Un altro incidente mortale sul lavoro nel Lazio, a pochi giorni dal decesso registrato nell’area industriale di Colleferro. A Frosinone un operaio di 48 anni ha perso la vita dopo essere precipitato dal tetto di un capannone durante interventi di manutenzione: secondo le prime ricostruzioni, il lucernaio sul quale stava camminando avrebbe ceduto all’improvviso.
Sul posto sono intervenuti carabinieri e personale dello Spresal della Asl, avviando gli accertamenti di rito per chiarire dinamica e responsabilità.
Operaio morto a Frosinone, la ricostruzione dell’incidente e le indagini
Il fatto è avvenuto nell’area industriale del capoluogo ciociaro, nel pomeriggio. L’uomo, impegnato in lavori di manutenzione, è caduto da alcuni metri dopo il cedimento del lucernaio: una caduta che non gli ha lasciato scampo. I soccorsi sono scattati subito, ma le ferite riportate sono risultate fatali.
Come previsto in casi simili, l’attenzione degli investigatori si concentra sulle condizioni del luogo di lavoro, sulle procedure adottate, sull’eventuale presenza di dispositivi anticaduta e sulla corretta applicazione delle misure previste per attività in quota.
Operaio morto a Frosinone, Mattia: “Non è normale morire di lavoro”
Sull’episodio è intervenuta la consigliera regionale del Pd Eleonora Mattia, che ha espresso vicinanza ai familiari e al territorio colpito, sottolineando come questi decessi non possano essere archiviati come fatalità. «Il dolore è umano, inevitabile, ma abbiamo il dovere di andare oltre, di non fermarci al dolore e pretendere con urgenza più controlli e misure di prevenzione per garantire la sicurezza sul lavoro», ha dichiarato, chiedendo un cambio di passo sul fronte delle verifiche e degli interventi di tutela per lavoratrici e lavoratori.
Operaio morto a Frosinone dopo Colleferro: perché cresce l’allarme in Regione
Il richiamo di Mattia arriva in un contesto già segnato da un’altra morte recente: a Colleferro un operaio è rimasto schiacciato da un trasformatore mentre stava effettuando uno spostamento con il muletto, episodio sul quale sono scattate indagini e rilievi.
Due tragedie ravvicinate che riportano al centro il tema della prevenzione nei luoghi di lavoro, specialmente nelle aree industriali dove operano ditte esterne, subappalti e squadre chiamate a interventi specifici, spesso in condizioni operative complesse.
Operaio morto a Frosinone, che cosa chiedono istituzioni e controllori della sicurezza
Nel dibattito politico e tecnico, la parola chiave resta una: prevenzione. Più ispezioni mirate, più formazione, verifiche puntuali su cantieri e manutenzioni, controlli sistematici sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e sul rispetto dei piani di sicurezza.
Il lavoro degli organi preposti, dallo Spresal alle forze dell’ordine, diventa decisivo non solo per accertare i fatti dopo un incidente, ma anche per ridurre il rischio prima che si trasformi in tragedia.
Ed è proprio su questo che l’appello di Mattia insiste: trasformare l’indignazione in atti verificabili, capaci di proteggere chi ogni giorno entra in fabbrica, sale su un tetto o manovra macchinari pesanti, con un obiettivo semplice e non negoziabile: tornare a casa.
