Elezioni sindaco di Roma, Rinaldi candidato della Lega: “Il mio obiettivo è riportare il centrodestra in Campidoglio”

Una frase di Rinaldi destinata a far discutere: "preferisco un vigile in giro in più e una multa in meno”
Di Simone Fabi
Antonio Maria Rinaldi, candidato Lega
Antonio Maria Rinaldi, candidato Lega

Antonio Maria Rinaldi mette sul tavolo la sua corsa verso il Campidoglio e prova ad aprire il confronto nel centrodestra con largo anticipo: elezioni comunali nel 2027, candidatura annunciata, agenda già scandita.

L’economista, indicato come candidato della Lega, rivendica la scelta di “partire in tempo” e lega il suo passo a un cambio di passo politico-amministrativo: più sicurezza nei quartieri, mobilità sostenuta da alternative reali, recupero delle periferie e una decisa semplificazione delle procedure, con un capitolo aggiuntivo che considera decisivo, quello del decentramento e di maggiori poteri ai Municipi.

La candidatura e lo strappo con il “tempo lungo” del centrodestra

Il messaggio, prima ancora che programmatico, è organizzativo. Rinaldi chiede di evitare la rincorsa dell’ultimo minuto, sostenendo che una città come Roma non può permettersi candidature costruite a ridosso delle urne.

Il riferimento è al metodo che, a suo dire, ha portato alla vittoria del centrodestra in Regione Lazio: individuare una figura ritenuta credibile e aggregante, poi allargare il perimetro politico. Nelle sue parole, la competizione per il Campidoglio va preparata come un dossier complesso, non come una trattativa lampo.

Le dimissioni da Trevi e la scelta di dedicarsi alla campagna

A rendere più netta la discesa in campo è anche un gesto formale: Rinaldi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e consigliere di amministrazione di Trevi Finanziaria Industriale, con effetto immediato, motivando la decisione con l’incompatibilità di fatto che una campagna lunga e impegnativa comporta, specie alla guida di una società quotata. È un passaggio che punta a rafforzare l’idea di una candidatura “a tempo pieno”, senza doppi incarichi e senza zone grigie.

Il giudizio su Gualtieri e l’ombra delle risorse straordinarie

Nel mirino dell’aspirante candidato sindaco finisce l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, soprattutto sul terreno della gestione delle risorse. Rinaldi sostiene che l’attuale sindaco abbia operato in un periodo irripetibile, segnato da finanziamenti e strumenti straordinari legati anche al Pnrr, e che questo abbia alimentato una sorta di campagna permanente.

La critica non è soltanto politica: è un modo per impostare il confronto su un punto sensibile per i romani, cioè la distanza percepita fra fondi annunciati e ricadute concrete nella vita quotidiana, dai trasporti ai servizi di prossimità.

Sicurezza: “più presenza nei quartieri”, anche a costo di meno sanzioni

Sul tema sicurezza, Rinaldi rivendica un’impostazione di prossimità: più controllo del territorio e più presidi visibili. Arriva anche una frase destinata a far discutere: “preferisco un vigile in giro in più e una multa in meno”. È una linea che intercetta una domanda diffusa in molte zone della città, dove la percezione di degrado e microcriminalità si intreccia con l’assenza di riferimenti stabili.

L’obiettivo dichiarato è spostare il baricentro dall’azione prevalentemente sanzionatoria a una presenza continuativa, con un effetto deterrente e un rapporto più diretto con le esigenze dei residenti.

Mobilità: critiche alle “zone 30” e la richiesta di alternative credibili

Il capitolo mobilità viene descritto come un banco di prova della credibilità di ogni amministrazione. Rinaldi contesta l’introduzione dei limiti a 30 km/h in una città estesa e complessa come Roma, sostenendo che, senza un trasporto pubblico affidabile e senza parcheggi di scambio funzionanti, il rischio è che la misura venga percepita come un modo per fare cassa.

Il punto politico è chiaro: i vincoli possono reggere solo se l’ente pubblico garantisce prima un servizio alternativo che permetta di andare a lavoro, portare i figli a scuola e rientrare senza dipendere in modo esclusivo dall’auto, soprattutto fuori dal centro.

Periferie: “Roma non è solo Piazza Navona”

Nel racconto del candidato le periferie diventano la cartina di tornasole. Rinaldi insiste su un dato demografico che usa come argomento: gran parte dei residenti vive lontano dai luoghi simbolo, in quartieri che per estensione e popolazione “sono città nelle città”. Da qui la denuncia di anni di abbandono, con il richiamo alla necessità di opere, servizi, presidio e sicurezza.

È un tema che, nel Lazio, incrocia anche le competenze di Regione e Municipi, e che chiama in causa la distribuzione degli investimenti e la qualità della spesa pubblica: non solo cantieri, ma manutenzione, accessibilità, trasporto locale, spazi sociali e sportivi.

Sburocratizzazione e Municipi: il fronte amministrativo come priorità politica

La semplificazione amministrativa è il quarto asse dichiarato. Rinaldi cita pratiche quotidiane come i tempi per la carta d’identità o le autorizzazioni al commercio, sostenendo che i ritardi sottraggono ricchezza e opportunità a una città che vive anche di dettaglio, turismo, servizi e piccola impresa.

A questo collega il tema del decentramento: Municipi con più capacità di spesa e decisione, perché chi governa il territorio da vicino conosce meglio le urgenze.

In questo passaggio si intravede la visione istituzionale proposta: una Roma meno centralizzata, con poteri distribuiti e responsabilità misurabili, sul modello di altre grandi città dove i distretti incidono davvero sulla gestione quotidiana.

 
CATEGORIA

Politica

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista