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16 Maggio 2021

Pubblicato il

Eliseo Off, “Storia di Paolina” ovvero l’altra Leopardi che amerete

di Redazione

Paolina vive nella prima metà dell’Ottocento, quando per una donna era difficile essere considerata un individuo, al di là del ruolo sociale di figlia, moglie o madre

Una bizzarra signora aspetta il treno alla stazione tempo sole. Si vede che ha voglia di chiacchierare, proprio come le persone che hanno passato troppo

Produzione Teatro Eliseo dal 4 al 27 febbraio 2019 “Storia di Paolina” di Manuela D’Angelo, con Barbara Mautino, la voce di Giacomo è di Simone Mori, progetto luci Andrea Burgaretta, collaborazione ai costumi re: unite, messa in scena Manuela D’Angelo e Barbara Mautino

Storia di Paolina è il racconto di una vita, quella di Paolina Leopardi, narrata con ironia ma anche con un’invidiabile forza dalla stessa voce della protagonista, attraverso il suo carteggio con il fratello Giacomo e con la soprano Marianna Brighenti.

Paolina vive nella prima metà dell’Ottocento, quando per una donna era difficile essere considerata un individuo, al di là del ruolo sociale di figlia, moglie o madre.

Le convenzioni del tempo, i suoi obblighi di figlia, la condizione di “zitella”, le regole ferree della nobiltà cui appartiene, il senso del decoro, un posto isolato e poco stimolante come Recanati dove vive con dei genitori (la madre soprattutto) che la controllano continuamente, la costringonoa condurre un’esistenza praticamente da reclusa.

Tuttavia Paolina può viaggiare e vivere con la forza della sua fantasia, attraverso i libri e gli studi, mantenendo la propria mente e la propria volontà estremamente vive.

Ad esempio, non accetta di sposare l’uomo che ama ma che la vuole solo per il suo titolo di contessa, condannandosi così allo zitellaggio perenne e negandosi la via d’uscita da una famiglia opprimente come la sua attraverso il matrimonio.

Grande divoratrice di libri, si mette a tradurre le cose che le piacciono di più e le inserisce nel giornale che redige col padre, diventando di fatto una giornalista. Fa da copista al fratello e mantiene una corrispondenza con la cantante lirica Marianna Brighenti, che diventa sua amica e che riesce ad incontrare solo dopo quarant’anni, vivendo attraverso le sue lettere un po’ di quel mondo che non conosce.

A cinquantasei anni resta sola, muoiono tutti i suoi cari e lei è libera: prende a viaggiare, si concede vestiti eleganti, è ancora capace di profittare della propria nuova libertà.

È la storia di una donnasi legge nelle note allo spettacolo di Manuela D’Angelo e Barbara Mautinoche subisce non per paura o per debolezza, ma per senso del dovere verso la famiglia senza però rinunciare ai suoi sogni.

Anzi, li rende realtà alla fine dell’esistenza. La condizione femminile sembra aver fatto passi da gigante da allora, ma a ben guardare è più viva che mai, oggi che le donne, dopo aver combattuto tanto per affermare i propri diritti e il proprio valore, sembrano ancora avere una strada irta e difficoltosa davanti.

Una strada ancor più infida di quella di un tempo, perché gli stereotipi che permangono sono quelli più difficili da stanare, quelli che si annidano nel linguaggio, in certe immagini, in allusioni velate e in certe consuetudini sociali.

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Le cronache sono piene di episodi che denunciano come ancora oggi alle donne sia difficile perdonare la libertà, e questo avviene indipendentemente dal livello sociale o culturale. Per parlare di questo cercavamo una storia esemplare, che fosse cioè in grado di parlarci di noi, oltre noi.

L’abbiamo trovata nella storia della dolce Paolina Leopardi, donna di grande ingegno e vastissima cultura, costretta dalle convenzioni del suo tempo, in quanto donna, a vivere praticamente da reclusa.

Ciononostante continuò a rivendicare nei modi che le erano possibili il proprio diritto a decidere della propria vita, a mantenersi viva e a realizzare i propri desideri, lasciandoci ammirati di fronte alla determinazione e alla potenza di un’anima che trovò la sua libertà nonostante i limiti imposti dalle regole del suo tempo.

Ecco allora che Paolina diventa un paradigma valido anche oggi: tutti possiamo, oserei dire dobbiamo, trovare la forza per uscire dal bozzolo e aprire le ali, al di là delle gabbie che circostanze, convenzioni o stanchezza dell’abitudine avevano costruito intorno a lei prima, intorno a noi in questo tempo.

Il nostro proposito è rendere la forza di Paolina, ma anche la sua leggerezza, l’ironia che caratterizzava la sua scrittura, l’atipicità del suo comportamento rispetto ad altre donne del suo tempo. In una parola, la sua unicità, che ci ha conquistato ed affascinato e che speriamo faccia altrettanto con il pubblico che vorrà conoscere da vicino la sua storia.

Durata: 1 ora

Giorni e orari: venerdì ore 18.00 – lunedì, mercoledì e domenica ore 20.00

Mercoledì 13 febbraio non si effettuerà spettacolo

Teatro Eliseo Via Nazionale 183 – 00184 Roma

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Ufficio stampa

Maria Letizia Maffei                                              

 

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