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30 Ottobre 2020

Pubblicato il

Emma Bonino alla Camera sui marò

di Redazione

Di fronte alle Commissioni Esteri e difesa di Camera e Senato

‘Abbiamo aperto un canale, in ambito Nato e Onu, sempre tenuto conto che non è scontato avere solidarietà solide”. Così il ministro degli Esteri Emma Bonino riferendo sugli sviluppi del caso Marò alla Camera di fronte alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

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La possibile incriminazione – dice – sulla base del Sua act “mette in discussione la partecipazione all’intero sforzo antipirateria messo in piedi in questi anni” dai 28 Paesi della Ue.
”Per questo Ashton ha parlato di conseguenze enormi”, sottolinea Bonino. ”Quello che mi preoccupa di più – aveva detto lunedì la rappresentante per la Politica estera Ue a Bruxelles – è che la legge che viene utilizzata fa riferimento al reato di terrorismo che ha implicazioni molto grandi per l’Italia e per i Paesi impegnati in operazioni antipirateria”. Bonino ricorda che ”l’assunzione di responsabilità dell’Unione europea è una acquisizione solida che va usata”.

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Il rientro del ministro della Difesa Mario Mauro, spiega poi Bonino, dall’India ”dovrà consentire una valutazione collettiva del governo delle varie opzioni che sono sul tappeto. Tutte le opzioni sono aperte: diplomatiche, politiche e nel quadro di una valutazione giuridica, al fine di un rientro in dignità dei nostri marò”.
Bonino riferisce anche che la Corte speciale già istituita in India che dovrebbe giudicare i marò italiani è stata convocata il 25 febbraio prossimo mentre la Corte suprema si è riservata di prendere una decisione in merito all’imputazione il 18 febbraio.
Da parte sua il procuratore generale G.E. Vahanvati, citato da ‘The Hindu’, ha ricordato che la clausola relativa alla pena di morte non verrà invocata e la pena massima che potrebbero ricevere i marò sarebbe di 10 anni di reclusione. “La pena di morte – ha spiegato Vahanvati – viene assegnata solo per i crimini più rari tra i rari e per questo caso non è legittima la pena di morte”.
“Hanno ucciso due persone – osserva poi polemico parlando con l’avvocato dei marò Mukul Rohtagi -. Stanno suggerendo che non dovrebbero essere perseguiti, ma decorati con il Padma Bhushan o il Padma Vibhushan (tra le più importanti onorificenze indiane)?”

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