanzioni saranno destinati a potenziare gli SPRESAL (Servizi per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro) delle ASL.
  • Incentivi alle imprese virtuose: chi adotta modelli organizzativi efficaci e investe in sicurezza potrà beneficiare di riduzioni contributive o vantaggi INAIL.
  • Semplificazioni per le microimprese: nel Lazio, come nel resto d’Italia, le aziende con meno di 10 dipendenti potranno accedere più facilmente alla sorveglianza sanitaria tramite convenzioni con le strutture regionali.

Il decreto, spiegano dal governo, “mira a rafforzare la cultura della prevenzione e a responsabilizzare imprese e lavoratori”.

Impatti e reazioni nel mondo del lavoro laziale

Nel Lazio, dove operano oltre 430mila imprese (fonte Unioncamere Lazio), il provvedimento avrà un impatto immediato.
Settori come costruzioni, trasporti, logistica e manutenzione stradale saranno tra i più coinvolti, anche perché sono quelli con il più alto tasso di infortuni sul lavoro.

Le associazioni di categoria regionali accolgono con favore la misura, ma chiedono chiarezza su tempi e modalità dei controlli. “Siamo favorevoli alla prevenzione – ha dichiarato un rappresentante di CNA Lazio – ma servono regole certe per evitare interpretazioni soggettive o abusi”.

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Anche i sindacati laziali si muovono con prudenza: la CGIL regionale ha ribadito l’importanza di garantire “trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori”, ricordando che i controlli devono essere “uno strumento di sicurezza, non di intimidazione”.

La sicurezza deve diventare cultura diffusa, non burocrazia

Solo così il sistema produttivo potrà crescere in modo sano. La regione Lazio è una delle regioni dove il tessuto delle piccole imprese è più vulnerabile: bisogna supportarle, non solo controllarle. Proprio per questo, la misura sulle convenzioni sanitarie rappresenta una chiave di svolta che può rendere la sicurezza accessibile anche alle realtà artigiane e familiari.

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Un approccio nuovo alla sicurezza: dalla teoria alla cultura della responsabilità

Il decreto segna un cambio di prospettiva. Fino a oggi, la sicurezza era spesso vista come un obbligo formale, fatto di corsi e documenti. Con l’introduzione delle visite preventive e straordinarie per alcol e droga, il governo punta a riportare il tema alla sua essenza: la salvaguardia della vita e dell’efficienza lavorativa.

Nel Lazio, regione dove la densità di attività produttive è tra le più alte d’Italia, l’efficacia di queste misure dipenderà dalla capacità delle istituzioni locali di applicarle in modo equilibrato.
L’obiettivo, secondo le parole del Ministro Schillaci, è “rendere la prevenzione parte integrante della quotidianità del lavoro”.

Opportunità e criticità: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il nuovo decreto apre scenari complessi ma potenzialmente virtuosi:

  • Opportunità: riduzione del rischio di incidenti, miglioramento dell’immagine aziendale e maggiore tutela dei lavoratori.
  • Criticità: possibili contenziosi in caso di abusi nei controlli e difficoltà applicative per le piccole realtà.
  • Prossimi passi: entro fine anno sono attese le linee guida operative del Ministero della Salute e dell’INAIL, fondamentali per chiarire procedure e limiti.

Il successo del decreto dipenderà da come sarà attuato. Servono formazione, informazione e una rete tra istituzioni, professionisti e imprese. Solo così la sicurezza diventerà davvero un valore condiviso.

Un segnale forte per il mondo del lavoro

Il decreto sicurezza segna una svolta culturale per il mondo del lavoro italiano e laziale.
L’introduzione dei controlli su alcol e droga non è solo una misura sanitaria, ma un messaggio di responsabilità collettiva. Nel Lazio, dove le piccole e medie imprese rappresentano il cuore dell’economia, la sfida è grande: trasformare una norma in una pratica concreta di tutela, crescita e consapevolezza.
E questa volta, almeno, sembra che la direzione sia quella giusta.

 
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Cronaca

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