Estate 2026, i nei e il sole: le regole per proteggere la pelle

Estate 2026, il dermatologo Mauro La Pietra spiega rischi del sole, controllo dei nei, tumori cutanei e regole per esporsi meglio
Di Redazione
Malattie della pelle, i nei
Malattie della pelle, i nei

Con l’arrivo dell’estate 2026 torna una domanda che riguarda famiglie, giovani, anziani e bambini: quanto sole può prendere la pelle senza aumentare i rischi? Il dottor Mauro La Pietra, medico chirurgo specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili, richiama l’attenzione su nei, abbronzatura, prevenzione e controlli periodici.

Pelle, sole e abbronzatura: perché la tintarella è una difesa

Per molti l’abbronzatura resta sinonimo di vacanza, salute e bellezza. È una convinzione entrata nella cultura occidentale ormai da un secolo, da quando negli anni Venti Coco Chanel contribuì a trasformare la pelle dorata in un nuovo canone estetico. Prima di allora l’esposizione al sole veniva associata ai lavori all’aperto e alle classi meno agiate. Da quel passaggio culturale è nata una lunga stagione nella quale la tintarella è stata percepita come segno di benessere.

La dermatologia invita però a leggere l’abbronzatura in modo più corretto. Non è soltanto un effetto estetico. È soprattutto una risposta difensiva della cute alle radiazioni ultraviolette. Quando i raggi UV penetrano nella pelle, possono danneggiare le cellule cutanee. Il corpo reagisce producendo melanina, il pigmento che scurisce la pelle e prova a ridurre l’impatto dell’esposizione. Più ci si abbronza, più la pelle sta mettendo in campo una protezione contro un’aggressione.

Il problema nasce quando l’esposizione diventa intensa, ripetuta, non protetta. Le conseguenze non si limitano alla scottatura visibile dopo una giornata al mare o in piscina. Il danno solare si accumula negli anni e può accelerare l’invecchiamento cutaneo, favorire macchie, rughe profonde, perdita di elasticità e aumentare il rischio di tumori della pelle.

La cute è un organo: cosa fa e perché va protetta

Spesso si pensa alla pelle come a una semplice superficie. In realtà la cute è un vero organo, il più esteso del corpo umano: misura circa due metri quadrati e può pesare dai 5 ai 10 chili. È composta da epidermide, derma e ipoderma, strati con funzioni diverse ma strettamente collegate.

La pelle protegge dagli agenti esterni, dai microrganismi, dalle radiazioni, dalle sostanze chimiche e dagli stimoli fisici. Regola la temperatura corporea, contribuisce al bilancio idrico, partecipa alle difese immunitarie e permette la percezione di caldo, freddo, dolore e pressione. Quando viene esposta al sole senza criterio, non subisce solo un danno estetico: viene messa sotto pressione una struttura essenziale per la salute generale.

Il melanocita, presente nello strato più superficiale della cute, è il protagonista della risposta ai raggi UV. Produce melanina e determina il colore della pelle, ma lavora anche come sistema naturale di protezione. Ogni fototipo, però, risponde in modo diverso. Le persone con carnagione chiara, capelli biondi o rossi, occhi chiari e tendenza alle scottature hanno una minore capacità di difesa naturale e devono adottare cautele maggiori.

Nei e melanoma: i segnali da non ignorare

I nei melanocitici sono accumuli circoscritti di melanociti nella pelle. Possono essere presenti dalla nascita, ma nella maggioranza dei casi compaiono durante infanzia e adolescenza, aumentando poi in numero e dimensioni nell’età adulta. Si presentano come macchie pigmentate di colore bruno, nero, roseo o marrone chiaro, con forma di solito tonda o ovale e margini regolari.

Non devono essere considerati elementi immobili. Un neo può cambiare nel tempo e non ogni variazione indica un pericolo. Alcune modifiche rientrano nella normale evoluzione della pelle. Altre, invece, devono spingere a prenotare una visita dermatologica, in particolare quando una lesione cambia rapidamente colore, forma, dimensione o diventa irregolare.

Il melanoma è uno dei tumori maligni più aggressivi della pelle. Può nascere da un neo già presente oppure comparire come nuova lesione. Può apparire come una macchia pigmentata con colore non uniforme e bordi irregolari, oppure come un nodulo in crescita veloce, anche privo di pigmento evidente. La sua pericolosità è legata alla capacità di invadere in profondità la cute e raggiungere vasi sanguigni e linfatici, favorendo la diffusione della malattia.

Tumori cutanei, dalle cheratosi al carcinoma: le lesioni più frequenti

I tumori della pelle possono essere distinti in forme epiteliali e forme melanocitarie. Le forme epiteliali comprendono cheratosi attiniche, carcinoma basocellulare e carcinoma spinocellulare. Sono legate in modo importante all’esposizione solare, soprattutto nelle aree fotoesposte: cuoio capelluto, zigomi, orecchie, naso, volto, mani e avambracci.

Le cheratosi attiniche sono lesioni precancerose, oggi considerate sempre più spesso come carcinomi iniziali in situ. Appaiono come piccole aree rossastre o brunastre, piatte oppure coperte da una crosta superficiale. Possono essere isolate o numerose. Se non trattate, possono evolvere in forme invasive.

Il carcinoma basocellulare è il tumore più frequente nell’uomo. Nasce dal cheratinocita e può manifestarsi come lesione arrossata tondeggiante, nodulo ben delimitato o area ulcerata. Cresce lentamente e raramente dà metastasi, ma non va sottovalutato perché può danneggiare i tessuti locali, specie se trascurato.

Il carcinoma spinocellulare origina anch’esso dal cheratinocita e compare più spesso dopo i quarant’anni su cute danneggiata dal sole. Può presentarsi come lesione arrossata, crostosa, nodulare o ulcerata. Nelle forme avanzate può diffondersi ai linfonodi vicini, rendendo più complesso il trattamento.

La regola ABCDE e la visita dermatologica annuale

La prevenzione comincia dall’autoispezione. Guardare periodicamente la propria pelle permette di notare nuove lesioni o cambiamenti in quelle già presenti. La regola ABCDE aiuta a orientarsi: A come asimmetria, B come bordi irregolari, C come colore non omogeneo, D come dimensioni superiori a 6 millimetri, E come evoluzione rapida.

Un neo simmetrico, con margini regolari e colore uniforme, di solito è meno sospetto. Una lesione asimmetrica, frastagliata, con più colori, in crescita o in trasformazione rapida merita invece un controllo. L’autoispezione, però, non sostituisce la visita specialistica. Il controllo dermatologico annuale consente di analizzare i nei con strumenti dedicati.

L’epiluminescenza, eseguita con dermatoscopio o videodermatoscopio, permette di vedere dettagli non riconoscibili a occhio nudo. È un esame non invasivo, utile per individuare alterazioni minime e per monitorare nel tempo le lesioni sospette attraverso immagini confrontabili.

Protezione solare: le regole da seguire nell’estate 2026

Esporsi al sole è possibile, ma serve metodo. La prima regola riguarda gli orari: meglio evitare le ore centrali della giornata, in particolare dalle 12 alle 16, quando l’intensità dei raggi UV è più alta. La protezione solare deve essere scelta in base al fototipo e applicata in modo generoso, preferendo filtri da SPF 30 a 50+. L’applicazione va ripetuta ogni due ore circa e sempre dopo bagni, sudorazione intensa o asciugatura con telo.

I fotoprotettori orali possono offrire un aiuto, ma non sostituiscono creme, indumenti e comportamento corretto. La pelle ha bisogno di tempo per produrre melanina, quindi l’esposizione graduale riduce il rischio di ustioni. L’ombrellone non basta, perché filtra solo una parte della radiazione solare. L’acqua riflette una quota significativa dei raggi e può amplificare l’esposizione durante bagni, sport acquatici e permanenza sulla riva.

Cappelli, occhiali, maglie tecniche, abiti leggeri coprenti e attenzione ai bambini rappresentano strumenti di prevenzione concreta. Proteggere la pelle non significa rinunciare all’estate, ma viverla con maggiore consapevolezza. Una visita dermatologica, prima o dopo il periodo di massima esposizione, può fare la differenza quando un neo cambia aspetto o una lesione non guarisce. Nell’estate 2026 la vera cultura del sole passa da qui: abbronzarsi meno in fretta, controllarsi meglio, proteggersi ogni giorno.

Dott. Mauro La Pietra
Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili
Dottore di Ricerca in Dermatologia, Anatomia e Chirurgia Plastica

 
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