Non ci sono stati slogan né frasi fatte, e questo ha fatto la differenza. Il convegno “Valle del Sacco e cancro al seno. Le ragioni, la prevenzione, la consapevolezza”, svoltosi questa mattina nella Sala Cassa Edile di Frosinone, ha provato a restituire uno spazio di confronto serio su un tema che troppo spesso viene evocato in maniera superficiale: il rapporto tra inquinamento ambientale e salute pubblica, con un focus particolare sull’incidenza del cancro al seno in un’area tra le più fragili del Lazio.
Chi c’era, ha ascoltato non per dovere ma per esigenza. In sala, oltre a esperti del settore medico e ambientale, anche rappresentanti delle istituzioni e diversi cittadini. Perché quando si parla della Valle del Sacco, è impossibile farlo da spettatori. È un pezzo di territorio che, in molti casi, si porta addosso.
Un territorio che chiede attenzione, non solo risposte
La Valle del Sacco non ha bisogno di racconti epici: è un’area concreta, con dati, con storie, con numeri. E con tante domande aperte. L’incontro è servito proprio a questo: a fare il punto su ciò che si sa, su ciò che ancora non è chiaro, e soprattutto su ciò che si può fare, da oggi in poi, senza cadere nella paralisi o nella rassegnazione.
L’attenzione si è concentrata in particolare sull’aumento di incidenza dei tumori al seno in alcuni comuni della Valle, una tendenza che va studiata a fondo, fuori da semplificazioni. Non si tratta solo di statistiche, ma di traiettorie di vita segnate da diagnosi, terapie, e da un contesto ambientale che non può più essere considerato neutro.
Prevenzione, più di una parola
Uno dei punti più forti emersi dall’incontro riguarda il concetto di prevenzione, troppo spesso invocato ma poco praticato. Prevenzione non è solo lo screening o il controllo clinico. È anche conoscenza del proprio territorio, consapevolezza delle fonti di esposizione, informazione accessibile e aggiornata, strumenti per agire. È il contrario della delega.
In questo contesto, l’intervento della dott.ssa Teresa Petricca ha avuto un peso particolare. Chi la conosce sa quanto sia da anni una presenza costante e attiva nella divulgazione ambientale nel territorio di Frosinone, con una passione che va oltre i ruoli ufficiali. Il modo in cui riesce a tradurre i dati scientifici in parole comprensibili, legandoli alle esperienze di chi ogni giorno vive in questi luoghi, ha reso il confronto più vicino alle persone. Più vero, verrebbe da dire..
Il ruolo delle istituzioni
A portare la voce delle istituzioni, Gianluca Quadrini, Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, che ha rilanciato un messaggio di impegno collettivo. Il riferimento alla “ferita aperta” della Valle del Sacco non è stato retorico, ma parte di un discorso che riconosce la necessità di scelte strutturali. “Serve una visione chiara – ha detto – e la consapevolezza che ogni ritardo si traduce in fragilità della salute pubblica”.
Il presidente ha anche ringraziato la dott.ssa Petricca per l’organizzazione dell’evento e per il suo lavoro sul campo, un riconoscimento che, al di là del protocollo, sembra aver restituito valore a un’attività spesso condotta nel silenzio.
Testimonianze e impegni futuri
Oltre ai dati e ai discorsi, ciò che ha colpito di più è stato il clima della sala: quello di una comunità che, pur non negando la complessità della situazione, non ha intenzione di voltarsi dall’altra parte. La salute, quando è in gioco così direttamente, smette di essere un tema per addetti ai lavori. Diventa una questione di casa, di scelte, di priorità condivise.
Ora bisognerà mantenere accesa questa attenzione. Trovare i modi, gli spazi, le collaborazioni per fare in modo che questo incontro non resti una parentesi, ma un punto da cui ripartire. Anche perché, in territori come questo, la differenza la fanno spesso le persone che decidono di non aspettare il prossimo allarme per mobilitarsi.