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Frosinone, la pista ciclabile di Corso Francia diventa un parcheggio: la denuncia di Legambiente

Aspra polemica contro l'amministrazione comunale, rea di una gestione disastrosa del progetto: "E' una farsa"
Di Giovanni Montella
Veduta di Frosinone città
Veduta di Frosinone città

A Frosinone, nel quartiere di Selva Piana, la pista ciclabile di Corso Francia è ormai un’area di sosta per le automobili. Un paradosso che ha suscitato l’indignazione di Legambiente Frosinone, che tramite un post sui social ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale, accusata di aver gestito il progetto in maniera disastrosa.

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Legambiente Frosinone: “Siamo arrivati alla farsa”

Non usa mezzi termini Legambiente Frosinone nel suo comunicato diffuso attraverso il Circolo il Cigno: “Siamo arrivati alla farsa”. Secondo l’associazione ambientalista, la pista ciclabile di Corso Francia è solo l’ultimo esempio di una lunga serie di sprechi e scelte discutibili nella gestione delle infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile.

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L’elenco delle opere mal realizzate e poi rimosse è lungo. Dalle corsie ciclabili abortite in via Fontana Unica ai cordoli in travertino installati e successivamente smantellati in via Puccini, passando per i “panettoni separatori” giallo-neri di Viale Grecia, Via Portogallo e la stessa Corso Francia, il gruppo ambientalista denuncia una gestione caotica, priva di una vera pianificazione. Ma è sulla pista ciclabile di Corso Francia che si concentra la polemica più accesa. Secondo Legambiente, l’infrastruttura è nata già con evidenti criticità progettuali: una pista a doppio senso di marcia realizzata su un solo lato della strada, priva di protezioni adeguate per i ciclisti. Chi percorre la pista si trova infatti a viaggiare contromano rispetto al flusso veicolare, una condizione particolarmente rischiosa soprattutto in curva.

A rendere il tutto ancora più incomprensibile è stata una successiva modifica: la doppia corsia è stata ridotta a “una corsia e un quarto”, rendendo incerto il comportamento che un ciclista dovrebbe tenere per rispettare il codice della strada. Un problema che, secondo Legambiente, nasce da un’interpretazione “fantasiosa” delle normative, che consentono la mancanza di protezioni solo in presenza di un limite di velocità a 30 km/h.

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Se la progettazione ha sollevato dubbi, l’utilizzo attuale della pista ciclabile è ancora più sconcertante. Secondo Legambiente, Corso Francia è diventato un parcheggio a cielo aperto per le automobili, che sostano regolarmente sulla pista senza che vengano adottati provvedimenti. La denuncia sottolinea come questa situazione non sia un caso isolato, ma piuttosto il frutto di una gestione in cui le norme sulla viabilità ciclabile vengono sistematicamente disattese. “Ma del resto, perché preoccuparsi del codice della strada se, come accade normalmente in Corso Francia, si consente impunemente alle auto di sostare sulla pista ciclabile?” si legge nel comunicato del Circolo il Cigno.

 
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