Fiumicino, ultim’ora: “Rischio certificati di massa da stasera”

Lo ha detto la giornalista Federica Angeli: “Potrebbero essere presentati una volta giunta la firma con Etihad”

"Al momento, a Fiumicino non sono stati inviati certificati medici per il turno delle 17 ma il problema resta perché il secondo turno è quello più a rischio visto che oggi pomeriggio si firmerà l'accordo con Etihad e si temono forti disagi per il fine settimana". Lo ha detto Federica Angeli, giornalista de "La Repubblica" inviata allo scalo romano e in collegamento con la trasmissione "Un Giorno Speciale" su Radio Radio. La situazione, pertanto, resta potenzialmente esplosiva.

"Ho capito protesta fino a un certo punto – afferma la Angeli – perché se noi della stampa non abbiamo episodi eclatanti tendiamo a non dare il giusto risalto a questi casi. Quindi, anche se può sembrare una bestialità, dico che il primo giorno di sciopero bianco è comprensibile perché i lavoratori intendevano richiamare attenzione.  Dopo però, avrebbero dovuto capire che se le sigle sindacali prendono le distanze, il ministro Lupi fa un appello, la Prefettura minaccia la precettazione, era necessario organizzare un' altra forma di protesta e che non mettere sul tavolo l'ipotesi del certificato medico di massa perché così passano dalla parte del torto e non se lo possono permettere in una battaglia del genere. In questo modo, inoltre, si creano gravissimi disagi ai viaggiatori, i quali nulla hanno a che fare con questa vertenza. Per rendere chiara la gravità di quanto sta accadendo, solo ieri c'erano 12mila bagagli da smaltire".

Dallo studio è intervenuto il giornalista Marco Guidi, che ha voluto dire la sua sulla spinosa questione:"Non riesco a capacitarmi del fatto che migliaia di dottori certifichino il falso e non ne pagano le conseguenze. Mi domando come faccia l'ordine dei medici a non intervenire. Ritengo che la procura della Repubblica debba prendere un campione di certificati per condannare o mandare in galera i medici compiacenti. Nei paesi civili, solo in Italia accadono queste cose. Capisco che i lavoratori temono robusti tagli al personale e la messa in cassa integrazione ma mi pare stiano facendo sbarramenti preventivi. Non si rendono conto che, una volta che subentrerà Etihad, gli arabi non ci penseranno due volte a licenziare tutti coloro che presenteranno il certificato medico. Si rischia una vertenza che , tra ricorso alla magistratura del lavoro, Corte di  Appello e di Cassazione, rischia di durare almeno 3 anni".

Federica Angeli ha spiegato che, malgrado le conseguenze alle quali vanno incontro, i lavoratori non intendono mollare:"Ho parlato con uno dei lavoratori – ha raccontato – in forma anonima . Ha 45 anni, 2 figli e la famiglia si mantiene esclusivamente con il suo reddito. Lui, per giunta, è tra quelli che saranno messi in mobilità e non perderà il lavoro, ma verrà "soltanto" spostato.

"Mi ha confidato – ha aggiunto – che il loro obiettivo non era creare una paralisi ma attirare attenzione. A quel punto gli ho fatto notare che erano riusciti nel loro intento e quindi ora potrebbero anche rinunciare alla protesta eclatante dei certificati di massa. Lui mi ha risposto che 'ci rimane solo questo da fare, dal momento che finché nessuno vuole incontrarci, come per esempio ha fatto ieri l'Enac. Perciò andremo avanti'. La cosa incredibile è che questo lavoratore non si pone il problema di presentare eventualmente un certificato medico fasullo perché lui afferma di trovarsi realmente in depressione per questa situazione, quindi il suo dottore è tenuto a certificare il suo problema. Mi viene da dire che situazioni del genere avvengono perché siamo in Italia…".

 

 

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