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Frosinone, guida contromano inseguita dai poliziotti: fermata rifiuta l’etilometro

La donna che guidava contromano, residente a Frosinone, è stata identificata e non risultava titolare di patente di guida
Di Lina Gelsi
Polizia, volante notte
Volante della Polizia (Immagine di repertorio)

La notte scorsa a Frosinone una vicenda che poteva terminare in tragedia è culminata con la denuncia in stato di libertà di una ragazza che si è sottratta ai controlli della Polizia. Il fatto — pur privo sinora di clamori mediatici — solleva questioni fondamentali sulla sicurezza stradale, il rafforzamento dei controlli notturni e l’equilibrio tra potere di polizia e diritti individuali.

L’intervento della pattuglia a Frosinone: dall’alt alla fuga

Erano circa le 01:00 quando una pattuglia della Squadra Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Frosinone ha intimato l’alt a un’autovettura che transitava in ambito urbano. La vettura, inizialmente, aveva rallentato — come se stesse valutando se fermarsi — ma subito dopo ha ripreso repentinamente la marcia, avviando una fuga per sottrarsi al controllo.

Ne è scaturito un inseguimento, lungo circa 2 chilometri, che si è concluso quando la conducente ha perso il controllo del veicolo, arrestandone la corsa.

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All’atto del fermo, la donna — residente a Frosinone — è stata identificata: non risultava titolare di patente di guida. Durante l’interazione, i poliziotti hanno rilevato un evidente “stato di alterazione psico-fisica” della giovane.

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Rifiuto dell’accertamento e opposizione all’autorità

Nonostante l’invito a sottoporsi all’accertamento alcolemico mediante etilometro, la ragazza ha categoricamente rifiutato. Tale atteggiamento ha fatto scattare la contestazione per “resistenza a Pubblico Ufficiale” e per rifiuto dell’accertamento dell’alcool test, secondo le norme del codice della strada.

In aggiunta, sono state elevate contestazioni ai sensi dell’art. 116 del Codice della Strada: in primo luogo per guida senza patente; in secondo luogo nei confronti del proprietario del mezzo, per “incauto affidamento” del veicolo ad un soggetto non idoneo alla guida.

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Il principio della presunzione d’innocenza

Va chiarito che quanto ricostruito finora resta nell’ambito di un’indagine: la ragazza è attualmente indiziata dei reati contestati. Solo un giudice e una eventuale sentenza irrevocabile potranno confermare o respingere le accuse. Questo avviene in ossequio al principio costituzionale fondamentale di presunzione di innocenza, secondo cui nessuno deve considerarsi colpevole fino alla condanna definitiva.

Rischi e scenari: cosa impedisce ai conducenti di sottoporsi all’etilometro

Il rifiuto dell’accertamento alcolemico è contemplato dalla legge come condotta sanzionabile, in quanto può essere strumentale a occultare una condizione di guida in stato d’ebbrezza. Tuttavia, nella pratica, molte persone esitano o si rifiutano per paura — consapevole o meno — delle conseguenze penali, della sospensione della patente o della revoca.

L’attenzione delle forze dell’ordine è alta, soprattutto nelle ore notturne, quando l’uso di alcol è statisticamente più frequente. Le pattuglie — specie in zone urbane o su assi viari cittadini — sono istruite a ricorrere alle verifiche periodiche, ma spesso devono fare i conti con fughe, resistenza o rifiuti. È una pressione costante su un equilibrio delicato: da un lato la tutela della sicurezza di tutti, dall’altro i diritti costituzionali della persona fermata.

 
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Cronaca

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